Cronaca

Il Nobel per l’Ambiente ripaga gli sforrzi di Rossano Ercolini

Il Nobel per l’Ambiente ripaga gli sforrzi di Rossano Ercolini

di Teresa Manuzzi
Il premio Nobel per l’ambiente è stato assegnato ad un maestro elementare italiano. Il vincitore si chiama Rossano Ercolini è toscano, di Capannori (Lucca) per la precisione, e ha commentato la notizia con queste parole: “E’ stata una grandissima soddisfazione per me stesso e per i sacrifici ripagati oltre le mie aspettative. Ora sono ansioso di riabbracciare i miei concittadini con cui ho condiviso questa battaglia. Con questo premio saranno più forti le ragioni di noi tutti”. Ebbene sì, la strada è stata lunga ed impervia per questo insegnante toscano vincitore dell’ assegno da 150mila dollari previsto dal “Goldman Envoironment Prize 2013”. Ercolini ha speso le sue energie per contrastare la costruzione di un inceneritore di rifiuti che doveva essere realizzato a tre chilometri da casa sua, era il lontano 1994. In quella occasione è venuto fuori l’educatore che è in lui e ha deciso, come primo passo, di avviare una campagna di informazione, rivolta a tutti i suoi concittadini, sui pericoli per la salute che gli inceneritori implicano.

Il maestro non si è fermato a contrastare soltanto il progetto, ma ha anche immaginato, proposto e realizzato un piano alternativo per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti domestici. In pratica ha cercato di mettere in atto la “strategia RifiutiZero” che la città statunitense di San Francisco applica alla perfezione con ottimi risultati per l’ambiente e la salute dei propri cittadini. A San Francisco la raccolta differenziata è al 78%, il comune di Capannori, dopo aver “studiato” come fare, è stato in grado di raggiungere 82% di diferenziata diventando così il primo comune italiano ad aderire con successo alla strategia “RifiutiZero”. Il premio non è stato assegnato soltanto al nostro maestro elementare, ma anche ad altri cinque eroi dell’ecologismo in tutto il mondo: Nohra Padilla (Colombia), Aleta Baun (Indonesia), Azzam Alwash (Iraq), Jonathan Led (Sud Africa) e Kimberly Wasserman (Stati Uniti).

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