Cronaca

Medicinali su internet: mercato florido, illecito, rischioso

Medicinali su internet: mercato florido, illecito, rischioso
Mariangela Lomastro

di Mariangela Lomastro
Oggigiorno sul web è possibile reperire di tutto. Qualunque cosa si possa pensare di acquistare, sul mercato online la si può trovare. Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede è l’offerta di farmaci on-line, situazione nota a tutti coloro che dispongono di una casella di posta elettronica in quanto sono innumerevoli gli spam che ogni giorno invitano all’acquisto, via web, di medicinali ben noti per trattare i disturbi più disparati: da quelli più lievi, come emicrania o mal di pancia, a quelli più seri, quali depressione o impotenza, fino ad arrivare a prodotti capaci di eliminare la calvizie, o che aiutano a dimagrire, migliorare le prestazioni sportive e molto altro.
Comprare farmaci online può essere una tentazione perché, oltre ad evitare di andare in farmacia o fare la fila dal medico per avere la ricetta, permette di spendere meno e si evita l’imbarazzo nel richiedere certi prodotti. Quanto possono essere sicuri?
Le analisi eseguite in laboratorio sui farmaci acquistati sul web hanno dimostrato che molti di questi non hanno principi attivi, o ne hanno pochi, o hanno quelli sbagliati.

In Italia è illegale vendere farmaci attraverso Internet, ma il web, si sa, non ha confini e da qualunque paese è possibile collegarsi con siti che propongono l’acquisto di medicinali.
Una delle missioni dell’Interpol è la caccia ai trafficanti di falsi medicinali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di tutti i medicinali venduti su internet tra il 50% e l’80% sono contraffatti. L’Interpol, in collaborazione con un centinaio di Paesi, dà la caccia ai criminali sulla rete. L’operazione Pangea 6, una retata internazionale che è durata una settimana, ha permesso la chiusura di più di 10.000 siti illegali di farmacie in linea e il sequestro di quasi dieci milioni di medicinali. Nel 2007 è stata istituita una task-force chiamata IMPACT Italia che ha lo scopo di effettuare indagini e studi di approfondimento del fenomeno della contraffazione dei medicinali e della loro vendita in canali illegali, compreso internet. Operano in questa task-force le principali istituzioni sanitarie del Paese (Ministero della Salute, Agenzia Italiana del farmaco, Istituto Superiore di Sanità) e le istituzioni preposte alla sicurezza (Ministero dell’Interno, Carabinieri, Agenzia delle Dogane,ecc.).

Sempre secondo i dati forniti dall’Interpol nel 2012, la vendita di falsi medicinali è un’attività più lucrativa dello spaccio di droga. Un medicinale su dieci nel mondo è contraffatto e questa attività commerciale produce un giro d’affari che, nel 2012, è stato quantificato in ben 58 miliardi di euro.
Secondo l’OMS, nella gran parte dei Paesi industrializzati, dove i controlli sono più frequenti, la contraffazione di medicinali è debole, meno dell’1% del mercato, ma in altre zone, come l’America latina, l’Asia e soprattutto l’Africa, i medicinali contraffatti rappresentano tra il 20% e il 30% del mercato.
C’è poi da considerare il rischio nel fornire dati sensibili e di essere truffati in sede di con segna. I gestori del sito illegale entrano in possesso delle informazioni sanitarie e delle abitudini di vita dei loro clienti e potrebbero utilizzarle in futuro o cederle ad altri per fini commerciali senza richiedere il consenso preventivo. Inoltre, possono acquisire i dati delle carte di credito dei clienti e utilizzarli per scopi illeciti. Dopo aver effettuato il pagamento, inoltre, si può avere la sorpresa di non ricevere nulla o accorgersi di aver pagato il medicinale addirittura molto di più rispetto all’acquisto in farmacia.

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