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Cos’è successo tra Facebook e Cambridge Analitica?

Dopo giorni di silenzio ecco le parole di Zuckerberg

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Cos’è successo tra Facebook e Cambridge Analitica?
Francesco Tiberio

Cambridge Analytica ha rubato da Facebook i dati di milioni di utenti” così hanno intitolato i principali media in questi ultimi giorni. Una persona che distrattamente vede un titolo del genere potrebbe pensare che una qualche società abbia hackerato i server di Facebook, rubato dei dati e poi usati per dei loschi fini. Niente di più sbagliato. Il business della Grande F, così come quello di Google e di tante altre multinazionali, è vendere i dati degli utenti, opportunamente anonimizzati, agli inserzionisti affinché essi possano proporre pubblicità sempre più mirate. Il secondo pezzo del puzzle è uno sviluppatore che qualche anno fa usò “Facebook login” (quel sistema che permette di iscriversi ad un sito senza usare username e password) e, grazie alle Api messe a disposizione per gli sviluppatori di app prese i dati di quasi 270 mila utenti ed altri a seguire. Infine, questa persona li ha condivisi questi con Cambridge Analytica, società leader nell’analizzare dati e fare campagne di comunicazione.

Tutto questo nel pieno rispetto della legge, siccome Cambridge Analytica ha usato i dati forniti da una terza parte e quest’ultima ha usato regolarmente le Api per prenderli. E allora perché Facebook l’ha bannata se nessuno ha commesso azioni illegali? Perché, a loro dire, avrebbe violato “i termini e le condizioni d’utilizzo” non rispettando la normale procedura per le pubblicità. Non c’è nessuna sorpresa però, è una cosa che va avanti da anni e che fanno tutti gli sviluppatori di app. L’unico motivo per cui si è alzato tutto questo polverone è per colpa dell’articolo del New York Times e del Guardian dove mostravano l’uso scorretto dei dati e l’impossibilità da parte di Facebook di tenerli sotto controllo. Ma anche perché Cambridge Analytica ha avuto importanti rapporti con alcuni dei più stretti collaboratori di Donald Trump, soprattutto durante la campagna elettorale statunitense del 2016 che lo ha poi visto vincitore. Probabilmente se Trump non avesse vinto le elezioni questo scandalo non sarebbe scoppiato.

Finalmente dopo un lungo periodo di silenzio, Mark Zuckerberg ha affermato in lungo post sul suo profilo “Ho commesso degli errori, c’è ancora molto lavoro da fare, e dobbiamo migliorare il modo in cui lo facciamo. Ma si è trattato anche del tradimento del rapporto di fiducia tra Facebook e le persone che condividono con noi i loro dati e si aspettano che noi li proteggiamo”. E continua “Se troveremo sviluppatori che hanno usato nel modo scorretto informazioni personali identificabili, li bandiremo e avviseremo tutte le persone interessate. Dal prossimo mese, in testa alla propria sezione Notizie sarà mostrato un elenco delle applicazioni cui ci si è iscritti nel corso del tempo, in modo da decidere se revocare l’accesso ai propri dati e cancellarle”. Intanto, affonda in Borsa: solo mercoledì è arrivato a perdere oltre il 7%, mai così male dal 2012, trascinando in basso Wall Street.

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