Informatica & web

Whatsapp infestata dalla pubblicità?

Possibile esodo di massa dell'utenza su Telegram e WeChat

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Whatsapp infestata dalla pubblicità?
Francesco Tiberio

Come già disponibile su Messenger, Facebook potrebbe permettere alle aziende tramite Whatsapp di inviare ai propri followers messaggi promozionali tramite la chat. Proprio Whatsapp, il servizio di messaggistica online di proprietà di Facebook usato da più di un miliardo di persone in tutto il mondo, starebbe per affrontare una fase di cambiamenti molto importanti.

Dopo aver recentemente introdotto le “Stories“, secondo l’agenzia Reuters WhatsApp starebbe collaborando con l’incubatore di startup “Y Combinator” per testare un sistema che consenta alle aziende di comunicare direttamente con gli utenti, attraverso messaggi di offerte promozionali e servizi. Sebbene Mark Zuckerberg possa ritenersi soddisfatto degli ottimi risultati che attualmente registra Facebook, il 2017 potrebbe essere l’anno del cambiamento. Basti pensare che nel 2014, anno in cui Zuckerberg acquistò l’app per 14,5 miliardi di dollari, questa sugli store Apple costava 0,89 centesimi (in seguito 0,99); mentre sugli store Android era gratis solo per il primo anno. Solamente l’anno scorso fu resa completamente gratuita su qualsiasi dispositivo. Tre anni fa Zuckerberg aveva annunciato, in virtù del fatto che non avesse ancora messo in atto un piano che gli consentisse di trarne dei reali profitti, “Stiamo prendendo del tempo per farlo nel modo giusto, il che richiederà più anni“. Quel tempo è forse arrivato? Ritorneranno gli 0,99 centesimi? Sempre secondo la Reuters, i dirigenti di Whatsapp starebbero interpellando gli utenti per sapere se accoglierebbero questa novità positivamente.

Il rischio è che gli utenti possano percepire questi messaggi come spam, preferendo così altri sistemi di messaggistica istantanea come Telegram o WeChat. “Il progetto è ancora nelle fasi iniziali” ha affermato Umer Ilyas, co-fondatore di Cowlar, una delle start-up coinvolte nel test; ed il risultato finale non riguarderà quindi necessariamente pubblicità o interventi non richiesti, ma più probabilmente un’interazione più organica che potrebbe coinvolgere bot specializzati nella conversazione e nell’assistenza dei clienti.

 

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