Cronaca

Il Socrate occupato: verso l’autorecupero partecipato

Il Socrate occupato: verso l’autorecupero partecipato

di Teresa Manuzzi
Si è tenuto il 20 marzo il tavolo tecnico per avviare il percorso progettuale di “autorecupero” dell’edificio ex-Socrate di Bari. Edificio costruito negli anni ’70, sito nel quartiere San Pasquale.
La struttura, nata inizialmente per ospitare le classi dello storico Liceo Classico “Socrate”, è poi stata abbandonata sino al dicembre 2009. Mese durante il quale un centinaio di rifugiati politici e profughi, provenienti per lo più dall’Eritrea, dall’Etiopia e dal Sudan, hanno occupato lo stabile.

L’edificio è diventato quindi “casa” per coloro i quali, pur avendo diritto a rimanere nel nostro territorio nazionale, erano di fatto costretti a vivere in strada o sulle panchine della stazione. Questo perché l’Italia è carente di infrastrutture atte ad offrire di fatto la “seconda accoglienza”, prevista anche all’interno della “Bossi-Fini“e all’interno del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).

In seguito all’occupazione ci si è però accorti che l’edificio presentava diverse criticità e ci sarebbe stato bisogno di lavori per permettere ai suoi abitanti di vivere in sicurezza. Da questa necessità nasce il percorso progettuale di autorecupero partecipato dell’edificio. Il percorso è stato promosso e sollecitato dagli stessi migranti che hanno deciso di chiedere l’ausilio dell’associazione “Ingegneria Senza Frontiere Bari“.

Al progetto prenderanno parte anche il Comune di Bari, la Regione,l’Istituto autonomo case popolari,il Politecnico di Bari e la Formedil e il collettivo Rovolta il Debito. Si tratterà insomma di un percorso condiviso durante il quale il continuo dialogo tra la comunità dei migranti e le variee realtà presenti sul territorio collaboreranno per mettere in sicurezza la struttura e trasformare le ex aule in mini-appartementi che saranno abitate dagli attuali occupanti decisi a partecipare al progetto in proma persona.

In questa maniera gli immigrati diverranno i protagonisti di un persorso di autorecupero non solo di una struttura, ma di un’area abbandonata della città.

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