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Cancellieri: indulto e amnistia per 62 mila detenuti

Cancellieri: indulto e amnistia per 62 mila detenuti

di Francesca Cataldo
La questione carceraria è una piaga della nostra società, è uno spicchio di mondo, scomodo, che colpisce solo per fatti eclatanti. La convinzione che chi “sta dentro” merita solo di soffrire, impedisce di vedere le condizioni critiche in cui versano i detenuti: sovraffollamento, scarsità di igiene, mancanza di spazi minimi utili alla sopravvivenza, difficoltà nel ripartire cure mediche e medicinali, vacuità di personale competente.
Nel 2013 il ministero della Giustizia ha promosso importanti interventi sul sistema carcerario volti proprio a ridare dignità ai detenuti e a restituire all’Italia l’immagine di Paese culturalmente attento ai diritti di tutte le persone. Il 21 gennaio 2014 è lo stesso ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, a proporre amnistia e indulto come soluzione al problema del sovraffollamento carcerario, motivo per il quale l’Italia resta sotto procedura di infrazione da parte dell’Ue.

“I provvedimenti di amnistia e indulto qualora assunti dal Parlamento non sarebbero destinati a produrre effetti di breve periodo, come in passato, in quanto si sono adottate e si stanno adottando una serie di misure volte a contenere anche nel futuro i nuovi ingressi in carcere”, ha spiegato la Guardasigilli. Ma le carceri sono strapiene anche perché la giustizia è lenta: infatti, “il funzionamento del sistema giudiziario” continua a essere “in sofferenza pur a seguito dei numerosi interventi introdotti negli ultimi anni. Comunque, Cancellieri sostiene che le modifiche stanno già dando i primi segni positivi ed “i primi risultati sono assai incoraggianti: al 9 gennaio 2014 i detenuti in carcere erano 62.326 (59.644 uomini e 2.682 donne), in progressivo decremento rispetto alla precedente rilevazione del 4 dicembre 2013 quando il numero era di 64.056 detenuti”, dichiara il ministro alla Camera.

Inoltre, nell’ambito del cosiddetto Piano carceri sono in corso di realizzazione 12.324 posti detentivi, di cui 3.100 dovuti all’apertura di 4 nuovi istituti penitenziari. Nel 2014 è previsto, poi, il recupero di almeno 1.500 posti resi disponibili mediante interventi di ripristino e recupero di edifici destinati ad Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Cancellieri ha aggiunto che “è in fase avanzata la revisione del sistema penitenziario per ottenere una più razionale distribuzione dei detenuti nelle strutture”. La realizzazione di questo nuovo sistema – ha sottolineato – renderà più vivibile l’esperienza del carcere e consentirà di ridurre il disagio dei detenuti, causa spesso di azioni di autolesionismo e suicidi. Ne trarranno beneficio anche le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, che da troppo tempo sono chiamati a svolgere compiti straordinari e che potranno essere restituiti alle funzioni di sicurezza che sono loro proprie”, ha concluso il ministro.

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