Arte, cultura e spettacolo

La Fede intrappolata in Statuti.

La Fede intrappolata in Statuti.

di Giuseppe Custodero
L’episodio che mi ha visto protagonista fa pensare. Sabato scorso, 21 aprile, mi sono trovato alla Selva di Fasano, nella villa che era di mio padre per ritemprarmi delle fatiche della settimana. Quel giorno è stato anche il trigesimo della scomparsa di un Maresciallo maggiore dei Carabinieri in pensione, che mi ha sempre dato preziosi consigli su come affrontare le varie asperità di un modo di vivere d’altri tempi, quando i valori umani erano sentiti e consolidati.
La sua figura, che, a certi tratti ricordava quella di mio nonno materno anch’egli Maresciallo maggiore, mi è stata vicino soprattutto quando alla morte di mio padre mi sono trovato incapace, in quanto provato dal dolore per l’improvvisa scomparsa, di fronteggiare i problemi della realtà quotidiana che la figura di un padre filtrava. Quel giorno lo volevo ricordare con semplicità visitando una chiesa per pregare. Trovandomi alla Selva mi sono diretto al Trullo del Signore, luogo di culto “canonico” per chi si trova da quelle parti, ma era chiuso. Avendo saputo che presso il 2° Gruppo Interforze (Aereonautica, Marina militare, Carabinieri e Guardia di finanza) si trova una chiesa, consacrata di recente, pensavo di poterla visitare e onorare la figura di un amico, ma soprattutto il Credo di ciascun cattolico praticante.

Il 2° Gruppo Interforze, come si sa, si trova in uno dei punti più alti della Selva di Fasano che guardano il mare e fa parte del Centro Intelligence Interforze (C.I.I.). Questo organo ufficile svolge le funzioni informative militari italiane, interno alle Forze armate e dipende dal II Reparto Informazioni e Sicurezza. Fu istituito nel 1997 ed è operativo dal 2000 anche con funzioni di intelligence che erano proprie del Servizio Informazioni Operative e Situazione (SIOS). Sempre nel 1997 si decise di accentrare tre SIOS delle Forze armate italiane allo Stato Maggiore della Difesa. Il trasferimento di competenza è stato sancito dalla direttiva del Ministro della Difesa n° 1/30863/14.1.8/97 del 15 maggio 1997 e l’attività, dopo una fase sperimentale, ha portato il 1 settembre 2000 alla costituzione del II Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa (R.I.S.), da cui dipendono sia il Centro Intelligence Interforze (C.I.I.) che la Scuola Interforze Intelligence-Guerra elettronica (S.I.I./G.E.).
La scuola dal 1 aprile 2004 si è trasformata nel Centro Interforze di Formazione Intelligence/Guerra Elettronica, unico polo formativo per l’intelligence tecnico-militare italiana. La mia perplessità, coronata da una piccola dose di soggezione, cercava di ostacolare la mia volontà di scoperta, ma mi sono fatto forza ricordano le parole di Karol Wojtyla (“Non abbiate paura, non abbiate paura di aprire le porte a Cristo”).

Campeggiano, come di regola, sulla recinzione i cartelli di avvertimento “Zona militare” e di zona protetta da recinto elettrificato. La mia titubanza è stata cancellata quando ho visto che vicino al cancello di ingresso c’é una zona di parcheggio per i visitatori (allora anche i civili possono entrare!). Mi sono presentato come Giornalista mostrando il mio tesserino essendo iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1994 e chiedendo di poter visitare la chiesa presente all’interno della struttura militare. Mi è stato negato per due volte l’ingresso senza alcuna motivazione, da una voce che non era quella del piantone, presumo sia quella di un ufficiale alto in grado.
Probabilmente essendo giornalista non ero ben accetto: sarebbe stata mia cura consegnare il borsello con chiavi e documenti e sottopormi ad eventuale perquisizione. Penso che il libero accesso in un luogo di culto per esercitare il diritto alla fede di ogni cattolico sia un atto dovuto, anche se la chiesa si trova all’interno di un presidio militare. Forse che quello che sembrava una chiesa normale sia, invece, un ordinariato militare (o ordinariato castrense), cioé una Chiesa particolare della Chiesa cattolica, che ha come compito di fornire assistenza spirituale ai fedeli cattolici presenti nelle forze armate (e forse solo quelli!).

