Arte, cultura e spettacolo

“In vino veritas” riscopre il rapporto fra Dio, uomo e natura

Presentata in anteprima nazionale la quarta webserie diretta da Michele Pinto e prodotta da Morpheus Ego

Questo articolo è stato visualizzato 962 volte. Leggi altri articoli di: Tiziana Di Gravina.

“In vino veritas” riscopre il rapporto fra Dio, uomo e natura
Tiziana Di Gravina

È stato presentato in anteprima nazionale il 10 giugno, presso la Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea di Ruvo di Puglia, l’ultimo progetto filmico diretto dal regista Michele Pinto intitolato “In vino veritas”, inserito nella rassegna “Era di Maggio” e promosso dall’Associazione nazionale WAU (Web Artists United). Conduttore d’eccezione della serata e del talkshow a margine della proiezione, il regista Gianluca Ciardi.
Attraverso una tipologia cinematografica moderna e particolare che contraddistingue il lavoro del regista ruvese, “In vino veritas” è la quarta webserie prodotta dalla casa cinematografica Morpheus Ego che conferma il crescente successo conquistato negli anni dalle precedenti “Chiamami” (2010), “Bishonnen” (2012) e “Project M” (2017).

L’intera troupe della Morpheus Ego, dal regista allo sceneggiatore Raffaele Tedeschi; dagli interpreti Fabrizio Fallacara, Serena De Sario, Francesco Tammacco e il piccolo Marco Mastropirro, alla danzatrice Mimma Di Vittorio; dal produttore esecutivo Felice Caiati al direttore della fotografia Diego Magrone, la makeup and location manager Daniela Iosca e l’esperto di visual effects Stefano Indraccolo, ha infatti, ancora una volta, confermato e trasmesso il proprio amore per la nostra terra con una acuta ed attenta sensibilità.

In vino veritas, troupe Morpheus Ego

La troupe e i collaboratori di Morpheus Ego

In questa webserie forse più delle precedenti, la Puglia è coprotagonista della narrazione e la Murgia, in particolar modo, si presenta con tutto il suo fascino prepotente e conturbante, carico di mistero e misticismo. Una bellezza incantevole e, per molti aspetti, incontaminata, arida ma al tempo stesso generosa, fonte di vita, nutrimento, custode della nostra storia ed emblema superlativo della terra intesa come madre e come prezioso dono di Dio da custodire e preservare.

È dall’idea della necessità di un equilibrio perfetto, di convivenza fra Dio, uomo e natura, che prende vita la coinvolgente poesia dal fortissimo impatto emozionale di “In vino veritas” che, nei suoi quattro episodi, divisi per tematica, trasmette una notevole quantità di impulsi emotivi capaci di generare profonde riflessioni sul modo di condurre la nostra esistenza, far sorgere interrogativi su quanto ogni singola azione quotidiana si ripercuota sugli altri e sull’ambiente circostante, stimolare la consapevolezza di appartenere ad un territorio e, in senso più lato, ad un mondo che troppo spesso ci subisce nei nostri tentativi di crescita apparente ed inevitabile distruzione del dono della natura. Devastazione che non ha nulla di futuristico ma che fa già parte del nostro presente: basta fermarsi a guardarsi attorno per riflettere su come l’uomo stia mettendo a dura prova la natura con conseguenze catastrofiche che minano la nostra stessa esistenza e impongono il dovere di adottare un comportamento responsabile prima che sia troppo tardi.

Dio manifesta all’uomo la sua magnificenza attraverso il dono del creato e, nelle sacre scritture, si unisce all’uomo per far festa con il vino che è anche simbolo salvifico. Comunione e salvezza, egregiamente esaltate da Michele Pinto che ha poetizzato il suo intento comunicativo attraverso un percorso suggestivo, sensoriale ed iniziatico di conoscenza dell’unicità del nostro territorio dove, irradiate dal caldo sole murgiano ed accarezzate dal vento, sbocciano le pregiate gemme dell’uva, fattore chiave, assieme all’ulivo, della storia e dell’economia della terra di Puglia. Il rito della vendemmia giunge quindi sullo schermo e, sublimato dalla danza, la musica e le parole, rende quasi possibile la magia: far avvertire l’odore del vino, sensuale, avvolgente e inebriante.

Scoperta, consapevolezza e analisi del vino e del suo ruolo, economico, sociale e religioso, affrontate anche nel talkshow che ha coinvolto Don Gennaro Bufi, parroco della Chiesa Sacro Cuore di Gesù di Molfetta; l’ing Luigi Camerino, specializzato in bioedilizia; Francesco Montaruli, ristoratore esperto in cucina etnobotanica; Mario Pasini, agente dello sviluppo rurale del GAL Murgia Più e il protagonista della web serie Fabrizio Fallacara.

Con un riferimento all’Enciclica di Papa Francesco “Laudato sii”, sulla custodia del creato di cui non siamo padroni ma servitori, quello che è emerso dal dibattito è il chiaro invito ad una presa di consapevolezza e assunzione di responsabilità nei confronti della natura, nel comprendere che ogni nostra azione ha una conseguenza sul creato. Non siamo isole, non siamo eterni, la nostra vita sulla Terra è effimera e di passaggio, abbiamo il dovere di preservare ciò che ci è stato donato e di tramandarlo intatto alle generazioni future riscoprendo l’essenza dell’umanità.

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