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Gli italiani e il lavoro: sono troppe le anomalie?

Indagine Istat, quattro giovani occupati su 10 hanno trovato lavoro con la segnalazione di parenti, amici o conoscenti

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Gli italiani e il lavoro: sono troppe le anomalie?
Daniele D'Amico

In italia, sulle strategie per cercare un impiego, l’importanza di una conoscenza non è un optional. Più assunzioni grazie al curriculum per chi ha un buon titolo di studio. Tre laureati su dieci disponibili a trasferirsi all’estero

Quanto contano le relazioni per trovare o cambiare lavoro?

Sei giovani disoccupati su dieci non sono disposti a trasferirsi per trovare un lavoro. Quattro su dieci lo trovano dopo una segnalazione di parenti o amici, mentre uno su quattro ha un lavoro a termine.  Inoltre uno su quattro lavora a orario ridotto, nella maggior parte dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno. È quanto emerge dal focus dell’Istat sui giovani nel mercato del lavoro, che sottolinea come tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell’ultimo biennio la quota di occupati in lavori atipici è del 51,7% per i laureati e del 64,4% per i diplomati.

Quattro giovani disoccupati su 10, soprattutto laureati, sarebbero disponibili a trasferire per motivi di lavoro la loro residenza, riporta l’istituto nazionale di statistica. Leggendo il dato da un altro punto di vista, treCome si trova il lavoro in Italia? giovani su cinque non sarebbero dunque disposti a cambiare casa per trovare lavoro. A parità di istruzione, le maggiori disponibilità a traslocare, anche all’estero, si riscontrano in giovani provenienti da ambienti familiari culturalmente più elevati.

Interessante anche il fatto che chi invece un lavoro lo ha trovato grazie all’aiuto de familiari.  Tra i laureati crescono di molto le possibilità di trovare lavoro attraverso altri canali, spiega l’Istat, secondo il quale il 41% dei diplomati e il 31,4% dei laureati dichiarano che per svolgere adeguatamente il proprio lavoro sarebbe sufficiente un più basso livello di istruzione rispetto a quello posseduto.

Continua la fuga dal sud

La disponibilità a trasferirsi è maggiore tra i giovani uomini rispetto alle coetanee (oltre 15 punti percentuali) e molto più elevata nel Mezzogiorno (poco meno di un giovane su due lascerebbe il suo luogo di residenza per un lavoro, contro tre giovani su 10 di quelli al Nord). Le differenze territoriali risultano marcate solo nella disponibilità a trasferirsi all’interno del nostro Paese, mentre sono piuttosto simili nella disponibilità a trasferirsi all’estero. L’Istat interpreta tali dati spiegando che i giovani meridionali sono ben consapevoli delle scarse possibilità occupazionali presenti nelle loro aree di residenza e dunque della necessità di essere disponibili a spostarsi in aree meno depresse del Paese.

Hai una Laurea? Fai la valigia

Infine, la maggiore disponibilità a trasferirsi per lavoro si riscontra, indipendentemente dal livello di istruzione posseduto, se il giovane proviene da ambienti familiari in cui il livello d’istruzione dei genitori è più elevato. In particolare, tra i laureati la quota di giovani disponibili al trasferimento passa dal 49,8% per coloro che hanno genitori con basso titolo di studio, al 63,1% per quelli con genitori laureati.

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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