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Mattarella congela le dimissioni di Renzi, prima la legge di Bilancio

Referendum: a dire no sono stati i giovani, i disoccupati e i meno abbienti, protesta per una crisi economica che non accenna a fermarsi

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Mattarella congela le dimissioni di Renzi, prima la legge di Bilancio
Daniele D'Amico

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha chiesto ed ottenuto dal Premier Matteo Renzi che la sua “decisione politica” di dimettersi dopo la pesante sconfitta subita nel referendum costituzionale possa mutarsi in dimissioni formali solo dopo l’approvazione della legge di stabilità.

Si parla di dimissioni “congelate”, ma in realtà verranno presentate ed accettate da Mattarella solo dopo la messa in sicurezza della legge di bilancio. Solo allora si esplicheranno tutti gli effetti istituzionali del caso: consultazioni e incarico, scelta di un nuovo Presidente del Consiglio e formazione di un nuovo Governo.

Mattarella e Renzi: Colloquio aspro

Ieri sera, un colloquio di trenta minuti al Colle del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha chiuso una giornata politica cruciale.

Il comunicato del Quirinale chiarisce ogni aspetto: “Il Presidente del Consiglio, a seguito dell’esito del referendum costituzionale tenutosiMATTARELLA E RENZI: COLLOQUIO ASPRO nella giornata di domenica, ha comunicato di non ritenere possibile la prosecuzione del mandato del Governo e ha pertanto manifestato l’intento di rassegnare le dimissioni.

Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento”.

Le dimissioni quindi dovrebbero arrivare solo venerdì, dopo un via libera veloce della legge di bilancio. Il Presidente del Consiglio per questo motivo non ha formalizzato le dimissioni nella riunione dei ministri di ieri, “congelando”così l’addio. Oggi conferenza dei capigruppo del Senato con Grasso; in serata riunione dei parlamentari M5s; big di Fi invece ad Arcore. Domani l’attesa Direzione del Pd, che si preannuncia bollente.

Legge di Bilancio: approvazione lampo

LEGGE DI BILANCIO: APPROVAZIONE LAMPORenzi intende forzare i tempi con un’approvazione – lampo (si parla addirittura di mercoledì, prima della direzione del Pd) , chiedendo una cosiddetta “fiducia tecnica” in modo da poter ritornare da Mattarella e  dimettersi nella giornata di venerdì.

In questa ipotesi il Senato potrebbe di fatto solo ratificare la decisione già presa dalla Camera in merito a quella che è la legge fondamentale dello Stato per il prossimo anno. Senza alcuna modifica nè quelle richieste dall’Eurogruppo né quelle invocate dalle opposizioni per togliere le molte “mance” inserite negli ultimi giorni di campagna elettorale e che risultano prive di copertura.

Il Premier Renzi , dopo qualche ora di riflessione, ha accettato il percorso proposto dal Colle: “Lo faccio per responsabilità e per evitare l’esercizio provvisorio”.

Mattarella indeciso, Governo politico o Governo tecnico?

La seconda, e più importante preoccupazione  di Mattarella, è soprattutto quella di sondare – se Renzi, come dichiara, non ha alcunaMATTARELLA INDECISO, GOVERNO POLITICO O GOVERNO TECNICO? intenzione di tornare in Parlamento per una verifica alle Camere – il nome o i nomi che il segretario del Pd, partito di maggioranza, pensa di mettere sul tavolo per un nuovo esecutivo.

Perché l’opzione chiave di Mattarella sarebbe proprio quella di puntare su un governo politico, visti i numeri larghissimi di cui gode il Pd alla Camera. L’onore e l’onere di indicare il suo successore tocca dunque proprio Renzi.

Nello scenario del Capo dello Stato, nelle consultazioni che si apriranno, non è infatti il Governo tecnico la prima scelta, Mattarella la ritiene ormai il frutto, obbligato, di una stagione che è alle nostre spalle.  E solo se costretto, intende farvi ricorso. Al leader del Pd chiede perciò una rosa di nomi, da verificare con gli altri partiti, oltre che con la minoranza dei democratici. Ma, su questo punto, le nebbie non sembrano dissolte.

Intanto, la stessa riunione della direzione del partito per le decisioni da prendere sul dopo-Renzi è slittata come già scritto, a mercoledì. E in ogni caso sarà MATTARELLA INDECISO, GOVERNO POLITICO O GOVERNO TECNICO?una resa dei conti interna molto dura. Ma soprattutto resta da capire quanto lo stesso Matteo Renzi, piuttosto che una rosa di nomi per un esecutivo che arrivi alla fine della legislatura, non stia imboccando proprio la strada delle elezioni anticipate al più presto. Giusto il tempo di cambiare la legge elettorale o di utilizzare l’Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato, come dichiarato ieri a Porta a Porta da Alfano:  “Si voterà a febbraio 2017, con Matteo possiamo vincere, c’è il Consultellum al Senato e l’Italicum alla Camera”.

I Dati del referendum

I giovani, i disoccupati, le persone con un reddito molto basso. Sono loro ad aver portato alla vittoria del No al referendum costituzionale

Per provare a leggere tra le righe dell’esito referendario, interessante il grafico pubblicato da Il Sole 24 Ore, fonte  Info Data.  E’ stata messa  a confronto la percentuale del Sì nelle provincie italiane con alcuni indicatori demografici ed economici, oltre che con il risultato ottenuto dal Pd alle ultime politiche e alle europee di due anni fa. E il risultato è che nei numeri c’è tutta la protesta per una crisi economica che non accenna ad esaurirsi. Di questo dovrà occuparsi il prossimo Governo.

Il risultato del referendum a confronto con..

 

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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