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Sindrome di Aladino e Peter Pan: fuori dalle favole…
PARTE 2: Realtà tra lui e lei.

Sindrome di Aladino e Peter Pan: fuori dalle favole…
PARTE 2: Realtà tra lui e lei.

di Daniela Marrocco
E dopo aver dato uno sguardo alla sindrome di Aladino e a ciò che le donne desiderano, cosa vorranno gli uomini?
Fuori da ogni tipo di aspettativa, ecco, gli uomini cosa dichiarano di volere. Una parola su tutte: autenticità.

E’ possibile che le signore che leggeranno fino in fondo questo articolo, trovino qualche clichés in meno sulla definizione degli uomini e delle loro sindromi.

Certo, non abbiamo la velleità di dire che in una relazione gli uomini non si diano da fare per dare conferme della saggezza popolare, ma negli ultimi anni il sesso maschile ha presentato una grande varietà di comportamenti che impongono una rivisitazione di alcuni clichés.

Primo fra tutti la SINDROME DI PETER PAN.

Per intenderci, si tratta di una sindrome che vuole definire il comportamento maschile omologo a quello del noto personaggio scritto da James Matthew Barrie nel 1902, con la sua voglia di restare sempre bambino e inseguire la sua ombra in costante movimento, tra capitan Uncino e bambini da proteggere nella misteriosa quanto mai lontana (1^ stella a destra questo è il cammino, ndr. ) ISOLA CHE NON C’E’.

Mi sono sempre chiesta, da autrice donna, se gli uomini fossero davvero eterni Peter Pan, con la voglia di non affrontare i problemi e con l’istinto naturale ad evitare gli impegni.

Ebbene, tra articoli, studi, interviste e soprattutto vita pratica, posso scrivere con piacere che: c’è anche un’altra verità, come spesso accade.

Gli uomini sono semplicemente diversi. Hanno un cervello “DIVERSO” da quello di una donna. Per usare una analogia, è come se il cervello delle donne fosse un open space ad alta interconnessione neurale. Quello degli uomini realizzato e definito per stanze di competenza. Per alcuni di loro – a porte chiuse – è più complesso passare da un argomento all’altro. Evitare di trovare soluzioni o proporre razionalità al posto della consueta emozionalità tipica femminile.

Insomma, uomini e donne parlano linguaggi e hanno cervelli diversi,  REALMENTE.

Gli uomini che ho avuto il modo di intervistare e conoscere presentano peculiarità diverse, grandi passioni, ma tutte da vivere al momento. Il loro modo di pensare è orientato a vivere il momento, dove quello femminile è continuamente interconnesso e in progressione, provocando continue sollecitazioni (che si trasformano in preoccupazioni, attese, aspettative, programmazioni).

Con le dovute eccezioni per entrambi i sessi, durante la mia osservazione ho potuto verificare che se un uomo non ricorda come eravate vestite il giorno del primo bacio (RIBADISCO con le dovute eccezioni) non è perché non ci ha fatto caso. Semplicemente il suo criterio di selezione mentale è differente e  archivia quella informazione come “NON DETERMINANTE”.

Per un uomo le cose importanti sono spesso legate al suo modo di sentirsi UTILE, IMPEGNATO, nel suo ruolo di UOMO gestore delle cose pratiche.

Probabilmente, molti di loro si sono dovuti confrontare con il pantaloni indossati dal gentil sesso che ha cominciato a depredare i luoghi una volta di esclusivo presidio maschile. Amazzoni in sella per conquistare il territorio – non certo familiare –  delle professioni.

Effetti evolutivi, per lo più.

Ma gli uomini, vogliono ancora le stesse cose, di un tempo:

1) Essere riconosciuti nel proprio ruolo: sapere di potersi prendere cura della propria partner, provvedere al suo benessere ed essere riconosciuto per questo, per un uomo è ancora importante. Ed è per questo motivo che la perdita di un lavoro o di una identità professionale, possono avere impatti notevoli sulle relazioni.

2) Emozione è una parola di non facile interpretazione: gli sbalzi di umore per il sesso maschile sono un arcano. Di fondo esprimono lo stress in modo diverso dalle donne, che prediligono parlare, parlare, parlare, parlare…all’infinito. E non per  trovare una soluzione. Solo per “sfogarsi”, esprimere l’emozione. Un uomo parla se è necessario e se è mirato a trovare una soluzione. Altrimenti predilige rifugiarsi nella sua caverna del silenzio, di riferimento Platonico, o semplicemente staccare la spina.

