Costume & Società

ICity Rate: ecco le città italiane più “smart” del 2013

ICity Rate: ecco le città italiane più “smart” del 2013
Mariangela Lomastro

Smart-Citydi Mariangela Lomastro
Nell’ambito dello Smart City Exhibition, tenutosi nei giorni scorsi a Bologna, è stata presentata da Forum PA la seconda edizione del rapporto ICity Rate, una classifica che, in base ad un centinaio di diversi parametri, definisce quali sono i Comuni italiani, fra i 103 presi in esame, a potersi fregiare del titolo di “smart city” (lett.: città intelligente). Sempre più acuito il distacco fra Nord e Sud, si confermano ai primi posti Bologna e Trento con Aosta come new entry, per trovare la prima città del sud bisogna scendere fino alla 47esima posizione, assegnata a Cagliari, seguono poi Lecce (52esima) e Bari (59esima), agli ultimi posti quattro capoluoghi sicialiani, cioè Caltanissetta, Crotone, Enna e Siracusa. La novità di quest’anno consiste nel fatto che Forum PA ha coinvolto i principali dtentori dei dati in Italia (ANCI, ISTAT, Unioncamere) e associazioni come Openpolis per revisionare gli indicatori economici e di qualità della vita.

Sono sei le categorie nei cui ambiti sono stati assegnati i vari riconoscimenti ai Comuni capoluogo analizzati: smart economy (Milano e Pisa), che tiene in considerazione infrastrutture, servizi turistici, tasso di occupazione ecc.; smart environment (Ravenna e Trento), che premia le città con più spazi verdi, maggiore percentuale di raccolta differenziata ecc.; smart governance (Padova e Torino), per la capacità di coordinarsi con gli altri Comuni, l’adozione di politiche finalizzate all’assetto e allo sviluppo del territorio ecc.; smart living (Siena e Trieste), in base a investimenti maggiori in cultura e welfare, inserimento degli immigrati, numero di persone povere ecc.; smart mobility (Milano e venezia) per le città dotate della migliore rete di trasporti pubblici, del maggior numero di piste ciclabili, servizi di car sharing ecc.; smart people (Bologna e Ravenna), infine, per le città col livello di istruzione più alto, il numero di donne lavoratrici, studenti stranieri e via dicendo.

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