Economia e Diritto

Gli 85 individui più ricchi possiedono quanto metà della popolazione mondiale

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Gli 85 individui più ricchi possiedono quanto metà della popolazione mondiale
Pierfrancesco Caira

La OXFAM (Oxford Commitee for Famine Relief), una confederazione che raccoglie 17 ONG (fra cui OXFAM Italia) ed opera in oltre cento Paesi col nobile fine di eliminare povertà ed ingiustizia dal mondo, ha pubblicato in gennaio uno studio che dimostra come in questo momento le 85 persone più ricche del pianeta possiedano un patrimonio totale pari a quello della metà più povera della popolazione, ovvero 3,5 miliardi di individui. Secondo il rapporto nello scorso anno ci sono stati 210 nuovi miliardari che hanno rimpolpato la ristretta elite composta da 1.426 fra uomini e donne e che vale in tutto circa 5,4 bilioni di dollari; i profitti delle grandi corporazioni, i salari dei dirigenti e il valore delle azioni raggiungono nuovi record come l’indice Dow Jones, che ultimamente ha fatto registrare il suo picco massimo da quando fu creato (117 anni fa), cosicchè la ricchezza totale posseduta dal famigerato “1%” ammonta oggi a ben 110 bilioni, cioè 65 volte il valore degli averi della metà più povera dell’umanità.

Non vi è dubbio che questa crescente disparità rappresenti una minaccia per un sistema politico ed economico che vuole definirsi sano, alimentando le tensioni fra la gente e accrescendo il rischio di un vero e proprio collasso della società. Un’inchiesta contenuta all’interno dello stesso rapporto OXFAM e condotta in sei diversi Paesi (Brasile, Gran Bretagna, India, Spagna, Sud Africa, USA) dimostra come la maggioranza della gente sia convinta che le leggi tendono a favorire chi è già ricco e le condizioni attuali rendono estremamente difficile realizzare i propri obiettivi ed aspirazioni; in mancanza di uno Stato assistenzialista risulta pressochè impossibile abbandonare lo strato più umile della popolazione, soprattutto se lo stesso Stato che dovrebbe tutelarci, adotta leggi e regolamenti che lasciano inalterato lo status quo o addirittura peggiorano le condizioni di vita dei più poveri.

Perchè è chiaro che la situazione fa comodo alla classe abbiente, creare un substrato sociale che vive nella miseria è da sempre un obiettivo non scritto del potere, ormai in molte nazioni la classe media è sempre più indistinguibile dai ceti bassi della popolazione, in Grecia ne sanno qualcosa e pure da noi in Italia non c’è da stare allegri per come stanno volgendo le cose in questi anni. Fin quando la politica sarà piegata agli interessi economici di questi “paperoni” non potrà esserci un cambiamento, il denaro è solo una moderna forma di schiavitù senza fruste né catene. Le politiche di austerity post-crisi aggravano solo la questione, se consideriamo, ad esempio, come negli USA dopo la crisi finanziaria del 2009 il 95% delle ricchezze è stata intercettato dall’1%, i più ricchi, mentre il 90% della popolazione ha continuato ad impoverirsi. Se poi si prende a modello l’India, ci si rende conto che il numero dei miliardari nella nazione è decuplicato nell’ultimo decennio principalmente grazie ad un regime fiscale fortemente regressivo, favorito dai legami dei più potenti con il Governo. Un sistema così concepito, ove corruzione ed evasione fiscale sono imperativi assoluti, rende impossibile il progresso dell’umanità.

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