Politica nazionale

Referendum costituzionale, la riforma non passa

Al referendum il NO vince con il 59,11% dei votanti e il premier Renzi annuncia dimissioni

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Referendum costituzionale, la riforma non passa
Mariangela Lomastro

Il referendum costituzionale che si è svolto il 4 dicembre scorso, sarà sicuramente ricordato per aver fatto appassionare nuovamente gli italiani alla politica e averli riportati alle urne con percentuali di affluenza al voto che non si registravano da tanto. I dati definitivi forniti dal Viminale dicono infatti che hanno votato complessivamente il 65,47% degli aventi diritto, suddivisi tra il 68,48% Italia e 30,74% Estero. Già alle ore 12 di ieri il dato di affluenza al voto era pari al 20,14%, mentre alle ore 17 era del 57,22%.
Il quesito referendario posto era il seguente “Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente <<Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione>> approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

Allo scattare delle 23.00 è cominciato lo spoglio delle schede elettorali che ha condotto alla vittoria del NO: il 59,11% degli elettori non ha approvato la riforma costituzionale, rispetto al 40,89% dei votanti che si è pronunciata per il SI. Ben 18,22 punti percentuali di scarto. Le schede bianche sono state appena lo 0,25% e le schede nulle sono state pari allo 0,92%.
Molto differente è stata la situazione tra le Regioni: quelle con la più bassa affluenza al voto sono state la Calabria (54,43%), la Sicilia (56,65%) e la Campania (58,88%), mentre quelle con la più alta affluenza sono state il Veneto (76,66%), l’Emilia Romagna (75,93%) e la Toscana (74,45%). In tutte le Regioni ha vinto il NO ad eccezione del Trentino-Alto Adige (53,87% SI), Toscana (52,51% SI) ed Emilia-Romagna (50,39% SI).
Alla mezzanotte della lunga giornata referendaria, il premier Matteo Renzi ha rilasciato una dichiarazione in conferenza stampa a Palazzo Chigi riconoscendo la inequivocabile vittoria del NO e annunciando la convocazione del Consiglio dei Ministri per il pomeriggio del giorno seguente e le sue successive dimissioni al Capo dello Stato Mattarella. Archiviata ormai una riforma costituzionale che non ha convinto la maggioranza dei votanti, si deve ora affrontare il post referendum, dato che al voto è stata data anche una valenza politica che ha condotto alle stesse dimissioni del premier.

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