Arte, cultura e spettacolo

Caso Cucchi: Stefano non ebbe cure adeguate in ospedale

Caso Cucchi: Stefano non ebbe cure adeguate in ospedale
Roberto Loizzo

di Roberto Loizzo
Stefano Cucchi morì per grave carenza di cibo e liquidi e quindi «i medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso». Questa la conclusione contenuta nelle 190 pagine dei periti incaricati dalla III Corte d’assise di Roma di accertare le cause della morte del 31enne geometra romano, deceduto il 21 ottobre del 2009 nel reparto giudiziario dell’ospedale Sandro Pertini a pochi giorni dal suo arresto. Per la morte di Cucchi sono imputati tre agenti della polizia penitenziaria e nove tra medici e infermieri dell’ospedale Sandro Pertini.
Si legge ancora nella sentenza che «Tutti i sanitari della Medicina protetta del Pertini ebbero una condotta colposa, a titolo sia di imperizia, sia di negligenza, quanto non di mancata osservanza di disposizioni comportamentali codificate». Scrivono ancora i periti che «I medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini non si sono mai resi conto di essere (e fin dall’inizio) di fronte a un caso di malnutrizione importante, quindi non si sono curati di monitorare il paziente sotto questo profilo, né hanno chiesto l’intervento di nutrizionisti (o di altri specialisti in materia), e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso».

La perizia, redatta dal gruppo di lavoro dell’Istituto Labanof di Milano, è stata depositata una settimana prima della prossima udienza del processo che vede imputati sei medici, tre infermieri e tre agenti della polizia penitenziaria. «In definitiva – si legge nella perizia – la causa della morte di Stefano Cucchi, per univoco convergere dei dati anamnestico clinici e delle risultanze anatomopatologiche, va identificata in una sindrome da inanizione» e cioè «una sindrome sostenuta da mancanza (o grande carenza) di alimenti e liquidi».
Quelle di Stefano Cucchi erano «lesioni circoscritte», sia al capo che alla regione dell’osso sacro e «di per sé non idonee ad influenzare metabolicamente sulla evoluzione clinica infausta della sindrome da inanizione. Solitamente queste lesioni non richiedono neppure il ricovero del paziente in ambiente ospedaliero».
Come nasce il caso Cucchi? Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi venne trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, cocaina e antiepilettici (il giovane era epilettico). In conseguenza di questo venne decisa la custodia cautelare; in tale data il giovane non aveva alcun trauma fisico e pesava 43 chilogrammi. Il giorno dopo fu processato per direttissima. Già durante il processo aveva difficoltà a camminare e a parlare e mostrava inoltre evidenti ematomi agli occhi; il giovane parlò con suo padre pochi attimi prima dell’udienza ma non gli disse di essere stato picchiato. Nonostante le precarie condizioni, il giudice stabilì per lui una nuova udienza da celebrare qualche settimana dopo e stabilì inoltre che il giovane avrebbe dovuto rimanere in custodia cautelare al Regina Coeli.

Dopo l’udienza le condizioni di Cucchi peggiorarono ulteriormente e venne visitato all’ospedale Fatebenefratelli presso il quale vennero messe a referto lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso (inclusa una frattura della mascella), all’addome (inclusa un’emorragia alla vescica) ed al torace (incluse due fratture alla colonna vertebrale). Venne quindi richiesto il suo ricovero che però venne rifiutato dal giovane stesso. In carcere le sue condizioni peggiorarono ulteriormente. Morì all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre 2009. In tale data Cucchi pesava 37 chilogrammi
Molti sono i dubbi e le perplessità che neppure la perizia è riuscita a dissipare. Se Stefano Cucchi è morto per mancanza di alimenti e liquidi, come si spiegano quelle lesioni? È possibile che Cucchi, si sia causato quelle lesioni a causa di un attacco epilettico avuto mentre era detenuto? E le testimonianze sul fatto che Cucchi è stato picchiato? Durante le indagini circa le cause della morte, infatti, un testimone ghanese dichiarò che Stefano Cucchi gli aveva detto d’essere stato picchiato; il detenuto Marco Fabrizi chiese di essere messo in cella con Stefano (che era solo) ma questa richiesta venne negata da un agente che fece con la mano il segno delle percosse; la detenuta Annamaria Costanzo affermò che il giovane le aveva detto di essere stato picchiato, mentre Silvana Cappuccio vide personalmente gli agenti di polizia penitenziaria picchiare Cucchi con violenza. Questi gli interrogativi che lasciano parecchio perplessi e che hanno scatenato l’ira dei familiari di Stefano Cucchi.

Avv. Roberto Loizzo
Criminologo Forense

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Arte, cultura e spettacolo
Roberto Loizzo

Avvocato e Criminologo Forense. Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”; Criminologo Forense con titolo conseguito presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza (VA); Avvocato; Lavora nell’ambito penale occupandosi di criminalità e minori; Autore di articoli con analisi criminologica dei fatti di cronaca per le testate giornalistiche Barilive.it e CorrieredellePuglie.com; Docente presso Master Universitario di I e II livello in Criminologia Sociale alla PST BIC di Livorno per a.a. 2011 - 2012

Altro in Arte, cultura e spettacolo

noreka

ARS, tra cultura e divertimento

Francesco Tiberio4 dicembre 2018
stan-lee2

Muore Stan Lee, padre dei supereroi

Francesco Tiberio15 novembre 2018
Michele Pinto Wendie Webfest

Cinema e vino: eccellenze pugliesi al Wendie Webfest 2018 di Amburgo

Tiziana Di Gravina14 settembre 2018
Enzo Avitabile al Talos Festival

La musica dei popoli di Enzo Avitabile *Intervista*

Tiziana Di Gravina8 settembre 2018

Libri giganti sul porto di Trani con Fondazione Megamark

Tiziana Di Gravina23 agosto 2018
bgeek2018

Bgeek 2018: Il festival barese punta sempre più in alto

Francesco Tiberio13 giugno 2018
"In vino veritas"

“In vino veritas” riscopre il rapporto fra Dio, uomo e natura

Tiziana Di Gravina12 giugno 2018
Leonardo Alberto Moschetta al Bifest 2018

Leonardo Alberto Moschetta, da Andria alla “Napoli velata”

Tiziana Di Gravina1 maggio 2018
Bernardo Bertolucci

Bifest2018: la storia del cinema di Bernardo Bertolucci

Tiziana Di Gravina30 aprile 2018

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it