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Piano nazionale industria 4.0: opportunità per le imprese italiane

Interventi in Puglia, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lombardia

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Piano nazionale industria 4.0: opportunità per le imprese italiane
Daniele D'Amico

Operare in una logica di neutralità tecnologica, con azioni orizzontali – non verticali o settoriali – e agire su fattori abilitanti: queste le tre principali linee guida del Piano nazionale industria 4.0.

Quattro invece le direttrici strategiche:                                                                                   Piano nazionale Industria 4.0

  • investimenti innovativi
  • infrastrutture abilitanti
  • competenze e ricerca,
  • awareness
  •  governance. 

È la fotografia del Piano nazionale industria 4.0, on line sul sito del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), che offre opportunità alle imprese per il quadriennio 2017-2020.

La Puglia è pronta a cogliere le opportunità dell’Industria 4.0

Il Piano Nazionale Industria 4.0 nella regione Puglia vede la sottoscrizione dei Contratti di programma  da parte di Fincons e Sipal: Quindici milioni di investimenti per Ict e aerospazio. Le imprese puntano tutto su ricerca e sviluppo’.  Fincons e Sipal sono due società per azioni, una svizzera e l’altra torinese, che stanno investendo rispettivamente a Bari e Grottaglie.
Sono previsti prodotti Ict innovativi per la manifattura sostenibile, applicazioni per i droni, caschi a comandi vocali e display integrati. I due Contratti di programma tra regione Puglia e le due imprese sono stati sottoscritti a Bari nella sede dell’Assessorato allo Sviluppo Economico. Valgono complessivamente 15 milioni di investimenti di cui 7,8 milioni le agevolazioni richieste e 203 i lavoratori a regime (tra vecchi e nuovi occupati).
Loredana CaponeL’Assessore della Regione Puglia allo Sviluppo Economico Loredana Capone, afferma che: “con questi progetti facciamo un salto reale nel futuro e nell’industria 4.0 perché le imprese puntano la stragrande maggioranza dell’investimento su ricerca e sviluppo. Fincons, che è un’eccellenza internazionale nel settore dei media, realizzerà prodotti Ict che sfruttando tecnologie innovative ed ecosostenibili aiuteranno le aziende manifatturiere a trasformarsi in fabbriche intelligenti”.
“Con i due progetti di oggi – aggiunge Capone – i Contratti di programma superano i 544 milioni di investimenti richiesti, di cui quasi la metà è in ricerca e sviluppo. Quest’ultimo elemento rappresenta il valore aggiunto dello strumento, quello che fa fare il salto di qualità alla Puglia sul mercato nazionale e su quelli esteri”.

La quarta rivoluzione industriale

L’espressione Industria 4.0 è collegata alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale, resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless a basso costo. La nuova rivoluzione si associa a un impiego sempre maggiore di dati e informazioni, tecnologie computazionali e di analisi dei dati, nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi, l’Internet of things and machines.

Ma l’Industria 4.0 richiede soluzioni tecnologiche per:

  • ottimizzare i processi produttivi
  • supportare i processi di automazione industriale
  • favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate di pianificazione distribuita
  • incentivare la gestione integrata della logistica in rete 
  • consentire l’interoperabilità dei sistemi informativi

Il Governo italiano si sta adeguando ed offre nuove opportunità alle imprese.

Il Piano, ha detto il Ministro Carlo Calenda, “è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere leMinistro Calenda opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove”.

La politica industriale è tornata al centro dell’agenda di Governo, prosegue Calenda, “e gli strumenti che abbiamo introdotto partono da una lettura della struttura dell’economia italiana, caratterizzata da un’imprenditoria diffusa, e tengono conto della nuova fase di globalizzazione e di cambiamenti tecnologici che stiamo attraversando”.

Il Piano Nazionale Industria 4.0 rappresenta un’incisiva opportunità per le nostre imprese e anche le regioni sono venute a supporto favorendo accordi sul territorio. Si tratta di un insieme di misure organiche per favorire gli investimenti in innovazione e capacità competitiva delle imprese e per potenziare misure efficaci in tal senso.

Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lombardia pronte a cogliere l’occasione

Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, evidenzia che lo “stabilimento Wärtsilä di Bagnoli della Rosandra è un orgoglio della nostra regione che fotografa quell’ Industria 4.0  cui tiene particolarmente il Governo e che può aiutare il nostro Paese a produrre bene, in questo caso motori di qualità, difendendoci dall’aggressività degli altri mercati”. Per Serracchiani vale la pena “aprire lo stabilimento alle persone perché possano capire la qualità e l’importanza dell’attività che viene fatta qui, la competenza e la professionalità dei lavoratori e anche i grandi cambiamenti che si stanno apportando”.
Catiuscia MariniIl presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini,  spiega che la “regione vicina alle imprese umbre per la sfida dell’innovazione”. Marini sottolinea la costituzione dell’Umbria Digital Innovation Hub, che “rappresenta un’occasione per riflettere come il sistema delle medie e piccole imprese umbre possa cogliere al meglio tutte le opportunità previste dal Piano nazionale 4.0, investendo sia sulla formazione di nuove competenze, sia sulla riqualificazione dei lavoratori che hanno subito e subiranno il grande cambiamento”.

In Lombardia l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea, tiene a sottolineare le nuove competenze per i nuovi lavori: “Con la Legge regionale 30/2015 – spiega Aprea – abbiamo fatto una scelta strategica che pone al centro della formazione il sistema duale, fondato su un apprendimento work-based e sulla integrazione tra formazione e lavoro.  Abbiamo costituito il Forum Lombardia 4.0, – aggiunge Aprea – individuando un panel interdisciplinare di esperti appartenenti a otto Universita’ lombarde che potesse valutare, con particolare riferimento alle tematiche della Quarta rivoluzione industriale, le ricadute delle evoluzioni tecnologiche, economico-sociali e demografiche sui processi produttivi e l’organizzazione del lavoro, immaginando le caratteristiche del mercato del lavoro futuro e le connesse esigenze di competenze e di formazione”.

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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