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“La solitudine dei numeri primi”, il film tratto dal best-seller di Paolo Giordano

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“La solitudine dei numeri primi”, il film tratto dal best-seller di Paolo Giordano
Claudio Santovito

“Nessun uomo è un’isola”. Parole di John Donne usate per affermare che ogni uomo sia parte di un tutto. 2760889966649 e 2760889966651 sembrano due semplici numeri o due codici casuali, ma in realtà sono Mattia e Alice, paragonati a due numeri primi gemelli, vicinissimi fra loro in quanto la loro differenza è 2. Ma quella stessa sottile differenza che li attrae è anche il burrone più profondo che ne segna la distanza sull’abisso della vita.

Siamo a Torino, primi anni ’80: Alice è una ragazza normale, figlia unica, una madre a corrente alternata e un padre troppo prevaricante che la vuole realizzata e vincente, per stupido orgoglio e soddisfazione personale.

Mattia è un ragazzo straordinariamente intelligente, studioso, con una sorella gemella ritardata, Michela: questo, per lui, costituisce un ostacolo nell’interazione con i coetanei e nella creazione di rapporti interpersonali, fondamentali a tutte le età, specie nell’infanzia. Contestualmente, la madre lo sprona a essere un ometto e a prendersi cura della sorella.

Mai forzare qualcuno a far qualcosa che non vuol fare: il padre costringe Alice a sciare con degli amici, ma un nebbione e un’impellenza fisiologica la fanno allontanare dal gruppo. Lei cade e si rompe una gamba: resterà zoppa a vita.

Mattia e Michela sono invitati a una festa. No, questa sorella è una palla al piede. Io voglio divertirmi ma lei me lo impedisce. Quasi quasi la lascio al parco e torno a prenderla dopo. Ma sì, che male c’è? Tanto è solo per un po’…

…Michela? Michela???… 

Si dice che nella vita occorra guardare sempre avanti. Ma non si può comprendere il nostro agire, se non ci si ferma un attimo a guardare a ciò che è stato. Il nostro passato. E il passato è veramente una landa oscura, nebbiosa, uno specchio d’acqua appannato e fosco capace di generare gesti che, in quel domani che chiamiamo futuro, porta a conseguenze catastrofiche.

La gamba informe e la sorella smarrita (annegata?) portano i due ragazzi a conoscersi e a stringere una forte amicizia: la vita, intanto, fa da contorno con i suoi “doni”. La mamma di Alice si ammala di tumore, Mattia assume comportamenti autolesionistici (si incide varie parti del corpo con le lamette), Alice viene umiliata dalle compagne, salvo instaurare uno sterile rapporto con Viola, poi destinato a essere troncato.

Ma le strade sono fatte per biforcarsi: mantenendo una stretta amicizia, senza permettere che sfoci mai in amore, Alice e Mattia crescono. Lei dà sfogo alla sua antica passione, la fotografia; a lui viene proposto un dottorato in Germania. Prima però c’è il matrimonio di Viola, al quale i due parteciperanno in qualità di fotografi: la stessa Viola, dapprima despota, poi amica, involontariamente ha fatto in modo che si incontrassero. Mattia confida ciò che ha fatto alla sorella e vola in Germania, ingrassando di parecchi chili; Alice subisce la perdita della madre, diventa anoressica, si sposa con Fabio (un medico conosciuto in ospedale) ma la relazione non può durare. Lei non può avere figli e lui scappa via.

Un giorno, in un supermarket, allorché la malattia diventa delirio, Alice crede di vedere Michela: sviene, nella penombra del sonno e del dormiveglia dell’impossibile. Scrive a Mattia chiedendogli di tornare e lui torna. Trascorrono un pomeriggio insieme, poi lui va alla panchina dove, anni prima, aveva “parcheggiato” la sorella. E su quella panchina, la somma algebrica più elementare del mondo (1+1) diventa due. La solitudine diventa starsi accanto. L’isola che non c’è diventa un piccolo arcipelago.

Nessun uomo è un’isola. Forse aveva ragione John Donne.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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