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Facebook ci leggerà nel pensiero?

F8 2017: Realtà virtuale e intelligenza artificiale temi principali

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Facebook ci leggerà nel pensiero?
Francesco Tiberio

L’F8 2017: l’annuale conferenza organizzata da Facebook, a San Jose, dove gli sviluppatori si riuniscono per esplorare il futuro della tecnologia, è giunta al termine dopo 2 giorni. Solo nel primo giorno di evento, oltre 4.000 persone hanno partecipato presso il McEnery Convention Center di San Jose, in California, e milioni hanno assistito alla trasmissione in live streaming su Facebook.

Mark Zuckerberg ha aperto la conferenza con un discorso su come la telecamera è la prima piattaforma di “realtà ampliata mainstream“. Ovvero, le persone stanno già utilizzando le telecamere sui loro telefoni per scrivere testo su immagini, aggiungere oggetti digitali e modificare quello che viene catturato con filtri e stili visivi. Per questo motivo, il primo annuncio di Facebook a F8 2017 è stata la piattaforma Camera Effects Platform, cioè un insieme di strumenti che permetteranno ai creativi di sviluppare nuovi effetti per la fotocamera della Grande F. Secondo quanto spiegato da Zuckerberg, Facebook sarebbe pronto ad intraprendere un’evoluzione: “Nello scorso decennio, ci siamo impegnati per connettere amici e famiglie. Ora, su queste fondamenta, il nostro prossimo obiettivo sarà dare alle persone il potere di costruire delle vere e proprie community“. Da ciò ne consegue una capacità più ampia di sviluppo di una realtà aumentata, arricchendo così il linguaggio dei messaggi portati sul social network ed offrendo molte più possibilità creative agli utenti. Però le sorprese non finiscono qui, infatti è stato presentato anche “Spaces“: un luogo-non-luogo dove gli utenti potranno incontrarsi attraverso la realta virtuale e passare del tempo “insieme”. Ma la vera novità viene l’annuncia Regina Dugan, leader del nuovo team Building 8 ed a capo della Darpa.

Usare il cervello per scrivere al computer. In altre parole saltare la sintesi verbale dei propri pensieri e vederli invece apparire direttamente sullo schermo” questo è l’obiettivo che si professa Regina Dugan. Il punto di partenza della ricerca è una semplice considerazione di quanti calcoli sia in grado di fare un cervello umano: con 86 miliardi di neuroni che si attivano a 1kHZ, parliamo di una capacità di 1 Tbps, ovvero l’equivalente di 4 film in HD ogni secondo. Elaborare i pensieri e trasferirli alle altre persone, però, passa attraverso l’imbuto del linguaggio, che ha la capacità di trasmissione di un modem degli anni ’80. Dugan ha infine mostrato il video di una paziente di Stanford in grado di scrivere 8 parole al minuto grazie a un impianto nel cervello che le permette di muovere un cursore con il pensiero.

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