Arte, cultura e spettacolo

Bif&st 2017: Puglia regina del cinema

È iniziato il 22 aprile l'International Film festival di Bari: film, premiazioni, lezioni di cinema e immancabili gag

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Bif&st 2017: Puglia regina del cinema
Daniele D'Amico

Kermesse cinematografica d’eccellenza, sfilata di attori, registi, di chi il cinema lo fa, ma anche di chi lo adora. Il Bif&st ha inaugurato l’ottava edizione e si sviluppa per più di una settimana (fino al 29 aprile) con centinaia di proiezioni, eventi speciali, masterclass e incontri, oltre alle due retrospettive incrociate su Dino Risi e Vittorio Gassman. Proprio lo sguardo di quest’ultimo circonda il Petruzzelli, con cento gigantografie che abbracciano il teatro. Obiettivo: suoperare i 75mila spettatori, come successo per il 2016, pronti a dividersi fra le sale del Galleria, il Petruzzelli, il circolo Barion, l’ex palazzo delle Poste. Bari è invasa dal cinema, perchè il grande schermo è cultura.

Lo scenario sul Bif&est si è aperto con “La tenerezza” di Gianni Amelio

La tenerezza” di Gianni Amelio con Renato Carpentieri, Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno e Greta Scacchi è stato il film d’apertura del Bif&st 2017,  proiettato la sera del 22 aprile in anteprima mondiale, al Teatro Petruzzelli. Teatro Petruzzelli: Bif&st 2017Il regista e il cast erano presenti in sala. Il film, di Rai Cinema-01Distribution, racconta la storia di due famiglie in una Napoli inedita, lontana dalle periferie, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia, anche se la speranza è a portata di mano.

Nel corso della serata inaugurale – alla quale hanno partecipato il sindaco di Bari Antonio Decaro e il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – ci sono state  le prime premiazioni: il regista Andrei Konchalovsky ricevuto il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” e Claudio Giovannesi il Premio Mario Monicelli per il miglior regista per il suo film Fiore.

Masterclass: a lezione di cinema con Konchalovsky

Sabato 21 aprile al Teatro Petruzzelli protagonista il regista russo Andrej Konchalovsky, del quale è stato proiettato l’ultimo film, “Paradise”, già premiato a Venezia

«Fare cinema è come lavorare in giardino, ci sono tanti fiori diversi da piantare e curare. Così nel cinema si possono fare tanti film diversi, come pure faceva Kurosawa che era eclettico e curioso come me. Solo che io, da qualche tempo, ho deciso di andare verso un’unica direzione, andare alla scoperta di cosa significhi veramente la cinematografia».

Così Andrej Konchalovsky in apertura della sua Masterclass il 22 aprile al Teatro Petruzzelli,primo,Andrej Konchalovsky al Bif&st 2017 attesissimo appuntamento del Bif&st2017, preceduto dalla proiezione del suo ultimo film “Paradise”, già vincitore del Leone d’argento per la Migliore Regia all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Poche battute sul film la cui uscita in Italia è prevista per il prossimo autunno («Mi interessava raccontare il collegamento che può esistere tra una brava persona e una ideologia terribile, ovvero il potere seduttivo del male».) e poi via a ruota libera sulla sua idea di cinema e di arte, interrotto solo da alcune domande del critico Marco Spagnoli.

«Oggi siamo bombardati da troppe immagini e troppi suoni, si è perso il vero significato del cinema. Il suono, in particolare, viene riprodotto a volumi altissimi e ciò perché il pubblico è troppo impegnato a rumoreggiare masticando popcorn. Per questo ho vietato la vendita dei popcorn alle proiezioni dei miei film. Io penso invece che si debba riscoprire il significato e il valore del silenzio. Ai giovani che sono qui dico di trovare il tempo per studiare il silenzio, per esercitare la contemplazione, per poter percepire sé stessi».

Alessandro Gassmann: “Quello schiaffo di papà che mi aprì al cinema”

Domenica,  23 aprile Straordinaria affluenza di pubblico al Teatro Petruzzelli per la seconda Masterclass che ha avuto come protagonista Alessandro Gassmann. Che ha ricordato il padre, cui il Bif&st rende omaggio quest’anno, ma anche ripercorso la sua carriera di attore e regista.

“Sono felice di essere tornato al Bif&st, non solo per l’omaggio che il Festival riserva a mio padre, ma anche perché proprio qui fui premiato per la mia opera prima da regista ‘Razzabastarda’. Spero che la mia presenza mi porti fortuna per il secondo film di cui inizierò le riprese tra pochi giorni”.

