Cronaca

La nuova geografia giudiziaria – i soliti vecchi disagi.

La nuova geografia giudiziaria – i soliti vecchi disagi.
Roberto Loizzo

di Roberto Loizzo
Dal 13 settembre è entrata in vigore la riforma della geografia giudiziaria che ha soppresso 30 tribunali e altrettante procure, 220 sezioni distaccate e 667 uffici del giudice di pace. Nella mattinata di ieri gli avvocati penalisti di Bari hanno indetto una riunione atta a denunciare i primi disagi che si sono avvertiti tra i quali la presenza di ben 17 ufficiali giudiziari trasferiti sabato scorso da sette sedi distaccate che, non avendo uffici dove appoggiarsi, lavorano nei corridoi e nelle stanze dei colleghi nel palazzo di giustizia barese.

Nel corso dell’Assemblea indetta dalla Camera Penale di Bari, è stato fatto il punto sui trasferimenti di personale e fascicoli dalle sedi distaccate soppresse, con i disagi che questo sta comportando. L’avvocato Mariano Fiore, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Bari, ha poi riferito di un incontro avvenuto il giorno 16 settembre tra il Presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Manuel Virgintino ed il sindaco di Bari, Michele Emiliano. In quella sede il Sindaco ha dato la disponibilità del Comune a reperire immobili da destinare all’edilizia giudiziaria, per accogliere personale e archivi delle sezioni distaccate. Per ora, secondo quanto disposto dal Decreto emesso dal Presidente del Tribunale di Bari, Savino, per cinque anni resteranno in piedi tre delle sette sedi distaccate, Modugno, Altamura e Rutigliano, con il solo compito di smaltire l’arretrato. Tutti i nuovi processi, quindi, siano essi di natura civile o penale, saranno iscritti nelle sezioni centrali.
“L’obiettivo”, secondo quanto detto dal Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, “è ottenere risparmi sino a 80 milioni di euro, ma anche un’organizzazione della giustizia più efficiente, visto che l’attuale distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale è rimasta immutata dall’Unità d’Italia”.
Da frequentatore dei Palazzi di Giustizia, se da un lato posso ritenere questa riforma sensata perché evita a molti dei miei colleghi di mettersi in macchina per raggiungere paesi, spesso lontani, della Puglia, dall’altro non è al momento utile per rendere una giustizia più efficiente così come la vuole intendere il Ministro. Molti fascicoli sono, infatti, ancora inscatolati creando di conseguenza una difficoltà materiale per l’avvocato di leggerlo e studiarlo in vista di una causa o di qualunque altra attività difensiva connessa a quel fascicolo. Nel Tribunale di Rutigliano, alcuni giorni fa, si sono ritrovati Avvocati di Monopoli e Putignano che non sapevano quando e se la loro causa sarebbe stata chiamata oppure no. Proprio ieri una udienza penale si è svolta con i fascicoli del dibattimento messi sul pavimento perché il tavolo che era utilizzato, fino a luglio, per conservare i fascicoli in attesa della loro trattazione serviva in altre stanze per accogliere quelli provenienti da diverse strutture chiuse.

Torna in auge, quindi, il problema dell’edilizia giudiziaria: la necessità di avere una cittadella della giustizia della quale si è sempre parlato ma che è rimasta solo sulla bocca dei politici e mai è stata realizzata. Purtroppo chi è in Parlamento e ci governa, pur essendo un avvocato o un operatore del diritto, ha da tempo lasciato i corridoi dei Tribunali e quindi si è dimenticato dei reali problemi esistenti all’interno di esso. Lo stesso Sindaco di Bari ha frequentato il Palazzo di Giustizia di Via Nazariantz e dovrebbe ricordarsi della precaria situazione in cui esso si trova, con l’acqua piovana che entra dai soffitti in caso di piogge intense, senza parlare degli interventi palliativi per evitare i crolli della struttura. Molti di questi parlamentari non conoscono delle difficoltà logistiche dovute (parlo della realtà barese) al fatto di doversi spostare da un Palazzo di Giustizia all’altro, a volte attraversando l’intera città, per poter fare una udienza oppure semplicemente per controllare l’esito di una istanza. Uno spreco di tempo e di denaro che oggi, con la riforma entrata in vigore, renderà ancora più problematico il lavoro perché, come sempre, siamo stati alla finestra a guardare se la riforma della geografia giudiziaria venisse confermata oppure no, invece di intervenire per trovare una soluzione a questi problemi che avrebbero potuto essere leggermente attenuati.
La situazione della Giustizia è al momento tragica e forse quei fascicoli gettati sul pavimento perché non si sa dove piazzarli fornisce un quadro reale sulla giustizia italiana.

Avv. Roberto Loizzo
Criminologo Forense

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Roberto Loizzo

Avvocato e Criminologo Forense. Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”; Criminologo Forense con titolo conseguito presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza (VA); Avvocato; Lavora nell’ambito penale occupandosi di criminalità e minori; Autore di articoli con analisi criminologica dei fatti di cronaca per le testate giornalistiche Barilive.it e CorrieredellePuglie.com; Docente presso Master Universitario di I e II livello in Criminologia Sociale alla PST BIC di Livorno per a.a. 2011 - 2012

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