Costume & Società

Se fossi il Presidente…

Se fossi il Presidente…

di Paolo Iusco
Se fossi il Presidente, farei questo discorso:
“L’Anno che sta terminando è volato via rapidamente, troppo velocemente quasi un fulmine, non ci mancherà, come tutti gli altri anni suoi predecessori si inabisserà nel mare del passato. Il 2013 quando arrivò aveva la valigia colma di speranze da ognuno riposte, con il trascorrere dei mesi abbiamo purtroppo appurato essere inesaudibili.

Un anno che speravamo tutti fosse più prodigo di cambiamenti, un anno che tutti auspicavano fosse quello della presa di coscienza da parte dei governanti, tradizionalmente lontani dai problemi reali del paese. Molte imprese contavano su provvedimenti che favorissero una apertura delle banche nei loro confronti, per una ripresa degli investimenti produttivi e delle assunzioni. Molti Italiani si aspettavano anche la promulgazione della legge sul “Silenzio Assenso” che vista la dilatazione dei tempi di risposta da parte degli uffici pubblici ed amministrativi avrebbe consentito di avviare con tempi molto più brevi le attività, dove ognuno documentandosi e adeguandosi alle normative con massima correttezza e trasparenza,  assumendosi tutte le responsabilità per azioni intraprese e le dichiarazioni rese, solo  con una semplice autocertificazione poteva iniziare le attività richieste se entro un lasso di tempo prefigurato  la propria istanza non avesse sortito risposta alcuna.

Un Anno che molti giovani si aspettavano portasse adeguate misure per una revisione della scuola, delle università, dei laboratori di ricerca, dei contratti di lavoro utili per facilitare e tutelare l’ingresso nel mondo di lavoro, un anno che a loro non ha regalato davvero nulla.
Tanto tuonò che piovve e il 2013 non potendo realizzare cose in un certo senso più concrete, ha coronato il sogno di tantissimi italiani alle quali Silvio Berlusconi era inviso.
La partita del 2013 non avrà il beneficio dei tempi supplementari nè, tanto meno, dei rigori. “Les jeux sont faits, rien ne va plus”, potremo nel 2014 continuare ad ammalarci di gioco d’azzardo, bere e drogarsi per morire o ammazzare innocenti sulle strade, sogneremo ancora di risolvere la nostra vita con un gratta e vinci, alimentando i conti di usurai e spacciatori.

Il fuggire dalla realtà sta diventando preoccupantemente un metodo molto in uso, gli italiani oltre che non avere come i giovani speranza di trovare il posto di lavoro, non hanno più speranze di riuscire a far qualcosa per ribaltare il sistema.

Qualcuno si aspettava più interventi sul fronte dell’ecologia, della salvaguardia dei paesaggi, sulla tutela dei ciclisti che spesso vengono travolti e uccisi perché forse le rotatorie ed i dissuasori stradali sono ancora insufficienti, tantissimi soffrono perché manca un’etica ed un senso civico e chi ne paga le conseguenze prevalentemente sono gli anziani e la gente indifesa.
Son tante le cose che avremmo voluto che nel 2013 fossero state risolte, davvero tante, anche impossibile elencarle tutte. Sebbene molti sono scoraggiati  e preoccupati, ad ognuno faccio osservare che non è affatto vero che il 2013  non ha portato nulla. Quest’anno che va concludendosi, a mio avviso è stato un anno importantissimo. “L’Anno del Messaggio Divino”, mai nella storia un Pontefice aveva dato le dimissioni, dimissioni che hanno consentito l’arrivo del nostro amatissimo Papa Francesco. Mai avevamo visto nello stesso istante due Pontefici insieme due massimi esponenti della chiesa che contemporaneamente pregano per le sorti dell’umanità. Questi eventi sono il Messaggio Divino, auguriamoci che venga colto dai nostri governanti.

Possano le dimissioni di Papa Benedetto XVI essere un esempio, di come sia possibile manifestare con sincerità, correttezza e lealtà, dichiarando con coraggio i propri limiti, confermando al mondo la mancanza di sufficiente forza per affrontare e risolvere i problemi più impellenti. Un gesto nobilissimo che richiede una forza d’animo, qualità molto rara.
Quest’anno ci ha regalato Papa Francesco, immediatamente il cuore di tutti si è illuminato di speranza, la moltitudine di genti che soffrono hanno sentito il suo calore umano, la sua bontà, la semplicità, l’umiltà, l’amore verso i popoli, verso i bambini, verso chiunque subisce violenze e soprusi, un Papa il nostro Papa Francesco che è davvero Cristo in Terra. Anche questo esempio ci auguriamo venga colto dai nostri governanti, girare a piedi, quasi senza scorta, regalare ai poveri i gioielli, non sedersi a capotavola ma insieme con gli altri sacerdoti, davvero un grande esempio.

Quest’anno grazie a questo grande miracolo si chiuderà in positivo, la gente di fede raccolta in preghiera stanotte rievocherà la Natività del Signore Gesù, con una maggior convinzione, con maggior fede, nella certezza che i doni divini non arrivano mai con un preavviso, arrivano sempre cogliendoci di sorpresa. Nulla arriva per caso”.

Buon Natale e Felicissimo Anno Nuovo

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