Alessandro Gassmann ha riavvolto il nastro della sua carriera al Bif&st 2017Alessandro Gassmann ha riavvolto il nastro della sua carriera, inizialmente legata al padre che lo fece debuttare da bambino, riprendendolo dall’età di sette anni e fino ai diciassette per “Di padre in figlio”, presentato a Venezia nel 1982. “Quel film porta anche la mia firma, anche se io non girai assolutamente nulla, penso che papà lo accreditò anche a me per farmi prendere i soldi dalla SIAE. Io feci il film controvoglia, alla fine papà dovette anche accelerare le riprese facendomi truccare da venticinquenne. Poi ci fu un episodio particolarmente spiacevole: papà volle ricostruire quella volta che, quando avevo undici o dodici anni, durante una lezione di inglese mi dette il primo e unico ceffone della sua vita. Ebbene, sul set me lo diede di nuovo, con la stessa forza, tanto che io piansi allo stesso modo. Ma in quel caso era come se stesse adottando una terapia d’urto, mi stava dicendo a modo suo: ‘benvenuto nel mondo del cinema’.

Greta Scacchi: “Quanto è bello litigare in italiano!”

Appena vista nel film di apertura del Bif&st, “La tenerezza” di Gianni Amelio, Greta Scacchi è tornata  lunedì 24 Greta Scacchi a Bariaprile sul palco del Teatro Petruzzelli come protagonista della terza Masterclass dell’edizione 2017, coordinata da Franco Montini.

Se c’è un’attrice che si può dire autenticamente internazionale quella è Greta Scacchi. Dal suo debutto nel 1982 con il film tedesco “La moglie… gli uccelli”, ha lavorato con tanti registi di diverse nazionalità con periodiche incursioni anche a Hollywood dove ha girato, tra gli altri, “I protagonisti” di Robert Altman, proiettato stamattina al Teatro Petruzzelli prima della sua Masterclass, la terza del Bif&st, moderata dal critico Franco Montini. L’incontro ha preso il via proprio sulla sua esperienza con il grande regista americano: “All’epoca di ‘I protagonisti’, nel 1992, la carriera hollywoodiana di Altman era in declino, non faceva film da qualche anno ma lui era comunque molto amato dagli attori. Finché una piccola produzione indipendente non gli propose l’adattamento di un libro di Michael Tolkin che ironizzava proprio sul sistema degli studios. Quando mi fu proposta la parte, io inizialmente non volevo fare il film perché temevo di restare intrappolata nello stereotipo della bella bionda che incarna l’immaginario maschile. Poi, però, lui ebbe l’idea di ribaltare le convenzioni, di fare l’opposto di quello che ci si sarebbe aspettato. Per dire: nella scena del funerale del mio compagno mi fece vestire di bianco anziché di nero, non mi chiese di piangere, anzi.”

Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence a Pupi Avati

Il 25 aprile il Fellini Award viene consegnato ad un grande regista che – con il suo cinema unico e personale – ha saputo portare avanti un profondo racconto della memoria.

