Lavoro & coaching

Curriculum, colloquio ed esperienze. Come scoprire le competenze che fanno la differenza?

Curriculum, colloquio ed esperienze. Come scoprire le competenze che fanno la differenza?

di Daniela Marrocco
Come scrivere un Curriculum Vitae correttamente?
Come rispondere al meglio alle offerte di lavoro?
Come farsi scegliere?



Questi alcuni degli interrogativi importanti da porsi quando si stende un curriculum vitae.

Gran parte dei curricula sono oggi realizzati nel modello standard del formato europeo (http://europass.cedefop.europa.eu/en/documents/curriculum-vitae), che propone non pochi enigmi su alcune voci e modalità di stesura.

Soprattutto se si guarda al fattore DISTINZIONE. Come ci si può distinguere dunque con un modello standard?

Gran parte della distinzione passa attraverso alcuni dettagli.

Ad esempi, nelle esperienze può essere interessante segnalare: quali sono le mansioni svolte, oppure le attività svolte durante al propria esperienza professionale.

Fin qui  – forse – intuitivamente è possibile dare risposte concrete. Ma il problema più delicato nasce sulle competenze.

Come farle risaltare? Come distinguere tra quelle tecniche e quelle trasversali? E, soprattutto, cosa sono?

Non è inusuale infatti che un recruiter si trovi di fronte a Curriculum Vite di candidati in erba che non sanno rintracciare o peggio segnalare con chiarezza le proprie  competenze e tanto meno trasferirle nell’asfittico vestito del cv europeo.

Perché non sempre si è consapevoli di ciò che sappiamo fare. Ma una certezza di fondo c’è.

QUALCOSA nella nostra seppure minima esperienza professionale, la sappiamo fare.

Iniziamo con un presupposto.

Il cv Europeo o comunque la formulazione del curriculum deve essere pensata e realizzata per rispondere alla richiesta da parte delle aziende che cercano personale, che devono essere nelle condizioni di riconoscere chi siete e cosa sapete fare in pochissimo tempo. Almeno come primo screening iniziale. Ecco perché è così importante scrivere bene un Cv e soprattutto saper identificare le competenze fondamentali e aderenti alle offerte  di lavoro cui decidete di rispondere.

Partiamo a distinguere 3 tipologie di competenze (le stesse che sono segnalate all’interno delle offerte di lavoro).

In genere, nella offerta di lavoro viene segnalata la ricerca di alcune competenze. Più precisamente le aziende tendono a distinguere tra 3 richieste: competenze di base, competenze tecniche e competenze trasversali.

1)       Prima tipologia: competenze di Base.

Si tratta di quelle conoscenze fornite dall’educazione: educazione, lettura, scrittura, conoscenza di lingue straniere, conoscenze strettamente legate alla propria scuola o studi di provenienza.

In questa ottica, diventa piuttosto semplice segnalarle.

Se però volete esaltarne qualcuna, ad esempio siete laureati in giurisprudenza, ma avete l’interesse ad esaltare la vostra preparazione in ambito di diritto internazionale, dovrete dare risalto in questo all’interno del CV specificando magari il titolo della tesi stessa.

2)       Seconda tipologia: competenze tecnico professionale o professional knowledge skills.

Si tratta delle conoscenze e competenze specifiche e pratiche relative al ruolo o alla funzione che si intende svolgere o per la quale vi state candidando o che avete già svolto all’interno di una precedente esperienza professionale.

Spesso queste competenze sono quelle che appaiono all’interno delle offerte di lavoro come quelle condizioni necessarie che servono a far prendere in considerazione il vostro curriculum vitae.

Certo, ci sono alcune posizioni o offerte di lavoro che non propongono delle competenze tecniche specifiche.

E’ tuttavia importante segnalare negli studi ma soprattutto nelle esperienze lavorative (anche volontarie) precedentemente svolte quali tipi di competenze e funzioni avete messo in azione durante l’esecuzione dell’attività e il periodo di tempo.

I recruiter possono certamente evincerli autonomamente, ma in questo modo il candidato guiderà nella lettura del Curriculum l’esperto qualora siano inserite specificamente queste abilità e competenze all’interno di ciascuna esperienza.

Sarà un modo anche per valutare voi stessi, già dal momento della stesura del vostro C.V.

3)       Terza tipologia: Competenze trasversali o portable or transferable skills.

Si tratta di competenze dette trasversali, perché non riguardano solo questo o quel determinato contesto professionale. Si tratta per lo più di abilità che sono utili per interagire, organizzare, progettare, operare in team, raggiungere obiettivi, sviluppare soluzioni creative.

Insomma, quell’insieme di competenze di relazione, team building e organizzazione che si possono acquisire in più modi.

Non è inusuale infatti che vi verrà richiesta la giusta flessibilità per lavorare in gruppo o per seguire obiettivi di gruppo. Pertanto queste competenze non sono solo collaterali a quelle tecniche, ma possono di fatto giocare un ruolo fondamentale e fare la differenza.

Apprendere la tecnica e la capacità specifica di un ruolo infatti è nelle possibilità di chiunque.

Fare la differenza in termini di atteggiamento e approccio alla realtà, di lettura del contesto e adattabilità, focus e capacità di relazionarsi e comunicare, possono davvero rappresentare un plus fondamentale.

Per questo motivo, sebbene siano al termine della stesura del CV, è fondamentale sottolinearle, dato che avranno un ruolo importante nella gestione del colloquio.

E’ proprio su queste skills che sarete sfidati di più,una volta accertata la vostra competenza tecnica.

E’ qui che si realizza il tratto distintivo.

 

4) Il quarto elemento non citato e non esplicitamente richiesto: l’entusiasmo.

Infine, ma non meno importante, un dato che NON INSERIRETE certamente nel vostro curriculum vitae, ma che potrete riservare alla vostra lettera di presentazione e al colloquio di lavoro.

Si chiama ENTUSIASMO. E’ una dote ricercata dai recruiter e dalle aziende come acqua nel deserto e parte sempre da ciò che ci piace fare veramente.

Pertanto, qualora si nutrano dubbi su come rilevare cosa si sappia fare e quanto importante sia, è possibile sperimentare questo semplice esercizio di memoria:
1)scrivete le esperienze di vita / studi /lavoro su un foglio;
2)accanto a ciascuna esperienza esprimete ciò che avete appreso, in termini di: cosa avete imparato a fare e come vi siete sentiti nel farlo;
3)analizzate gli elementi in comune laddove il “come vi siete sentiti” si espliciti in “bene”.

Se non ci sono esperienze così positive, quanto meno avrete compreso che potete cambiare direzione.

E se proprio questo esercizio ancora non ha dato una direzione nella elaborazione di quelle competenze che completano il proprio profilo, è possibile rivolgersi ad esperti ( coach specializzati o orientatori) per realizzare un bilancio di competenze.

Fino a diventare orientatori di se stessi, dove il barometro dell’entusiasmo rappresenti la misura della “giusta direzione” da perseguire mentre si è alla ricerca del “lavoro giusto per voi.”

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