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Export(Are) bellezza: il modello Puglia nel mondo

Il Bello dell'Italia è partito da Bari, nella sala Murat, location espositiva dei grandi eventi nazionali e internazionali

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Export(Are) bellezza: il modello Puglia nel mondo
Daniele D'Amico

Dopo il successo della prima edizione, è tornato anche quest’anno Il Bello dell’Italia, l’inchiesta dal vivo del Corriere della Sera che racconta l’Italia attraverso la parola chiave della bellezza, nelle sue declinazioni infinite. Il concetto di bellezza è messo a fuoco nella sua accezione più ampia: dai tesori artistici e paesaggistici alle tradizioni gastronomiche, dalla sfida della biodiversità alla cura del territorio, dai centri di ricerca alle risorse del futuro e alle storie di sviluppo economico che danno al Paese forza propulsiva e spinta alla crescita.

Dice Barbara Stefanelli, vicedirettore vicario del Corriere della Sera: «La nostra ricerca ci fa interpretare il concetto di bellezza nelle sue componenti tradizionali e innovative: arte, paesaggio, musica, accanto a ricerca, rinascita, solidarietà. Siamo abituati a parlare di bellezza italiana legandola al passato. La scommessa di questo progetto, che è sempre più radicato nei territori, è cercare di declinare la nostra eredità naturale e la nostra educazione al bello fissando lo sguardo sul  futuro. Parliamo di imprese, di scuole, di laboratori, di botteghe. Di persone che hanno una visione e provano a realizzarla. Il nostro impegno, come giornale, è quello di creare una rete delle reti e di raccontarla attraverso un grande sorprendente percorso nazionale».

Importanti le partecipazioni al progetto: Main Partner Alfa Romeo, Eni, Intesa Sanpaolo; Partner Terna.

Il percorso del Bello dell’Italia è iniziato da Bari 

Il viaggio è iniziato in Puglia, nella Sala Murat di Bari e lo ha fatto scegliendo come tema l’export, filo conduttore perIl Bello dell'Italia è inziato da Bari

comprendere il successo della regione guidata da Michele Emiliano. La Puglia è grande esportatrice di prodotti e manufatti, certo, ma anche centro di promozione e diffusione di cultura, pensiero, creatività.

L’evento è inziato alle  11.30 ed è terminato alle  21.00,  fulcro del tour una serie di interviste , curati dalla giornalista del Corriere della Sera Roberta Scorranese: dibattiti e performance, storie di persone e imprese capaci di esportare innovazione, prodotti, cultura, cinema, musica, cibo. Ma già alle 9,30, gli studenti del Liceo artistico De Nittis di Bari sono stati chiamati a riflettere sulla forza, e sulle debolezze, della proposta artistica locale: Roberta Scorranese e Santa Nastro, curatrice e critica d’arte, hanno discusso con Massimo Torrigiani, responsabile del Polo d’arte Contemporanea, e con l’assessore alla cultura Silvio Maselli.

L’intervento di Maselli

Per Silvio Maselli, assessore comunale alle Culture, «Bari è una città fortunata. Prima si è cullata nella grandezza del Petruzzelli – ha detto, intervistato da Enzo d’Errico – fino all’incendio del ‘91 che ha lasciato attonita la città. Oggi il teatro è un luogo reinventato, rilanciato». Massimo Biscardi, sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, lancia l’allarme, rispondendo a una domanda di Laura Valente, del Corriere del Mezzogiorno: «Temo che il governo voglia rendere primaria la rintracciabilità dei fondi privati. E noi saremmo penalizzati, le banche sono al Nord. Io credo nella democraticità della cultura. Oggi le fondazioni liriche possono esistere solo se c’è l’intervento delle istituzioni pubbliche». Conclude Biscardi: «Fondamentale il sostegno del grandi brand»

Sergio Rubini: “Il Sud deve fare il Sud”