3) Dal punto 2 voglio portare la vostra attenzione a questo punto 3 in cui introduco la “STANZA DEL NULLA”. Gli uomini posseggono in senso metaforico nel proprio cervello questa CAPACITA’ meravigliosa di astrarsi, isolarsi in una stanza dove  NON ESISTONO PENSIERI. Sebbene per il mondo femminile sia davvero difficile comprenderlo, gli uomini sanno NON PENSARE. Quando rispondono: “non penso a niente” potete cominciare a pensare che sia vero. Inutile obiettare: nella loro stanza del niente, niente transita. PER FORTUNA. I problemi iniziano quando – spinte da uno slancio empatico e materno – noi donne abbiamo la pretesa di accedere a quella stanza per “personalizzarla” un po’. Per condividere. Bene, gli uomini amano questa stanza. Così come è, senza condivisione. TASTO SHARE inesistente.



4) SEMPLICITA’COMUNICATIVA: gli uomini amano le cose semplici, lineari, logiche. Gli orpelli ricercati, le relazioni (anche multiple) devono essere all’insegna della semplicità. I sottintesi anche comunicativi possono causare problemi, perché difficilmente vengono utilizzati in una relazione. Sono in tilt come un sistema operativo su pc con 100 finestre aperte, se la loro partner comincia a chiedere cose facendo riferimenti ad altro o altri, tentando paragoni e – peggio –  usando un tono di voce alterato e astioso senza che abbiano compreso cosa hanno fatto. Anche qui – con le dovute eccezioni – gli uomini amano sapere direttamente cosa intendete dire. Fare giri di parole inutili per chiedere o sapere, porta ad un innalzamento del livello di frustrazione. Cosa che detestano.

5) Il SESSO è SEMPRE UN MEZZO di comunicazione, interazione e conoscenza. Insomma, il sesso per un uomo è un viatico attraverso cui impara se la persona gli interessa o meno. Per molti appare come il fine del gioco seduttivo, ma di fondo per ciascuno di loro rimane un modo per incontrare. Qui siamo davvero agli antipodi del pensare femminile. Per le donne è un punto di arrivo dopo la creazione dell’intimità. Per gli uomini spesso l’esatto opposto. Comprendere questo aiuta entrambi a trovare una mediazione di tempi e modi per esprimere se stessi anche nel talamo.

6) SPAZI E AUTONOMIA: non sono certo due parole che faranno urlare di gioia le partners più possessive, ma spazio e autonomia ben concessi possono diventare l’elisir di coppia più potente. Ricordiamoci che entrambi apparteniamo al mondo animale, perciò la ricerca di un territorio appare sempre fondamentale per un uomo. Se non lo trova nel suo mondo, lo cercherà inevitabilmente altrove. Dosare questo spazio e la possibilità di vivere anche esperienze personali autonomamente, si rivela un’arte fondamentale.

7) STABILITA’ E ASSENZA DI CRITICA: esattamente come le donne. Essere giudicati e minacciati non appena si compie un errore non piace a nessuno dei due. In nessun modo.

E  dopo questo excursus, vorrei portare l’attenzione su un piano meno divertente.

Nei miei articoli mi riferisco spesso a  UOMINI E DONNE, anzi a PERSONE che vivono un EQUILIBRIO EMOZIONALE normale. Che vogliono potenziare la loro CAPACITA’ DI ASCOLTARE, RISPETTARE, AMARE L’ALTRO. Così come le donne desiderano essere amate a modo loro, così cercano gli uomini.

In questa sede voglio solo accennare a quei casi che portano uomini a usare violenza e uccidere donne che sono fuori dal loro controllo, fuori dalla loro portata e fuori dalla loro vita.  POSSESSIVITA’, GELOSIA e MANIA DI CONTROLLO eccessivamente manifestate, usate e abbinate alla violenza NON POSSONO essere sintomo di equilibrio emozionale.

L’essere umano è LIBERO di scegliere dove stare, con CHI stare, COME AMARE.

L’UNICA cosa che non abbiamo il potere di cambiare è il CUORE di una persona che ha scelto. E’ un limite – il libero arbitrio – degno di sacrale attenzione.

Lasciar andare e onorare le decisioni di chi ha scelto un’altra strada è di per sé un atto di amore forte, di rispetto, di dedizione, di umanità. La violenza non è mai stato un modo per cambiare il cuore di alcuno, né di imporre l’altrui volontà. Rimane chiuso e salvo nel suo scrigno, anche quando smette di battere.

Questa digressione va a sostegno – da parte mia  – di tutti coloro che sono contro la violenza sulle DONNE e l’OMOFOBIA, ma aggiungo CONTRO qualsiasi forma di coercizione che porti alla violazione della libera espressione dell’ESSERE PERSONE nel RISPETTO DELLA VITA.

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