Arte, cultura e spettacolo

Riapertura del Polo Museale di Conversano

Riapertura del Polo Museale di Conversano

di Carmen Laruccia
Il Polo Museale di Conversano riapre al pubblico dopo la ristrutturazione di alcuni spazi del Monastero di San Benedetto, in pieno centro storico. Una struttura ideale per conservare gli oltre 300 pezzi rinvenuti nell’antica Norba. Il Monastero è esistente dall’889 d.C, ha fondamentalmente una struttura di tipo romanico ma con evidenti ritocchi barocchi, a partire dal campanile, che svetta in altezza anche oltre quello della Cattedrale, anch’essa di notevole rilievo storico e religioso. Il Museo va ad arricchire l’offerta turistica di una città, che non si fa mancare nulla: il Castello Aragonese voluto nell’XI secolo dal conte Goffredo Altavilla il Normanno, di forma trapezoidale con i quattro bastioni rivolti verso i punti cardinali, ospita una mostra permanente di Paolo Finoglio, pittore del ‘600 che ebbe l’incarico dal conte Acquaviva di realizzare gigantesche tele raffiguranti scene tratte dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso; la sede episcopale che vide la luce a partire dall’VIII sec. d.C con annesso archivio diocesano contenente 400 pergamene inedite risalenti al 1200 d. C, oltre ad altri manoscritti provenienti proprio dal Monastero di S. Benedetto; i numerosi laghi che fungono da riserve naturali ed infine il Museo.

Esso conserva prevalentemente ceramiche del periodo in cui gli insediamenti dei iapigi e dei peuceti (X – VI sec a. C),  si collocavano sulla collina di Castiglione a 5 km da Conversano. Si tratta di anfore, vasi, corredi funerari, mantenuti benissimo e dai colori rosso- nero lucido, probabilmente di influenza ellenica. Non si tratta di frammenti, ma di oggetti integri o ricostruiti perfettamente, da cui si possono desumere scene di vita ordinaria; i disegni sui vasi, colorati di nero, non mostrano di aver risentito del passar dei secoli.

Per agevolare la comprensione del visitatore, il Museo civico presenta al suo interno, delle piante (e altro materiale informativo), che indicano i luoghi di provenienza degli oggetti, e, contiene esso stesso degli scavi, che rendono evidente i resti di una civiltà ormai scomparsa. Attualmente non è possibile visitare il Monastero nella sua interezza, confidiamo nei successivi interventi di ristrutturazione e di ampliamento delle aree visitabili, da parte dell’Amministrazione.

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