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Referendum, respinto ricorso Onida

Il Tribunale Civile di Milano rigetta il ricorso perchè non ritiene che venga leso il diritto alla libertà di voto degli elettori

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Referendum, respinto ricorso Onida
Antonio Catacchio

Il Tribunale Civile di Milano si è pronunciato ed ha respinto il ricorso dell’ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida. Il ricorso era stato presentato dal costituzionalista in via d’urgenza e aveva ad oggetto la legge istitutiva del referendum che non prevede la possibilità di scindere il quesito laddove ci siano modifiche costituzionali molto diverse tra loro.
Era stato chiesto al Tribunale di Milano di sollevare, davanti alla Corte Costituzionale, una questione di legittimità della legge n. 352/70 laddove questa non prevede l’articolazione dei quesiti in caso di referendum confermativo. Il giudice del Tribunale Civile, Loreta Dorigo, si era riservata la decisione, a seguito della discussione avvenuta lo scorso 27 ottobre, e due giorni fa c’è stato il suo pronunciamento. Il ricorso, dunque, è stato rigettato.

La decisione è stata resa nota con un comunicato stampa a firma del presidente del tribunale Roberto Bichi: «Si comunica che oggi 10 novembre 2016 la giudice dottoressa Loretta Dorigo ha depositato le ordinanze con cui sono stati decisi i ricorsi concernenti la richiesta di provvedimenti cautelari riguardanti lo svolgimento del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre 2016. Con le predette ordinanze la giudice Dorigo ha rigettato la richiesta cautelare».
Il quesito su cui gli elettori saranno chiamati ad esprimersi sarà quello già noto: “Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione?” Pur essendo oggettivamente cinque domande in una sola, secondo la Dorigo non si ravvisa una manifesta lesione del diritto alla libertà di voto degli elettori per difetto di omogeneità dell’oggetto referendario.

Fa riflettere però, che a poco meno di un mese dal referendum, secondo un sondaggio dell’Istituto Demopolis resta bassa la percentuale di italiani che dichiara di aver compreso i cambiamenti previsti dalla Riforma costituzionale: poco più di 1 cittadino su 10 afferma di conoscerla pienamente; il 42% a grandi linee. “Un terzo dei cittadini – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – ammette di averne solo sentito parlare, mentre il 14% confessa di non saperne nulla. Non sembra creare grande passione la sfida referendaria che peserà sul futuro volto politico ed istituzionale del Paese”. “Il trend tracciato negli ultimi mesi – sostiene il direttore di Demopolis Pietro Vento – conferma ampiamente l’incertezza e la fluidità di un voto che appare sempre più condizionato dalla polarizzazione sulla figura di Matteo Renzi”.
Dall’analisi Demopolis, il Sì perde 10 punti da aprile ad agosto, passando dal 58 al 48%; risale poco sopra il 50% all’indomani dell’annuncio da parte del Governo di alcune misure della legge di Stabilità (dall’aumento per le pensioni sotto i mille Euro alla riforma di Equitalia), per tornare oggi al 48,5%.
Salvo altri colpi di scena, il 4 dicembre prossimo il Popolo sovrano deciderà se approvare o meno questa corposa riforma costituzionale così tanto discussa che sta spaccando in due gli italiani. Peccato che l’opinione pubblica, secondo la fotografia scattata dall’Istituto Demopolis a 4 settimane dal voto, resta di fatto spaccata a metà, con il No in leggero vantaggio.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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