Cronaca

“Vatican.xxx”: silenzio o ricatto?

“Vatican.xxx”: silenzio o ricatto?
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
A dicembre 2011, in rete, è circolata la voce secondo cui il Vaticano, per proteggersi da eventuali e imbarazzanti situazioni, avrebbe acquistato il dominio “vatican.xxx”. Questo perché, recentemente, l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’ente responsabile della gestione dei domini e degli indirizzi internet, ha annunciato la liberalizzazione dei tld (dominio di primo livello, in inglese top-level domain) generici: chiunque, previa autorizzazione, potrà registrare il proprio dominio personalizzato.

Ma il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha smentito la notizia. Tuttavia, il tld “vatican.xxx” attualmente non risulta più disponibile, il che vuol dire che è stato acquistato da qualcuno.
Il “perché” è semplice da intuire, il “da chi” un po’ meno. Inoltre, il direttore Lombardi non ha precisato se il Vaticano abbia preso o meno parte all’asta.
L’ICM, la società che gestisce le assegnazione dei domini, ha deciso di tutelare i siti più rilevanti concedendo ai rispettivi amministratori un periodo di 30 giorni durante il quale, approfittando di una sorta di diritto di prelazione, avrebbero potuto acquistare con un sovrapprezzo il dominio contrassegnato dalle tre x.
Occorre precisare, però, che la data di registrazione di “vatican.xxx” risale allo scorso 1 dicembre, nel pieno cioè del periodo di prelazione di 30 giorni, visto che la vendita pubblica è iniziata solo il giorno 6 dicembre.

Qualcuno non ha rispettato gli accordi o è stata commessa una leggerezza?
Tutti i grandi portali (Google, Facebook, Youtube, e i siti appartenenti a grandi personalità) hanno subito preso possesso del dominio “xxx” per evitare compromettenti repliche a luci rosse e conseguenti danni d’immagine.
La posizione del Vaticano non è chiara. Silenzio? Omertà? Ricatto?
Questa è una questione molto delicata, poiché la Santa Sede non può assolutamente permettersi scandali a sfondo sessuale. Cosa succederà adesso?
Le ipotesi sono due: o il Vaticano ha realmente acquistato il dominio e non ha fatto trapelare la notizia (e di conseguenza il dominio rimarrà inattivo a vita), oppure colui il quale ha compiuto l’acquisto verrà gentilmente invitato a non utilizzarlo per contenuti vietati.
C’è, tuttavia, una terza possibilità: che l’ICM abbia voluto a priori proteggere nomi controversi e ambigui, tutelando i nomi degli Stati (e il Vaticano rientra perfettamente in questa casistica) e quelli a contenuto religioso (come sopra).
Staremo a vedere.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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