Costume & Società

Il potere dei “no”: dire “no” agli altri per dire “SI” a se stessi.

Il potere dei “no”: dire “no” agli altri per dire “SI” a se stessi.

di Daniela Marrocco
Comunicare se stessi parte certamente dalla disponibilità, dalla capacità di essere propositivi e aperti agli input altrui. Dire SI è un modo per aprirsi, per comprendere, per accettare l’altrui punto di vista, per conoscere, per apprendere, per sperimentare, per crescere.

Tuttavia, dire SEMPRE SI, può diventare un’arma a doppio taglio. Il sì può tradursi in una prigione relazionale – sia che si tratti di ambiti familiari, relazionali e professionali.

Alla radice della impossibilità o incapacità di dire NO esiste una reale motivazione. In primis il senso di insicurezza e di stabilità emotiva che il NO comporta. Le persone super disponibili esprimono questa difficoltà di rifiuto a fare ciò che non amerebbero o che non sentono giusto fare, proprio perché sono imprigionate in uno schema che porta loro comunque dei vantaggi. Primo fra tutti, l’essere VISTI come persone disponibili. L’etichetta li distingue e rende loro possibile una identificazione altrimenti ritenuta non possibile. Una etichetta che li imbottiglia in una gabbia di insicurezza o atteggiamento dubbioso.

Aderire alla altrui volontà è un atteggiamento tipico dei bambini, peraltro. Un modo per agire la parte del “bravo bambino che merita amore e fiducia”, uno schema adattivo per farsi vedere e riconoscere nell’età infantile dalle figure più importanti del sistema: i genitori.

Si tratta di fatto di un retaggio dovuto all’abitudine ad obbedire di fronte all’autorevolezza, sviluppando un atteggiamento remissivo. Normalmente, l’incapacità o la difficoltà ad esprimere DISSENSO o un NO nascono dalla interazione frustrante con figure autorevoli (genitori, insegnanti) e insegnano di fatto al soggetto una modalità di interazione più adeguante e morbida.

Dire NO, comunque, è una presa di responsabilità da parte di chi lo esercita. La responsabilità di non assecondare le aspettative altrui, correndo il rischio di “non essere corrisposti o amati o accettati”.

In qualche modo, è come se esistesse una sorta di guardiano interno che obbliga la persona a dire SI piuttosto che esprimere il REALE DESIDERIO INTERNO, impedendone la attuazione. Al tempo stesso, questa tensione porta ad un conflitto interno davvero molto forte. Pertanto, potremmo dire che il SI esterno – in questi casi – corrisponde ad un NO FORTE E CENSORE interno. Dire sempre sì è tra l’altro, un modo per illudersi che gli altri ci amino e ci accettino per come siamo.

L’EQUILIBRIO è LA CHIAVE.

Certo, non vogliamo dire che dire NO sia la soluzione ai problemi di relazione o ai conflitti interni. Anzi. Il sì e l’assertività rimangono importanti nella comunicazione, in termini di accettazione dell’altro.

Il NO è tuttavia un’arma potente di affermazione di sé e di equilibrio interno. Ci sono casi e situazioni in cui il NO all’altro diventa una protezione interna, un modo per salvaguardare la propria stabilità emotiva e in taluni casi estremi persino l’incolumità fisica.

COME MIGLIORARE QUESTO COMPORTAMENTO?

1)CONSAPEVOLEZZA: “Rendersi conto delle ragioni storiche di questo comportamento verso gli altri è senz’altro un primo passo che consente di essere autentici nelle  relazioni.

2)PRENDERE ATTO DEI PROPRI DESIDERI
Imparare ad esprimere e rendere noti  a se stessi prima di tutto – i propri desideri. Gli stessi che annulliamo e di cui non siamo consapevoli lasciando spazio solo all’altrui richiesta.

3) ONESTA’ E SENSO DI REALTA’

Imparare ad esprimere ciò che si pensa in modo assertivo, anche se in contrasto con l’altrui volontà. Il conflitto è, in fondo, uno stato naturale della relazione. Esprimere onestamente il proprio pensiero supporta il senso di responsabilità e rafforza il senso di capacità a saper gestire situazioni anche diverse e complesse, aumentando il livello di autostima.

4)RISCHIO E RESPONSABILITA’

Rischiare di deludere e dire di no piuttosto che coltivare questo bisogno continuo di non deludere l’altro. Si può iniziare dalle piccole azioni quotidiane

5)SENSO DI SE’

Realizzate una immagine anche visiva di chi siete e di chi volete essere, con la distinzione di ciò che dipende da voi direttamente e cosa dagli altri. Realizzerete con meraviglia che sono davvero molte le cose che possiamo fare per noi senza dovere cedere all’altrui volontà e che ci fanno sentire pienamente soddisfatti, accettati e amati. La disponibilità verso gli altri e l’essere al servizio degli altri possono rimanere scelte che riserviamo a coloro che sono davvero importanti per noi.

DIRE SI A NOI STESSI ATTRAVERSO UN NO, serve a dare un messaggio di amorevolezza verso noi stessi anche al mondo esterno.

(Ama il prossimo tuo come te stesso. )

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