Calcio

Totti e Del Piero: non chiamateli semplicemente bandiere.

Totti e Del Piero: non chiamateli semplicemente bandiere.

di Giovanni Sgobba
La parola bandiera, diffusamente (e anche eccessivamente) utilizzata nel panorama sportivo ed accostata a figure che hanno lasciato un segno nella propria disciplina, proprio mi riesce difficile da capire ed accettare, soprattutto quando riferisce a chi è ancora in attività. Rievoca in me l’idea di staticità, di qualcuno che, divenuto grande per imprese passate, si ferma nel ricordo delle stesse, e viene celebrato per quello che è stato, per quello che ha fatto, e non per quello che può ancora fare.

Per questo non condivido con chi, nelle ultime ore, sta fin troppo abusando del termine bandiera per celebrare i nuovi record, le nuove gesta di Totti e Del Piero.

Francesco Totti, battendo l’ennesimo record, è diventato il più prolifico cannoniere di sempre del calcio italiano per numero di goal realizzati con la stessa maglia. Con la doppietta rifilata al Cesena in una manciata di minuti, infatti, Totti ha dapprima raggiunto Gunnar Nordahl, 210 reti con la casacca del Milan, per poi superarlo, raggiungendo quota 211. Un’impresa non di poco conto, realizzata, tra l’altro, in una piazza come quella di Roma, che storicamente si è sempre collocata un gradino sotto rispetto ai colossi nordici. Nonostante i molteplici infortuni che hanno costellato la sua carriera, nonostante esser già da tempo riconosciuto come il simbolo della Roma e della romanità, in Totti manca quello che ha stoppato, fin troppe volte, l’ascesa di diversi calciatori: gli manca l’appagamento. Ed è chiaro sentendo le sue parole: “È un record speciale, che inseguivo e che ho cercato di battere il prima possibile. Sapevo che era difficile ma con l’aiuto dei miei compagni sono riuscito a superare Nordahl…Il mio segreto? Non mi guardo mai indietro, penso solo a giocare e a fare il bene della squadra. Quando non ce la farò più, sarò il primo a dirlo.”

Come lui, anche Alessandro Del Piero, non ha il vizio di guardarsi indietro. Sarebbe stato impossibile, infatti, per il ragazzo che nel 94’ sostituì il partente Roberto Baggio, entrare nella storia della Juventus, continuando a scrivere ininterrottamente pagine su pagine, se si fosse fermato ad osservare la strada già percorsa. Anzi più che scrivere, con il pallone lui ha dipinto goal bellissimi, onorando l’appellativo di Pinturicchio, che l’avvocato Agnelli, innamorato delle sue movenze, gli affibbiò.

Proprio grazie ad uno dei tiri a giro a rientrare, divenuti suoi marchi di fabbrica, martedì sera nella sfida diretta di Coppa Italia contro la Roma (vinta dai bianconeri per 3-0), ha siglato la rete del momentaneo 2-0, speciale a suo modo, perché realizzata dinanzi al suo pubblico e soprattutto perché arrivata nel nuovo stadio dei bianconeri, garantendogli, così, il prestigio per essere il primo e l’unico giocatore nella storia della Vecchia Signora ad aver segnato in tutti gli stadi casalinghi in cui ha giocato.

35 anni l’uno, 37 anni l’altro, eppure costantemente alle prese con le loro “prime volte”: altroché semplici bandiere…
[five-star-rating]

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1 Commento

  1. maria canto

    26 gennaio 2012 at 12:15

    Rita Maria Canto
    mi hanno appena telefonato da mediaset premium chiedendomi se volevo rinnovare l abbonamento , ho preferito mettere internet e ho fatto la disdetta di mediaset lo scorso novembre !!!anche perche non avrei potuto permettermi tutti e due le cose economicamente !! sa che cosa le ho risposto ??? che non guardo piu la tv visto che tutti i tg non parlano di quello che sta succedendo in sicilia ,che non ci sono italiani di serie a o di serie b , per finire gli ho detto di farlo sapere a tutti i componenti ma soprattutto ai padroni di mediaset !! sono indignita !!!

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