Cronaca estera

Attentato contro i caschi blu in Libano: feriti sei italiani.

Attentato contro i caschi blu in Libano: feriti sei italiani.
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio

BEIRUT – Sei militari dell’Unifil sono rimasti feriti. Questo è il bilancio dell’attentato ai militari italiani dell’Unifil, colpiti dall’esplosione di un ordigno al passaggio di un convoglio nei pressi della città di Sidone, a circa 40 km a Sud di Beirut. La notizia ormai ha già fatto il giro del mondo ed è sulle prime pagine di tutti i giornali cartacei di oggi. Una marea di giornali online ieri pomeriggio, 27.05.2011, verso le ore 17.00 riportavano notizie imprecise parlando già del decesso di alcuni militari. Prima due, poi uno, poi nessuno, poi erano due gravi, anzi no solo uno gravissimo! La stessa Maria Soave, giornalista del TG1 nell’edizione straordinaria (16.40 circa) ha detto: “due sarebbero morti altri cinque rimasti feriti” (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8e5d26ee-3fcf-4058-991e-a6af4006ba31.html#p=0)
Non sono mancati allora gli interventi tempestivi ed i messaggi da parte dei leader di tutti gli orientamenti politici; leggendo questi messaggi, vien quasi da pensare che questi siano stati scritti ancor prima che la tragedia potesse accadere, o meglio ancor prima che delle notizie diffuse con una rapidità fibrofotonica ne potesse essere accertata fonte, veridicità e genuinità che, soprattutto quando si parla della morte di persone che dall’altro capo del mondo potrebbero avere parenti che guardano la televisione, necessiterebbero di un certo tatto da parte di chi si occupa di comunicazione. Ecco invece i messaggi dei nostri rappresentanti politici:

Franco Frattini: “Mi giungono dal Libano notizie drammatiche, che suscitano grande dolore e sentimenti di profondo cordoglio. Dobbiamo alla missione Unifil un contributo decisivo alla stabilità in una delle aree più sensibili della regione mediorientale, ed è per questo motivo che l’Italia è vicina ai suoi militari che danno prova di straordinaria professionalità e senso del dovere”.

Giorgia Meloni, ministro della Gioventù: “a nome di tutti i giovani italiani un sentimento di profonda riconoscenza verso l’alta opera di difesa dei principi di democrazia e libertà che le nostre forze armate portano avanti nei teatri più difficili del globo”.

Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: “Le gravissime notizie che giungono dal Libano ci lasciano sgomenti. Il pensiero va ancora una volta ai familiari, al cui dolore mi stringo con i sentimenti di profondo cordoglio, ed a tutti i militari che con coraggio e dedizione hanno condotto una missione di pace come la Unifil”.

Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: “Esprimiamo profondo cordoglio e sincera vicinanza alle famiglie delle vittime dell’attentato di oggi in Libano. Le nostre truppe sono chiamate a portare a termine una missione che è quella di difendere la democrazia e la pace in zone di guerra e dall’altissimo tasso di terrorismo, è una missione nobile ed è un contributo alla pace. In Libano senza le truppe di interposizione la situazione diventerebbe insostenibile”.

Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato: “In questo momento siamo particolarmente vicini ai soldati feriti, nella speranza che la situazione di ciascuno possa migliorare”.

Gianfranco Paglia, per Futuro e Libertà, medaglia d’oro al valor militare: “In ogni missione c’è sempre un pericolo che incombe. Tutti si aspettano che le brutte notizie arrivino dall’Afghanistan o magari dall’Iraq, ma questa volta è toccato al Libano, dove i nostri militari partecipano, con contributo decisivo, alla missione Unifil dell’Onu. Onore ai nostri militari. Esprimo il mio personale cordoglio e quello di Futuro e Libertà alla famiglia del militare caduto e vicinanza ai feriti”.

Aldo Di Biagio, Fli: “Vicinanza ai feriti, giovani che hanno messo a disposizione la loro vita in nome della pace e della democrazia nei confronti dei quali va il rispetto ed il plauso di tutto il popolo italiano”.

Nichi Vendola, Presidende della Regione Puglia:  “La nostra solidarietà ai feriti di oggi in Libano, militari di una missione internazionale Onu di cui apprezziamo la funzione e il ruolo”.

Antonio Di Pietro, leader Idv: “Auguriamo ai nostri connazionali feriti una pronta guarigione. E’ un momento di dolore per tutti noi”.

Adesso sentiremo parlare per giorni in tv esperti ed opinionisti che esternando il proprio giudizio sull’accaduto commenteranno le immagini dei luoghi in cui è avvenuto l’ atto terroristico, ma dopo alcune giornate di parlare tutto passerà in secondo piano e a riflettori spenti torneremo a dimenticarci dei focolai e delle zone di guerra sparse su tutto il pianeta.
Le televisioni libanesi riferiscono del coinvolgimento nell’esplosione di un numero imprecisato di civili libanesi, mentre l’emittente “Future Tv“, che parrebbe essere stata la prima ad aver diffuso la notizia del gesto criminale, precisa che ad essere rimasto coinvolto nell’attacco dinamitardo e’ stato l’ultimo automezzo in un convoglio di quattro.
L’ordigno, afferma la stessa tv, era stato piazzato dietro un guardrail di cemento e nelle immagini trasmesse si distingue chiaramente la targa dell’Unifil sul mezzo colpito. L’esplosione ha avuto luogo lungo l’autostrada che porta dalla capitale verso la citta’ portuale di Sidone.
L’Italia partecipa alla missione internazionale Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon) con un contingente che conta, compresa la componente navale, 1.780 militari, denominato Operazione “Leonte”. Il comando del contingente e’ stanziato nella base “Millevoi” presso Shama (sede anche del Comando del Settore Ovest di Unifil), mentre le unita’ di manovra e i supporti sono suddivisi tra le basi di Ma’ Araka, Al Mansuri, Zibqin, Bayyadah, Hariss e Shama.
Non resta che augurare una pronta guarigione ai militari colpiti nell’attacco e citare un’aforisma di Sir Eric Arthur Blair: “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.
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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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