Costume & Società

“I have a dream”: il sogno di King compie 50 anni

“I have a dream”: il sogno di King compie 50 anni

di Francesca Cataldo
«I have a dream», ho un sogno. «Io sogno che i miei quattro bambini, un giorno possano vivere in una nazione in cui non verranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per la sostanza del loro carattere». Sono le parole di Martin Luther King, in uno storico discorso tenuto a Washington durante una manifestazione contro i soprusi razziali. Oggi il «sogno» di Martin Luther King compie 50 anni e gli Stati Uniti non potrebbero trovare un modo migliore per celebrare questo anniversario. Perché sarà proprio Barack Obama, il primo presidente afro-americano della storia del Paese, a presiedere la cerimonia. A lui spetta il compito non facile di pronunciare un discorso nello stesso Lincoln Memorial di Washington dove il reverendo King, il 28 agosto del 1963, parlò di fronte a una folla di 250mila persone.

La marcia su Washington è stata solo il culmine di una lotta per i diritti civili iniziata nel lontano 1955 a Montgomery, in Alabama, quando una donna di nome Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto in autobus ad un passeggero bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery. Anni dopo, numerose associazioni si diedero appuntamento nella capitale degli Stati Uniti per dimostrare al mondo la forza dirompente delle loro idee. Se per tutti gli afroamericani la marcia fu sinonimo di speranza, per i bianchi significò soprattutto paura. Il governo infatti mobilitò 6.000 poliziotti, 2.000 aderenti alla Guardia Nazionale e 4.000 soldati. La protesta, contrariamente alle previsioni, si svolse pacificamente e segnò per sempre la storia degli Stati Uniti.

Nel 1963 King fu nominato dalla rivista Time “uomo dell’anno”, mentre nel 1964 ricevette il premio Nobel per la pace. Nello stesso anno il Congresso varò il Civil Rights Act, la norma che rende illegale la segregazione razziale. Ma il cammino verso un’America più libera e più giusta era appena iniziato. Lo ha dimostrato l’assassinio dello stesso reverendo nel 1968.
Oggi, esattamente 50 anni dopo, la strada percorsa è stata lunga ma non è ancora finita e proprio per questo il “sogno” espresso da King rimane ancora vivo e attuale.

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