sualizzato 2 volte. Leggi altri articoli di: Daniele D'Amico. Kermesse cinematografica d’eccellenza, sfilata di attori, registi, di chi il cinema lo fa, ma anche di chi lo adora. Il Bif&st ha inaugurato l’ottava edizione e si sviluppa per più di una settimana (fino al 29 aprile) con centinaia di proiezioni, eventi speciali, masterclass e incontri, oltre alle due retrospettive incrociate su Dino Risi e Vittorio Gassman. Proprio lo sguardo di quest’ultimo circonda il Petruzzelli, con cento gigantografie che abbracciano il teatro. Obiettivo: suoperare i 75mila spettatori, come successo per il 2016, pronti a dividersi fra le sale del Galleria, il Petruzzelli, il circolo Barion, l’ex palazzo delle Poste. Bari è invasa dal cinema, perchè il grande schermo è cultura. Lo scenario sul Bif&est si è aperto con “La tenerezza” di Gianni Amelio “La tenerezza” di Gianni Amelio con Renato Carpentieri, Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno e Greta Scacchi è stato il film d’apertura del Bif&st 2017, proiettato la sera del 22 aprile in anteprima mondiale, al Teatro Petruzzelli. Il regista e il cast erano presenti in sala. Il film, di Rai Cinema-01Distribution, racconta la storia di due famiglie in una Napoli inedita, lontana dalle periferie, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia, anche se la speranza è a portata di mano. Nel corso della serata inaugurale – alla quale hanno partecipato il sindaco di Bari Antonio Decaro e il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – ci sono state le prime premiazioni: il regista Andrei Konchalovsky ricevuto il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” e Claudio Giovannesi il Premio Mario Monicelli per il miglior regista per il suo film Fiore. Masterclass: a lezione di cinema con Konchalovsky Sabato 21 aprile al Teatro Petruzzelli protagonista il regista russo Andrej Konchalovsky, del quale è stato proiettato l’ultimo film, “Paradise”, già premiato a Venezia «Fare cinema è come lavorare in giardino, ci sono tanti fiori diversi da piantare e curare. Così nel cinema si possono fare tanti film diversi, come pure faceva Kurosawa che era eclettico e curioso come me. Solo che io, da qualche tempo, ho deciso di andare verso un’unica direzione, andare alla scoperta di cosa significhi veramente la cinematografia». Così Andrej Konchalovsky in apertura della sua Masterclass il 22 aprile al Teatro Petruzzelli, primo, attesissimo appuntamento del Bif&st2017, preceduto dalla proiezione del suo ultimo film “Paradise”, già vincitore del Leone d’argento per la Migliore Regia all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Poche battute sul film la cui uscita in Italia è prevista per il prossimo autunno («Mi interessava raccontare il collegamento che può esistere tra una brava persona e una ideologia terribile, ovvero il potere seduttivo del male».) e poi via a ruota libera sulla sua idea di cinema e di arte, interrotto solo da alcune domande del critico Marco Spagnoli. «Oggi siamo bombardati da troppe immagini e troppi suoni, si è perso il vero significato del cinema. Il suono, in particolare, viene riprodotto a volumi altissimi e ciò perché il pubblico è troppo impegnato a rumoreggiare masticando popcorn. Per questo ho vietato la vendita dei popcorn alle proiezioni dei miei film. Io penso invece che si debba riscoprire il significato e il valore del silenzio. Ai giovani che sono qui dico di trovare il tempo per studiare il silenzio, per esercitare la contemplazione, per poter percepire sé stessi». Alessandro Gassmann: “Quello schiaffo di papà che mi aprì al cinema” Domenica, 23 aprile Straordinaria affluenza di pubblico al Teatro Petruzzelli per la seconda Masterclass che ha avuto come protagonista Alessandro Gassmann. Che ha ricordato il padre, cui il Bif&st rende omaggio quest’anno, ma anche ripercorso la sua carriera di attore e regista. “Sono felice di essere tornato al Bif&st, non solo per l’omaggio che il Festival riserva a mio padre, ma anche perché proprio qui fui premiato per la mia opera prima da regista ‘Razzabastarda’. Spero che la mia presenza mi porti fortuna per il secondo film di cui inizierò le riprese tra pochi giorni”. Alessandro Gassmann ha riavvolto il nastro della sua carriera, inizialmente legata al padre che lo fece debuttare da bambino, riprendendolo dall’età di sette anni e fino ai diciassette per “Di padre in figlio”, presentato a Venezia nel 1982. “Quel film porta anche la mia firma, anche se io non girai assolutamente nulla, penso che papà lo accreditò anche a me per farmi prendere i soldi dalla SIAE. Io feci il film controvoglia, alla fine papà dovette anche accelerare le riprese facendomi truccare da venticinquenne. Poi ci fu un episodio particolarmente spiacevole: papà volle ricostruire quella volta che, quando avevo undici o dodici anni, durante una lezione di inglese mi dette il primo e unico ceffone della sua vita. Ebbene, sul set me lo diede di nuovo, con la stessa forza, tanto che io piansi allo stesso modo. Ma in quel caso era come se stesse adottando una terapia d’urto, mi stava dicendo a modo suo: ‘benvenuto nel mondo del cinema’. Greta Scacchi: “Quanto è bello litigare in italiano!” Appena vista nel film di apertura del Bif&st, “La tenerezza” di Gianni Amelio, Greta Scacchi è tornata lunedì 24 aprile sul palco del Teatro Petruzzelli come protagonista della terza Masterclass dell’edizione 2017, coordinata da Franco Montini. Se c’è un’attrice che si può dire autenticamente internazionale quella è Greta Scacchi. Dal suo debutto nel 1982 con il film tedesco “La moglie… gli uccelli”, ha lavorato con tanti registi di diverse nazionalità con periodiche incursioni anche a Hollywood dove ha girato, tra gli altri, “I protagonisti” di Robert Altman, proiettato stamattina al Teatro Petruzzelli prima della sua Masterclass, la terza del Bif&st, moderata dal critico Franco Montini. L’incontro ha preso il via proprio sulla sua esperienza con il grande regista americano: “All’epoca di ‘I protagonisti’, nel 1992, la carriera hollywoodiana di Altman era in declino, non faceva film da qualche anno ma lui era comunque molto amato dagli attori. Finché una piccola produzione indipendente non gli propose l’adattamento di un libro di Michael Tolkin che ironizzava proprio sul sistema degli studios. Quando mi fu proposta la parte, io inizialmente non volevo fare il film perché temevo di restare intrappolata nello stereotipo della bella bionda che incarna l’immaginario maschile. Poi, però, lui ebbe l’idea di ribaltare le convenzioni, di fare l’opposto di quello che ci si sarebbe aspettato. Per dire: nella scena del funerale del mio compagno mi fece vestire di bianco anziché di nero, non mi chiese di piangere, anzi.” Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence a Pupi AvatiPupi Avati è un autore dal grande eclettismo che nella sua lunghissima filmografia ha descritto con intelligenza e umorismo personaggi, talora melanconici, diventati indimenticabili. Come il gruppo di amici di Regalo di Natale o come gli studenti di Una Gita Scolastica o – ancora tra gli altri – come i protagonisti de Il Papà di Giovanna, di Storia di ragazzi e ragazzeLa seconda notte di nozze.

