Costume & Società

Ludopatia: la malattia del gioco d’azzardo colpisce 790mila italiani

Ludopatia: la malattia del gioco d’azzardo colpisce 790mila italiani

di Francesca Cataldo
Si sta diffondendo a macchia d’olio la nuova malattia del nostro tempo: la ludopatia. Si sente poco parlare di questo disagio, eppure i giocatori d’azzardo “problematici” sono circa 790mila, ovvero l’1,65% della popolazione. La ludopatia, termine con il quale si fa riferimento a quell’insieme di patologie legate alla pratica compulsiva del gioco d’azzardo, in Italia è purtroppo in continua crescita, al punto da rappresentare una vera e propria emergenza sociale. Di fronte all’esorbitante numero di giocatori compulsivi, la federazione Sistema Gioco Italia, aderente a Confindustria e rappresentante di tutti gli operatori del comparto ludico, ha lanciato una proposta di “snellimento” del sistema degli apparecchi del Paese, con un Piano Regolatore che preveda il taglio di 11mila punti vendita.

“Cinque anni fa i giocatori problematici risultavano essre l’1,27% della popolazione italiana adulta, ovvero 580mila”, asserisce Claudio Barbaranelli, professore ordinario di Psicometria della Sapienza. Secondo i dati del Cirmpa, Centro di Ricerca della Sapienza di Roma, i 200mila nuovi casi hanno una probabile motivazione legata alla crisi economica, che ha attanagliato una famiglia su quattro e che ha triplicato l’insoddisfazione degli italiani nei confronti del proprio lavoro, spingendoli a “tentar la sorte”.

I più colpiti risulterebbero gli uomini (65%) del Nord Est (38%). E’ in queste zone che risiede il giocatore problematico “tipo”, colui che spesso abita in grandi centri urbani, che ha entrambi genitori o altri membri della famiglia che giocano eccessivamente, che spende più di quanto guadagna, che ha contratto debiti con finanziarie o con privati, che scommette su più sistemi contemporaneamente e che dedica in media il doppio del suo tempo per questa dispendiosa attività rispetto ai “gambler” tradizionali.

Per arginare il problema italiano arriva la proposta degli imprenditori del settore che prevede di tagliare drasticamente il numero delle slot in Italia (-11mila punti vendita e -42mila macchinari), chiudendo i battenti agli esercizi che non moderano l’eventuale abuso delle macchinette da parte dei minori. Il presidente di Confindustria Massimo Passamonti auspica un positivo riscontro da parte del Parlamento: “Proponiamo al Parlamento di accogliere il nostro Piano Regolatore che riordini il sistema degli apparecchi in Italia e chiediamo anche che siano definite regole chiare e severe per le pubblicità delle vetrine e delle insegne, anche per un maggior decoro urbano”.

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