Cronaca

Viaggio virtuale nei laboratori scientifici dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari.

Viaggio virtuale nei laboratori scientifici dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari.

di Giuseppe Custodero
Qualche giorno fa mi hanno fatto tenere una brochure informativa sull’attività scientifico-clinica dell’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari nel triennio 2006-2008 e sulle nuove linee di ricerca del triennio 2009-2011.

Già tre anni fa si è messo a punto una collezione di tessuti biologici per realizzare una biobanca o dei tessuti collegata con registri di Patologia Clinica e se ne è creato uno centralizzato e integrato dati di statistica sanitaria. E così si sono realizzati il Sistema di Gestione Qualità nell’U.O. di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva, di Radiologia senologica del Dipartimento Donna e del laboratorio di Oncologia sperimentale clinica.

Già dall’inizio dell’attività dell’Oncologico si è cercato di dosare i farmaci antitumorali su ciascun paziente seguendo l’evoluzione della malattia e l’iter della cura, poi sulla base dei primi risultati clinici per terapie personalizzate. Procedendo con l’acquisizione di nuovi dati clinici si è avuto modo di scoprire che l’insorgenza del tumore può essere influenzato da fattori ambientali, biologici esterni e genetici. Quindi si sono aperte nuove linee di ricerca. Si sono caratterizzati marcatori di esposizione che inducevano una mutazione diretta del DNA in modo permanente senza che lo stesso potesse ripristinarsi e, quindi, incapace di dar luogo a una sintesi proteica funzionale. É stata, quindi, realizzata una casistica di soggetti a rischio per il carcinoma mammario in quanto portatori di mutazioni a livello dei geni BRCA1 e 2 e si sono studiate le mutazioni a carico di questi geni e la risposta dell’organismo per colmare tali mancanze a livello di singoli o pacchetti di acidi nucleici sotto forma di veri e propri riarrangiamenti cromosomici.
A questo punto, i dati clinici sono stati raggruppati in una casistica dei soggetti a rischio per il carcinoma della mammella: gravidanza, allattamento, contraccettivi orali, terapie ormonali, fumo di sigaretta, alcoolici, tumori tiroidei benigni, obesità, menopausa ed età della diagnosi. La scoperta di quest’ultimo fattore porterà alla necessità di una diagnosi precoce. Si è scoperto, in seguito, che l’insorgenza delle neoplasie ginecologiche era influenzata aqnche dalla presenza dell’HPV e, quindi, si è resa necessaria una diagnosi precoce di tale virus e si sono poste le basi per una prevenzione con la necessità della vaccinazione. Si sono, inoltre studiati i fattori di rischio per l’insorgenza dei tumori cutanei (ruolo dei linfonodi sentinella), del laringe e gastrico (anche in soggetti della Bielorussia), epatico legato all’HBV e HCV, della prostata, del colon-retto, della vulva e del polmone. Si è caratterizzata inoltre l’attività antitumorale del TEAF (Thymus Expressed Apoprotic Factor) e delle proteine accessorie.

Succede spesso che lavorando su una linea di ricerca ci si trovi di fronte a gemmazioni per nuove ricerche. Come, per esempio, la scoperta di un marcatore prognostico, l’NHERF1, per il carcinoma mammario operabile. Lo studio, quindi, della coppia NHERF1 e EGFR nella progressione dell’invasione neoplastica. La sostituzione dell’ecografia standard con quella ad ultrasonografia contrastografica (CEUS) per rendere più evidenti lesioni epatiche, pelviche e formazioni tumorali. Si sono poste le basi per la patogenesi del mieloma multiplo con lo studio di un’alternativa via metabolica per il fattore Nfkb. Uno spazio è stato dedicato alla terapia del dolore per un miglioramento della risposta del paziente in cura e della sua qualità di vita con la pet therapy, aiuto psicologico, assistenza domiciliale integrata, miglioramento della vita di coppia e la realizzazione di una banca gametica femminile.

Una linea di ricerca è stata, infine, dedicata all’implementazione di nuovi approcci gestionali e di farmaco-economia puntando sull’ottimizzazione e mantenendo alti i livelli di qualità socio-assistenziale.

Nel triennio 2009-2011 si è pensato di attivare il registro tumori in Puglia, venire incontro al paziente oncologico con servizi di assistenza domiciliare dedicati, di creare un nodo di telemedicina per la comunicazione on-line con i medici di base del territorio e fra patologi con imaging di vetrini virtuali e del modello Her2/Neu per i preparati immunoistochimici.

Altri programmi di ricerca riguardano su base genetico-molecolare lo studio della progressione neoplastica causata anche, nell’ambito di singoli geni, da mutazioni negli oligonucleotidi, loro perdite e iperespressioni e il ruolo di certe cellule nella regolazione della crescita neoplastica enella risposta alla tossicità ai chemioterapici. Si è scoperta, infine, una correlazione tra lo sviluppo di alcuni tumori e certe abitudini alimentari, dallo stile di vita e dall’uso di certi cosmetici, come le tinture per capelli. Si è studiata in vivo l’azione di nuovi farmaci presenti sul mercato per valutarne la stabilità al calore, luce e umidità che velocizzano le reazioni chimiche e, quindi, riducono le proprietà farmacologiche. Si è cercato di ottimizzare le cure con nuovi approcci mininvasivi che sfruttano l’ipertermia, la radioterapia stereotassica e l’elettrochemioterapia anche ottimizzando la diffusione localizzata dei farmaci sfruttando l’elettroporazione.

I miglioramento dello stile di vita del paziente oncologico ha permesso lo studio anche dei “lungosopravviventi”, l’adozione di terapie non convenzionali e coadiuvanti le terapie “complementari” adottate, come la musicoterapia, il Soft Handling,

Si rende necessario, quindi, adottare nuovi modelli in termini di organizzazione e farmaco-economia per valorizzare e rendere partecipi e responsabili tutte le figure professionali in ambito sanitario per assicurare cure mirate per la specificità del paziente oncologico mantenendo alti i livelli di qualità della specialistica adottata.
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Biologo con laurea specialistica a ciclo unico in Scienze Biologiche nel 1991, Specialista in Applicazioni Biotecnologiche e con Dottorato di Ricerca in Scienze del Mare, sempre all'Università di Bari; Giornalista Pubblicista, Medical Doctor (MD) presso Harvard Medical School, Boston MA, Multispecialist. C.T.U. n.14 del Tribunale di Bari alterna i suoi impegni professionali dedicandosi al lavoro nel suo ambulatorio specialistico di Patologia Clinica convenzionato S.S.N. a Fasano (BR), nato come Istituto di Ricerca Biomedica e chiamato "Laboratorio scientifico", ma anche facendo consulti on line ai colleghi in U.S.A., animando la sua pagina fb e il blog dedicato al padre Gianni Custodero e collaborando con alcune testate nazionali oltre che come refery per alcune riviste scientifiche internazionali. Mantiene il suo contatto con la natura coltivando i suoi hobby all'aperto e impegnandosi nella socializzazione e nel rispetto tra i popoli di ogni razza e credo religioso.

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