Autore capace di spaziare dall’horror come in Zeder e La casa dalle finestre che ridono a serie televisive di successo come Cinema e Un Matrimonio, Avati ha anche spesso raccontato il suo sconfinato amore per la musica e – in particolare – per il Jazz grazie a film come Bix, Ma quando arrivano le ragazze,.

Possiamo definire Pupi Avati, un regista dalla grande umanità, dallo stile unico e coinvolgente, dal gusto elegante per la musica, per il racconto di storie personali ed intime, ma anche per la capacità di commuovere e affascinare il pubblico.

Premio Fellini a Sabrina Ferilli

E’ una delle più importanti e più amate attrici italiane a ricevere la sera del 26 aprile il Premio Fellini in platinoPremio Fellini a Sabrina Ferilli disegnato da Ettore Scola: Sabrina Ferilli

Un’interprete che ha immediatamente colpito il pubblico per la sua capacità di imprimere una grande umanità ad ogni ruolo interpretato al cinema, in teatro e in televisione.

Film come “La bella vita” di Paolo Virzì, “Americano Rosso” di Alessandro D’Alatri, “Diario di un vizio” di Marco Ferreri hanno messo subito in luce il suo talento e il suo fascino, esploso successivamente in film come “Ferie d’agosto”, “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, o “Io e lei” di Maria Sole Tognazzi, film in cui Sabrina Ferilli dimostra profonda lucidità e empatia con le donne cui presta il proprio volto e la propria voce. Esemplare in questo senso è “LA GRANDE BELLEZZA” di Paolo Sorrentino che conquistò il Premio Oscar anche grazie alla sua straordinaria interpretazione, apprezzatissima dal pubblico e dalla critica italiana e internazionale.

Il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence viene conferito dalla regista Margarethe von Trotta a Sabrina Ferilli, un’attrice unica, apprezzata per il suo talento, il suo carisma, il suo impegno, ma anche per la sua ‘grande bellezza’ di artista e di donna.

I fratelli Vanzina: “Quando papà Steno vide piangere Totò”

Semepre il 26 aprile Carlo ed Enrico Vanzina hanno ripercorso nella loro Masterclass al Teatro Petruzzelli la I fratelli Vanzina al Bif&st 2017carriera del padre Steno, di cui ricorrono i 100 anni dalla nascita e la loro carriera di regista e sceneggiatore, segnata dall’invenzione dei “cinepanettoni” ma anche dalla scoperta di molti attori come Diego Abatantuono e Christian De Sica.

Un viaggio vertiginoso nella storia del cinema italiano che dagli esordi da sceneggiatore di Steno (al secolo Stefano Vanzina) negli anni ’30 arriva fino ai giorni nostri quando i figli Carlo ed Enrico vantano ormai l’uno più di 60 regie e l’altro oltre 100 sceneggiature all’attivo. Si può riassumere così la Masterclass al Teatro Petruzzelli coordinata da David Grieco, a sua volta regista e sceneggiatore, che ha visto i fratelli Vanzina parlare tanto della carriera del padre quanto della loro, rievocando costantemente film e protagonisti della grande stagione della commedia all’italiana.

 

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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