Calcio

Champions League: dal tris italiano al solitario Milan.

Champions League: dal tris italiano al solitario Milan.

di Giovanni Sgobba
Poteva e doveva essere l’en plain delle italiane ai quarti, ma a sentire la canzoncina della Champions, è solo il Milan. Eppure la debacle dei rossoneri in terra inglese doveva servire da lezione: mai dare per scontata una partita che dev’essere ancora giocata e soprattutto, in campo internazionale, mai abbassare la guardia o tenere sopita la concentrazione. Paradossalmente è solo la squadra allenata da Allegri, ad accedere ai quarti, la quale, nonostante la sonora sconfitta all’Emirates contro l’Arsenal per 3-0, supera il turno forte del 4-0 casalingo, mentre scorrono i titoli di coda sui film europei di Inter e Napoli, proprio quando, il movimento calcistico italiano poteva risorgere.

Tre prestazioni di natura differente, ma se già dopo il sorteggio si poteva essere fiduciosi (Inter favorita sul Marsiglia e Milan e Napoli alla pari di Arsenal e Chelsea), dopo l’andata degli ottavi, la possibilità di vedere le tre italiane andare oltre, era estremamente concreta.

Difatti, mentre il Milan smontava con i colpi di Boateng, Robinho ed Ibra, un Arsenal irriconoscibile, al San Paolo, spinti dal calore dei tifosi, il Napoli aveva la meglio sul Chelsea con il positivo risultato di 3-1. Solo l’Inter, alle prese con un’annata altalenante, usciva sconfitta dal Velodrome di Marsiglia, per un goal preso agli ultimi istanti di partita. Una partita, va detto, maldestra, giocata a ritmi blandi da parte degli uomini di Ranieri, che contava di uscire da Marsiglia con un pareggio, per poi giocarsi la qualificazione a San Siro.

15 giorni dopo, poi, è successo l’inspiegabile: Milan e Napoli riescono nell’impresa di sfaldarsi proprio sul più bello e a disintegrare quasi completamente il vantaggio accumulato all’andata. La sensazione è che, paradossalmente, un vantaggio così pesante è stato mentalmente dannoso, in quanto ha creato difficoltà nella preparazione delle partite e nel leggere l’andamento della gara, non sapendo se difendere, attaccare, ripartire in contropiede.  I rossoneri a Londra vanno sotto per 3-0 in 45′ minuti: un harakiri con tanto di spettri passati che incombono tra La Coruna e Liverpool; una ferita profondamente tamponata con un secondo tempo (almeno questo) da squadra solida, capace di ritrovarsi e compattarsi. Cosa che non è successo al Napoli che pecca di inesperienza, uscendo sconfitta ai supplementari dallo Stamford Bridge per 4-1, nonostante fosse riuscita a raddrizzare la partita con il goal di Inler a metà gara. Per i partenopei (che ieri hanno potuto contare su una tifoseria strepitosa) finisce il sogno sul più bello: una splendida favola a cui è mancato l’happy ending, ma non mancano sorrisi per un cammino storico e trionfante finché è durato.

Lo scettro di vera delusa spetta all’Inter che beffardamente esce dalla Champions, pur avendo vinto il ritorno per 2-1 (pesa il goal dei francesi in trasferta), e sancisce la fine di un ciclo fino all’anno passato vincente. Lo si sta dicendo da più parti: quando una stagione va storta, è difficile invertire la tendenza, e così, quando i supplementari sembravano ad un passo (goal del re di Coppe, Milito), l’Inter subisce il pareggio al 92′ con un goal direttamente su rinvio del portiere francese. Inutile il rigore di Pazzini al 95′. Una partita nata male con due clamorose occasioni non sfruttate nei primi 10 minuti, e finita peggio per una mancanza di concentrazione (i due centrali Lucio e Samuel perdono Brandao sul goal) quando la qualificazione era ancora in bilico.

Ora bisogna aspettare venerdì per i sorteggi dei quarti, dove solo la Spagna potrà contare su due squadre rappresentatrici, Real Madrid e Barcellona. Per il calcio italiano si tratta di un’occasione sciupata.
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