Cronaca regionale

Il filo sottile dell’ignoranza.

Il filo sottile dell’ignoranza.

di Giuseppe Custodero
Scusate l’azzardo, ma certe cose non le capisco proprio, forse ho ricevuto un’educazione con modelli di vita che vertono sulla coerenza e sulla limpidezza di pensiero e di questi tempi ci si ritrova un po’ controtendenza.

Come mai la gente si rivolge ancora alle strutture sanitarie pubbliche, come un brindisino che ha potuto prenotare una risonanza magnetica per la figlia soltanto per il 4 ottobre 2012 all’ospedale Perrino? Esistono anche i privati convenzionati che dovrebbero essere collegati con il Centro Unico Prenotazioni in modo da fare rete e indirizzare meglio l’utente evitando inutili viaggi della speranza fuori regione, che hanno un costo non indifferente sul bilancio della Regione Puglia.

La messa in rete dei servizi sanitari con il collegamento tra i Comuni e le ASL sta registrando qualche intoppo, si spera in un punto d’incontro tra realtà che sembrano assai diverse.

Ci sono i privati che millantano ai pazienti di essere convenzionati ed accettano le ricette del S.S.N., la classica ricetta rossa, quanto poi è vietato (artt.41 e 43 della Legge 833/78), come si legge nel retro della stessa alla voce “Avvertenze per gli assistiti e per i presidi che erogano prestazioni specialistiche” e si fanno pagare le prestazioni, se va tutto bene, ad un tariffario molto simile a quello del S.S.N. anche dagli esenti ticket per reddito, per invalidità, prevenzione o patologia.

Nei piccoli paesi, si sa, vige ancora il passaparola, i giri di amicizie, di conoscenze e il paziente, soprattutto se esente ticket, nel momento del bisogno si sente spaesato se entra in uno studio privato ad alta tecnologia nel quale si lavora con motivazioni un po’ diverse e idealistiche e, un po’ stupito, chiede di pagare anche se la sua ricetta ha il codice di esenzione. Esiste ancora il modo di pensare del “tanto paghi tanto vale”, ma se si va nello specifico e si guardano le cose all’interno si scoprono realtà inaspettate e ci si accorge che il tutto si gioca sulla serietà del professionista.

C’é sempre qualcuno che per fare qualcosa di nuovo e di curioso si inventa addirittura un punto prelievi ematologici in uno studio collegato con un laboratorio di analisi non convenzionato, fuori zona, di competenza di ASL diversa e che accetta le ricette rosse. É la storia dei bar nati aperti uno di fronte all’altro per attirare con proposte sempre più allettanti il passante di turno.

Si arriva qualche volta al paradosso di chi ha lavorato in una struttura sanitaria pubblica e agli albori della pensione vuole aprirsi nel privato per mettere a frutto quei giri di amicizie che negli anni si è pazientemente costruito. Se tutto il mondo è paese la voce corre a velocità della luce.

Anche in questi tempi di vacche magre, si affaccia alla mente la figura dell’imprenditore rampante per gli auguri di Pasqua, come in “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”, con la “colomba Cocozza”, fatta di uova avariate!

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Biologo con laurea specialistica a ciclo unico in Scienze Biologiche nel 1991, Specialista in Applicazioni Biotecnologiche e con Dottorato di Ricerca in Scienze del Mare, sempre all'Università di Bari; Giornalista Pubblicista, Medical Doctor (MD) presso Harvard Medical School, Boston MA, Multispecialist. C.T.U. n.14 del Tribunale di Bari alterna i suoi impegni professionali dedicandosi al lavoro nel suo ambulatorio specialistico di Patologia Clinica convenzionato S.S.N. a Fasano (BR), nato come Istituto di Ricerca Biomedica e chiamato "Laboratorio scientifico", ma anche facendo consulti on line ai colleghi in U.S.A., animando la sua pagina fb e il blog dedicato al padre Gianni Custodero e collaborando con alcune testate nazionali oltre che come refery per alcune riviste scientifiche internazionali. Mantiene il suo contatto con la natura coltivando i suoi hobby all'aperto e impegnandosi nella socializzazione e nel rispetto tra i popoli di ogni razza e credo religioso.

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