Economia e Diritto

Nuove disposizioni in materia di semplificazione tributaria

Nuove disposizioni in materia di semplificazione tributaria

di Carmen Laruccia
Dal 2 marzo 2012, sono entrate in vigore le nuove disposizioni del DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento. Si tratta di pochi articoli, ricchi di importanti novità, dettati  dall’ urgenza   di   emanare disposizioni per la semplificazione in materia tributaria, al fine di assicurare una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese. Ecco cosa cambierà:

Il testo normativo prevede che l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di settantadue rate mensili, lasciando invariata la situazione, per chi ha già chiesto un piano di rateazione a rata costante.

Si fanno più rigide le disposizioni riguardanti la proprietà di immobili urbani, laddove, il decreto prevede che, in assenza di planimetria catastale e, in sede di prima applicazione, per le unita’ immobiliari urbane a destinazione ordinaria,  nelle  more della  presentazione, l’Agenzia   del   territorio   procede   alla determinazione di una  superficie  convenzionale, sulla  base  degli elementi in proprio possesso. Il tributo comunale sui rifiuti  e  sui servizi corrispondente e’ corrisposto a titolo  di  acconto  e  salvo conguaglio.

Si stringe la morsa, per coloro che omettono di presentare i  modelli  per  la  comunicazione  dei  dati  rilevanti  ai   fini  dell’applicazione degli studi di settore o che indicano  cause di esclusione o di inapplicabilita’ non sussistenti, nonche’ chi produce un’ infedele compilazione  dei  predetti  modelli che comporti una  differenza  superiore  al  quindici  per  cento, tra  quelli stimati, attraverso la corretta applicazione degli studi di settore e quelli risultanti, sulla base dei dati indicati in dichiarazione.

La Guardia di finanza puo’ avvalersi del potere di chiedere dati,  notizie  e documenti alle banche, alla società Poste italiane Spa, alle società ed enti di assicurazione per le attività finanziarie, agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle società fiduciarie, anche ai fini dell’effettuazione di  segnalazioni  all’Agenzia  delle entrate finalizzate alla richiesta al  presidente  della  commissione tributaria  provinciale,  delle  misure cautelari.

Tempi duri  per i professionisti e maggiori poteri all’Agenzia  delle  entrate, che, nell’ambito  della  propria attività di pianificazione degli accertamenti, predispone delle liste  selettive  di contribuenti, i quali siano stati ripetutamente  segnalati  in  forma non anonima all’Agenzia stessa o al Corpo della Guardia di finanza in ordine alla  violazione dell’obbligo  di  emissione  della  ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi.

L’Agenzia delle entrate, sulla base dei dati e degli elementi in possesso dell’anagrafe  tributaria,  individua  i soggetti titolari di partita IVA  che,  pur  obbligati,  non  abbiano presentato la dichiarazione di cessazione  di  attività  e  comunica  agli  stessi  che  provvederà  alla  cessazione d’ufficio della partita IVA. Il  contribuente  che  rilevi  eventuali elementi non considerati  o  valutati  erroneamente  può  fornire  i chiarimenti necessari all’Agenzia delle entrate entro i trenta giorni successivi al ricevimento della  comunicazione.  La  somma  dovuta  a titolo di sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione  di cessazione di attività è iscritta direttamente nei ruoli  a  titolo definitivo. L’iscrizione a ruolo non è eseguita , se  il  contribuente provvede  a  pagare  la  somma  dovuta   entro trenta giorni  dal  ricevimento  della  comunicazione.  In  tal  caso, l’ammontare  della    sanzione  dovuta  e’  ridotto  ad  un  terzo  del minimo.

 Inoltre, per contrastare  le  frodi  in  materia  di  imposta  sul  valore aggiunto, l’Agenzia delle entrate rende disponibile a  chiunque,  con servizio  di  libero   accesso,   la  possibilita’   di   verificare puntualmente, mediante i dati disponibili in anagrafe tributaria,  la validita’ del numero di partita IVA attribuito.
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