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“Il paese delle spose infelici”, il film di Mezzapesa tratto dal romanzo di Desiati

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“Il paese delle spose infelici”, il film di Mezzapesa tratto dal romanzo di Desiati
Claudio Santovito

Fino a quando non ammetterà di essere un “trimone”, Francesco detto “Veleno” rimarrà attaccato all’albero a testa in giù. Ma lui è uno tosto: con la sua risolutezza, convince Zazà, il numero 10 della “Cosmica”, squadra di calcio amatoriale, a proporlo come portiere. Lui se la cava e diventa uno di loro, un pedone su quella scacchiera di fango e sassi.

Zazà è il giocatore più talentuoso, su cui il mister punta tutto, tanto da organizzare un’importante partita che sarà seguita dagli osservatori della Juventus.

La Puglia e Martina Franca, però, nonostante l’apparenza semplicistica di ulivi, pietre e trulli, nascondono sempre qualche inghippo. Veleno ha l’aria dell’eterno incompiuto e dell’insoddisfatto, Zazà coadiuva il fratello nello spaccio: ed è proprio fuggendo con la droga che si imbatte nel tentativo di suicidio della bella Annalisa, volata giù da un tetto e prontamente salvata.

I veleni delle fabbriche limitrofe, quelle stesse fabbriche che scaricano tutto il meglio degli scarti nel mare in cui i ragazzi si tuffano, obnubilano le coscienze.

Annalisa – ad un tempo sogno amoroso, ad un tempo sogno erotico – costituisce il perfetto vertice del più classico dei triangoli, dove nessuno dei tre lati riuscirà a prevalere sugli altri.

La ragazza impersona il trampolino di lancio garante del superamento dell’adolescenza per tuffarsi nel mare ignoto e inquinato dell’età adulta, dove anche una maglietta dismessa per i poveri e vista poi indossata da un compagno, delinea la fugacità del tempo e la binarietà dell’esistenza, fatta di scelte passive (tante) e di decisioni attive (meno).

Ma perché Annalisa è infelice? E perché intriga tanto Veleno e Zazà, che ha all’orizzonte una promettente carriera calcistica? Cosa c’entrano loro due, giocatori improvvisati che sguazzano tra fango, fumo di ciminiere e ginocchia martoriate, con lei, bella e leggiadra, che sembra non concedersi a nessuno, pur appartenendo, per la sua debolezza, a tutti?

La sposa infelice, vedova del promesso sposo, non sarà mai più di chi la cerca, ma di chi la trova. Il trio cerca di ancorarsi alla scialuppa mentre la nave affonda, ma alla fine il naufragio sarà il massimo comune denominatore per tutti. Un naufragio fatto di galera, di indecisione, di perdita dell’individualità a vantaggio di un’esistenza regalata al destino, sbeffeggiamento per una sorte avversa.

Il film di Pippo Mezzapesa è in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2011.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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