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“Colpo d’occhio”: un thriller di Sergio Rubini

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“Colpo d’occhio”: un thriller di Sergio Rubini
Claudio Santovito

Adrian Scala (Riccardo Scamarcio) è un giovane scultore: durante un’esposizione collettiva, incontra Gloria (Vittoria Puccini), giovane e avvenente amante, dall’età di sedici anni, di un famoso e potente critico d’arte, Pietro Lulli (Sergio Rubini).

Adrian riesce a rubarle il cuore, portandosela via. Nonostante questo, alcuni mesi dopo, Lulli – reduce da un incidente stradale che lo ha costretto all’uso del bastone e in compagnia di una nuova donna, Sonia (Paola Barale) – decide di aiutare disinteressatamente lo scultore, nel quale rinviene un importante e promettente talento: lo porta con sé in giro per l’Europa tra mostre, esposizioni, cene di lavoro e flute di champagne.
Gli allestisce una mostra personale a Roma, la prima di una serie di eventi europei; ma proprio quella sera, il ragazzo perde le staffe. Rivendicando la propria autonomia e abilità, rinfaccia al critico di essere lì per meriti propri, invece che grazie alla spinta mediatica e politica di Lulli il quale, con il suo appeal, riesce a concentrare personaggi illustri. Contemporaneamente, riceve la notizia che Gloria ha perso il loro bambino, fattore che mina sensibilmente il loro – già provato – rapporto. Da qualche tempo, infatti, Adrian pensa solo a se stesso, trascurando la compagna. Non è l’amore che manca, tra loro. È tutto il resto.

Rubini crea – in un impeto quasi pirandelliano – dei personaggi in cerca d’autore: l’artista umile e operaio che, raggiunto in breve il successo, sfodera tutti i peggiori difetti propri degli individui che, troppo velocemente, conquistano fama e denaro, dimenticandosi di chi, pur avendoci provato ma senza avere determinate corsie preferenziali, è rimasto anonimo, scivolato nella solitudine e nell’accattonaggio, ai lati del Pantheon, in compagnia di un cane e di un barbone. Quando Adrian vede il suo amico di sempre Claudio disteso per terra, lo ignora, nonostante lui gli si faccia accanto.

Il giovane scultore, scaricato da Lulli e ripiombato nell’anonimato, torna dal critico per chiedere scusa, ricevendo, in cambio, un’altra chance, la Biennale di Venezia, alla quale dovrà presentare un’opera importante. Ha già uno schizzo, la sagoma di un uomo con il petto sanguinante, ma Lulli vuole di più. Convince Adrian a copiare un’opera del suo amico Claudio, con il quale il suo pigmalione ha avuto un feroce diverbio cui è seguito il ritorno del ragazzo nel tunnel della droga che lo ha condotto alla morte. Ricordandogli le parole di Picasso (“i mediocri imitano, i grandi copiano”), porta il giovane scultore a Venezia, dove il ragazzo raccoglie numerosi consensi. Gloria, però, che è a conoscenza dell’accaduto, minaccia di scrivere un articolo sull’importante rivista d’arte per la quale lavora se Adrian non confessa il plagio dell’opera di un altro artista, peraltro defunto.

L’attenzione del regista si concentra sulla fallibilità dell’uomo derivante dal raggiungimento precoce della fama, che lo porta alla perdita di vista dei valori positivi che un artista – essendo un personaggio pubblico – deve necessariamente veicolare: il triplo tradimento perpetrato ai danni di Claudio (prima estromesso dal team di lavoro, poi ignorato sul ciglio della strada, infine plagiato da morto), denunciano la debolezza e il soccombere alle passioni di ogni essere umano, pronto a prostituirsi per il successo, dimenticando gli autentici punti di riferimento. La rivalutazione del “kit di sopravvivenza”, l’opera di un altro autore defunto, scartata perché “se è morto, evidentemente l’opera non ha funzionato!”, è simmetrica a quella di Claudio ed emblema di un agire di individui assolutamente privi di scrupoli.

“La singolarità di un’opera d’arte è che è finta e vera allo stesso tempo” (Aristotele).

Anche gli uomini. Infatti, c’è qualcosa o qualcuno che trama alle spalle, qualcuno che sin dai primi sguardi tra Adrian e Gloria, la prima sera in cui si sono conosciuti, si è accorto di tutto e decide di mettere loro i bastoni tra le ruote.

Il film si dipana con un discreto ritmo fino all’escalation finale in cui finalmente Adrian si riconcilia con Gloria, riuscendo nell’impresa di creare forse la sua opera principale, che segna lo svelamento della verità e il grande amore che prova per lei: la sagoma dell’uomo con il petto sanguinante.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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