Economia e Diritto

Rincaro carburanti, quanto ci costa

Rincaro carburanti, quanto ci costa
Mariangela Lomastro

caro_benzinadi Mariangela Lomastro
Dopodomani, sabato 1 marzo, scatterà l’ennesimo aumento sul prezzo di benzina e gasolio, conseguenza dei rincari sulle accise dei carburanti da autotrazione, che resterà in vigore fino alla fine dell’anno; la decisione, va detto, non dipende dal Governo Renzi, bensì era già programmata dall’agosto dello scorso anno nel decreto legge n. 69/2013 (c.d. “decreto del Fare”) per la copertura finanziaria di alcune manovre già stabilite ed ovviamente non soddisfa nè gli automobilisti nè i consumatori. Nello specifico, per quanto riguarda la benzina, l’aumento previsto farà lievitare i prezzi da 728,40 euro per mille litri a 730,80, spenderemo quindi 0,24 centesimi in più per ogni litro, mentre l’accisa sul gasolio crescerà da 617,40 euro per mille litri a 619,80, per un aumento di 0,34 centesimi a litro (includendo anche il calcolo dell’IVA). Gli aumenti, comunque, non sono uguali in tutte le Regioni, meno virtuose da questo punto di vista risultano la Liguria, la Campania, il Lazio, il Piemonte, il Molise e la Calabria.

Secondo le stime della CGIA di Mestre il rincaro carburanti comporterà un aumento medio annuo di spesa per la benzina intorno ai 13 euro per ogni famiglia in possesso di un’autovettura con percorrenza media di 15.000 chilomentri annui, 17 euro invece per i veicoli alimentati a gasolio, che non paiono aumenti eccessivi ma che destano decisamente preoccupazione se si analizza la tendenza dell’ultimo quadriennio: dal 2010 ad oggi vi sono stati ben dieci aumenti fra IVA e accise e gli automobilisti spendono in media, rispettivamente per benzina e gasolio, 257 e 388 euro in più rispetto a quattro anni fa. Critiche da parte degli esponenti del Codacons, che definiscono l’aumento delle accise una misura “vecchia come il cucco“, aggiungendo che “sarebbe una bella novità se il nuovo Governo attuasse finalmente un provvedimento promesso da oltre 10 anni, un meccanismo che sterilizzi l’aumento dei prezzi dei carburanti evitando che la doppia tassazione, accise più IVA, si traduca in una stangata eccessiva a fronte di aumenti del petrolio.“.

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