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Dal sole energia nucleare pulita

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Dal sole energia nucleare pulita

Ai miei amici ambientalisti piacerà l’idea che ormai il nucleare risulta essere obsoleto e antieconomico anche in termini di salute.
Evviva se siamo riusciti: in Tunisia sorgerà una centrale solare a torre, la TuNur (“Tu”, per Tunisia e “nur”, in arabo, luce), nell’ambito del progetto Desertec. Questo è uno dei tanti esempi della creatività italiana che stenta a decollare in Italia: Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nell’84 insieme all’olandese Simon van der Meer, ebbe non pochi disagi. Certi ambientalisti e l’Enel cercarono di ostacolarlo in tutti i modi, nonostante fosse stato presidente dell’Enea dal ’99.

Nel 2001, con l’Enea riunisce non i colleghi più autorevoli, ma le menti più vive (anche qualche laureato specialista che magari a Bari stava facendo il Dottorato di Ricerca in Scienze del mare). Dà vita al progetto Archimede realizzando un sistema pilota di solare termodinamico o “a concentrazione” con specchi parabolici lineari. Armati di forza, ma, soprattutto, coraggio, come novelli pionieri, si cercò di dare forma ad un sistema dalle applicazioni a breve termine e per cercare di risolvere problemi energetici che si venivano a delineare già in quegli anni.

Perché “termodinamico”? Il ciclo termodinamico o ciclo di Ramkine permette con turbine a vapore e alternatori la trasformazione di energia termica in elettrica. Una centrale termoelettrica alimentata dal sole e non più da combustibili fossili o nucleari. Questa fu un’applicazione pratica della scoperta delle particelle responsabili dell’interazione debole, cioè i bosoni vettoriali W+, W e Z, che confermarono la teoria dell’unificazione della forza elettromagnetica e dell’ interazione debole nella forza elettrodebole, che valse a Rubbia il Nobel.

Ennesima fuga di cervelli dall’Italia: si realizza in Spagna ciò che si voleva in Italia anche per dar lustro al nostro Paese, che rimane sempre troppo legato ai tradizionalismi. Rubbia crea così un clone spagnolo dell’ENEA, il centro di ricerca sull’energia, l’ambiente e la tecnologia (CIEMAT).

Il modello fu realizzato, così, qualche anno fa e diede subito risultati confortanti in termini di resa energetica. In Tunisia, invece, sarà una centrale solare di ultima generazione, costituita da un sistema di specchi (eliostati) che convoglieranno la luce solare verso un serbatoio a torre di fluido. Questo fluido di scambio termico sarà una miscela di sali fuidificati dal calore del sole. Il suo riscaldamento fino a 1100°C permetterà di produrre energia elettrica con il principio della turbina a vapore accoppiata a generatori elettrici. Questo sistema di torri produrrà energia elettrica per due mila megawatt (MW), equivalente a due centrali nucleari. I costi di realizzazione saranno la ventesima parte di una centrale nucleare, non ci saranno problemi di stoccaggio e smaltimento delle scorie radioattive. Il vecchio sistema degli specchi ustori per concentrare i raggi solari, inventato da Archimede, fa ancora scuola. I lavori di realizzazione di questo parco solare inizieranno nei primi giorni del 2014, negli ultimi mesi del 2015 sarà posato un cavo sottomarino per convogliare l’energia fino all’Italia. Un consorzio di società anglo-tunisine, con la britannica Nur Energie Ltd. e la tunisina Top Oilfield Services, investirà 11,5 miliardi di euro. Il solo cavo sottomarino costerà tre miliardi di euro. Il nostro Paese diverrà, quindi, un’importante testa di ponte per far arrivare un energia realmente pulita fino ai Paesi dell’Est europeo. Il parco tunisino permetterà di erogare energia elettrica per 700 mila famiglie.

L’anno scorso a Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, è stata inaugurata dall’Enel la prima centrale termodinamica da 5 megawatt (MW), sul progetto Archimede e costata 60 milioni di euro, ma si tratta soltanto di un progetto per soli fini dimostrativi applicati alle centrali a turgo gas per migliorarne l’efficienza. Si può fare tutto, l’importante è non farlo in Italia, così si continua ad importare l’energia elettrica da centrali nucleari a due passi da noi, si permette, invece, dalle parti nostre la generazione di elettricità dal gas naturale, che non è una fonte rinnovabile, e si fa energia da pannelli fotovoltaici di bassa resa. Speriamo che i nostri governanti vedano la luce “solare” e che sia cancellata la mozione approvata nel luglio 2009 dal Senato riguardante il solare termodinamico, ritenuta fonte non completamente ecologica in quanto in assenza di sole deve essere riscaldata a metano. Prevedo che, a questo punto, con una corrente di ritorno, impianti a concentrazione saranno realizzati anche in Italia e i miopi non faranno sonni tranquilli.

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Biologo con laurea specialistica a ciclo unico in Scienze Biologiche nel 1991, Specialista in Applicazioni Biotecnologiche e con Dottorato di Ricerca in Scienze del Mare, sempre all'Università di Bari; Giornalista Pubblicista, Medical Doctor (MD) presso Harvard Medical School, Boston MA, Multispecialist. C.T.U. n.14 del Tribunale di Bari alterna i suoi impegni professionali dedicandosi al lavoro nel suo ambulatorio specialistico di Patologia Clinica convenzionato S.S.N. a Fasano (BR), nato come Istituto di Ricerca Biomedica e chiamato "Laboratorio scientifico", ma anche facendo consulti on line ai colleghi in U.S.A., animando la sua pagina fb e il blog dedicato al padre Gianni Custodero e collaborando con alcune testate nazionali oltre che come refery per alcune riviste scientifiche internazionali. Mantiene il suo contatto con la natura coltivando i suoi hobby all'aperto e impegnandosi nella socializzazione e nel rispetto tra i popoli di ogni razza e credo religioso.

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