Negli  Statuti dell’ordinariato militare in Italia (approvati dalla Santa Sede in data 6 agosto 1987) al  titolo I, capo 5 si legge: “i fedeli dell’Ordinariato Militare che appartengono in modo continuativo o temporaneo alla struttura militare, sono una porzione del Popolo di Dio. In forza della comunione con il loro Pastore, con la cooperazione del suo Presbiterio, sono riuniti nello Spirito Santo mediante il Vangelo e l’Eucarestia. Essi costituiscono così una Chiesa particolare nella quale è realmente presente e operante la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica e Apostolica“. Al capo 42, inoltre, si legge: “l’Ordinariato è arricchito dalla multiforme presenza di movimenti, gruppi e associazioni ecclesiali laicali. Non può mancare al riguardo un impegno comune perché tutto si realizzi e si svolga nel segno dell’unione alla quale presiede la carità ecclesiale. Nel rispetto delle diverse fisionomie, viste come carisma e dono dello Spirito, i Cappellani promuovono e favoriscono l’impegno di una testimonianza unitaria che si avvale dell’apporto di tutti i fedeli e che diventa segno e strumento di autentica vita cristiana“.
Mi sembra un controsenso diversificare gli appartenenti al Popolo di Dio: nell’eterna lotta del Bene sul Male un comune fedele cattolico può chiedersi se realmente sia lecito professare la propria fede in tutti i luoghi di culto e se la Chiesa di Cristo rimane ancora Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Ma oggigiorno anche la Fede si deve misurare con i luoghi di culto privati con accesso limitato a fedeli selezionati, come quelli all’interno delle zone militari. Morale della favola: lì non ci son potuto entrare. Lo confesso, non volevo soltanto visitare la chiesa per pregare, ma ero all’ingresso in quanto seguivo una traccia odorosa che soltanto un animale selvatico poteva lasciare.

Un babbuino maschio adulto e molto furbetto nella mattinata è scappato dallo Zoosafari e, dopo aver fatto razzia di cibarie nella cucina di una stazione di servizio vicina, aveva fatto perdere le tracce fino a quando è stato ritrovato da qualcun altro. Il Primate si era rifugiato all’interno della struttura e gli avieri hanno avuto un gran da fare con i ranger dello Zoosafari. Tutto bene per il discolo che ora è in dolce compagnia con tre sue amichette. Molte volte risulta facile avere Fede per avvicinare e far venire a miti consigli un animale selvatico resosi pericoloso in quanto spaventato piuttosto che un uomo civilizzato che si rifugia nelle sue regole e che vede in un indifeso ospite un potenziale pericolo.

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Biologo con laurea specialistica a ciclo unico in Scienze Biologiche nel 1991, Specialista in Applicazioni Biotecnologiche e con Dottorato di Ricerca in Scienze del Mare, sempre all'Università di Bari; Giornalista Pubblicista, Medical Doctor (MD) presso Harvard Medical School, Boston MA, Multispecialist. C.T.U. n.14 del Tribunale di Bari alterna i suoi impegni professionali dedicandosi al lavoro nel suo ambulatorio specialistico di Patologia Clinica convenzionato S.S.N. a Fasano (BR), nato come Istituto di Ricerca Biomedica e chiamato "Laboratorio scientifico", ma anche facendo consulti on line ai colleghi in U.S.A., animando la sua pagina fb e il blog dedicato al padre Gianni Custodero e collaborando con alcune testate nazionali oltre che come refery per alcune riviste scientifiche internazionali. Mantiene il suo contatto con la natura coltivando i suoi hobby all'aperto e impegnandosi nella socializzazione e nel rispetto tra i popoli di ogni razza e credo religioso.

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