Alle 11,30 sempre allo spazio Murat, Nicola Saldutti ha proposto l’editoriale del Corriere della Sera’ ha chiamato sul palco l’attore Sergio Rubini che ha dialogato in un’intervista collettiva anche con i ragazzi Sergio Rubini al Bello dell'Italiadell’accademia. La storiella raccontata da Rubini (citando Lino Banfi, per anni simbolo di una pugliesità macchiettistica), è il sintomo dell’emancipazione di una regione e di un popolo che «per anni ha svolto un ruolo da comprimario. Non abbiamo una lingua come Napoli – ha detto il regista intervistato dal Nicola Saldutti del Corriere della Sera – ciò ci ha relegato in un ruolo da caratteristi. Come se ci mancasse la capacità di essere attori. E’ importante essere all’altezza delle aspettative che abbiamo creato, soprattutto in settori come cinema e turismo – ha continuato l’attore – “passare di moda” non deve succedere, dobbiamo fare sistema per non perdere il treno». Per Rubini in questi anni si sono ribaltati i ruoli: «Siamo riusciti a imporre la nostra storia».

Talk ‘Voci dal territorio che funziona’

Successivamente è inziato  il talk ‘Voci dal territorio che funziona’, aperto dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo d’Errico con Massimo Biscardi, sovrintendente del teatro Petruzzelli, Andrea Costantino, giovane imprenditore Anche Cinema, Francesco Maldarizzi, imprenditore “Maldarizzi Automotive Group” e il PR Manager FCA Italy & PR Manager EMEA  Davide D’Amico: Davide D'Amico«Come official Car dell’evento abbiamo scelto l’affascinante Alfa Romeo Stelvio.   Vi è l’abitudine di parlare di bellezza italiana legandola al passato. Questo progetto, radicato nei territori, racconta l’eredità naturale e l’educazione al bello, tipiche dell’Italia, fissando lo sguardo sul  futuro, parlando d’imprese,  scuole, laboratori e botteghe. Di persone che hanno una visione e provano a realizzarla, storie di sviluppo economico che danno al Paese forza propulsiva e spinta alla crescita. Un tour che vedrà coinvolti protagonisti della politica, dell’economia, del turismo, dell’arte, dello spettacolo e del sociale».

 «Alfa Romeo rappresenta il partner ideale ed esprime la volontà di investire sul paese Italia – afferma Davide D’Amico, il quale  incalza «E’ l’ultima novità del marchio, Stelvio raffigura perfettamente “Il Bello dell’Italia” in quanto sintesi automobilistica di aspetti importanti come: 100% Made in Italy, Primato, Stile di Vita, Arte, Ricerca e Tecnologia. Per questo il primo SUV della storia ultrasecolare del brand è Official Car dell’evento e consentirà di scoprire la bellezza dell’Italia. Un percorso fatto di contenuti specifici per vivere l’esperienza di quest’ultima creazione Alfa Romeo in modo unico.  Stelvio accompagnerà i protagonisti de “Il bello dell’Italia” durante l’intero tour. Il nuovo SUV sarà infatti a disposizione degli ospiti che animeranno ogni tappa e sarà posizionato in ogni location dell’evento. Permetterà di raccontare ogni tappa descrivendo la bellezza del viaggio e il life style tipicamente italiano».

Alfa Romeo StelvioConclude Davide D’Amico:«L’evento rappresenta lo storytelling della bellezza, un connubio ideale con Alfa Romeo, un brand che rappresenta l’eccellenza italiana che vuole comunicare la propria visione positiva, di sviluppo, grazie alla potente piattaforma narrativa proposta: le pagine del quotidiano e del sito, i dorsi speciali, gli eventi sul territorio e le iniziative social».

Nel corso del pomeriggio, in città vecchia grazie alla collaborazione con il Fai sono stati aperti due luoghi esclusivi, la Cripta San Michele e Casa Piccinni.

 

 

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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