Cronaca

Venezuela: disperso aereo, trasportava coniugi Missoni e altra coppia di italiani

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Venezuela: disperso aereo, trasportava coniugi Missoni e altra coppia di italiani
Pierfrancesco Caira

Nella mattina di ieri in Venezuela si sono perse le tracce di un piccolo bimotore partito da Los Roques poco dopo mezzogiorno (ora locale) e in rotta verso l’aeroporto “Simon Bolivar” di Maiquetia, sito a 20 km dalla capitale Caracas; a bordo del velivolo, un Britten-Norman BN2 Islander marche YV-2615 costruito nel 1968 in Gran Bretagna, il figlio maggiore di Ottavio Missoni – Vittorio – insieme a sua moglie Maurizia Castiglioni e ad una coppia di loro amici, i coniugi Guido Foresti e Elda Scavenzi, oltre ai due piloti, German Josè Marchan e Juan Carlos Ferrer Milano. Secondo il presidente dell’aviazione civile, Francisco Paz Fleitas, il mezzo disponeva di carburante a sufficienza per oltre tre ore di volo (la tratta Los Roques-Caracas dura meno di 45 minuti).

Vittorio Missoni, a capo dell’azienda di famiglia dal 1996, si trovava in vacanza con la moglie e gli amici, oltre ai quattro dispersi la comitiva includeva un’altra coppia, Rosa Apostoli e suo marito Giuseppe Scalvenzi, fratello di Elda, giunti a destinazione a Caracas con un altro bimotore e al momento in attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda assieme al console italiano, Jessica Cupellini. L’ultimo contatto con la torre di controllo è avvenuto a poco più di un quarto d’ora dal previsto atterraggio: le autorità del posto indagano ma finora non vi sono risultati nonostante l’impiego di un centinaio di uomini, due elicotteri, diversi aeromezzi civili e imbarcazioni della guardia costiera. L’Unità di Crisi della Farnesina si tiene in stretto contatto con le autorità locali, intanto il fratello minore di Vittorio Missoni, Luca, è in viaggio per lo Stato caraibico. La triste coincidenza è che su quella stessa rotta ma in direzione opposta, esattamente cinque anni prima, il 4 gennaio del 2008, sparì nel nulla un altro aereo da turismo che trasportava 14 passeggeri di cui 8 italiani (due novelli sposi in viaggio di nozze, due donne di Bologna e una famiglia con due bambine), anche il 2 marzo 1997 scomparve un Cessna 402, in volo da Los Roques a Caracas, con 5 passeggeri fra i quali vi erano due coniugi del Veneto; episodi analoghi nel 2006 e nel 2004, nel primo caso non furono coinvolti connazionali, nel secondo svanì il Beechcraft Bonanza pilotato da Antonio Buzzi con a bordo le sue due figlie e suo genero.

Negli ultimi 15 anni in quella zona del Venezuela sarebbero scomparsi in volo circa 60 aerei, negli incidenti recenti si sono spesso tirati in ballo come presunti responsabili i narcotrafficanti, in realtà se è vero che quella tratta viene utilizzata per spostare partite di droga fra Colombia e Venezuela, è altresì vero che quando i narcos dirottano un volo civile su cui hanno imbarcato un carico illecito, nel più dei casi col beneplacito del pilota, lo fanno scaricare dove è più comodo e l’unica conseguenza per i turisti ignari è un forte shock e una storia da raccontare ai nipoti; purtroppo in Venezuela non vigono le stesse norme che da noi obbligano a determinati standard sulla manutenzione degli aeromezzi e le condizioni psico-fisiche dei piloti (il bimotore scomparso ieri era guidato da un settantenne); se a ciò si aggiunge che i velivoli appartengono a piccole compagnie aeree e sono mezzi fatiscenti fabbricati parecchi anni addietro, riesce facile capire il vero motivo di tutti questi disastri senza bisogno di gridare al mistero e scomodare i cattivi di turno per fare notizia.

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