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La “carota di Polignano”: più unica che rara

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La “carota di Polignano”: più unica che rara

Le carote non sono tutte arancioni, non sono tutte uguali e non hanno tutte lo stesso gusto.  La carota che comunemente troviamo nei supermercati, e che il nostro palato è stato abituato a gustare, è il risultato di una selezione avvenuta in Olanda più di 400 anni fa. Non si tratta però dell’unico tipo di carota che la natura ci ha donato. A tenere alto il vessillo della biodiversità nel campo degli ortaggi ci pensa proprio una cittadina pugliese: Polignano. Questa città, oltre ad aver dato i natali a Domenico Modugno, si fregia dello stemma di Slow Food grazie al particolare tipo di carota che da centinaia di anni viene pazientremente coltivata nelle terre della contrada di “San Vito”. Le carote di Polignano sono particolari perché hanno diverse forme, grandezze e diverse variazioni cromatiche. Esse sono infatti arancioni, ma possiedono anche tutte le sfumature del giallo, dal più chiaro al più intenso e possono essere anche viola e bordeaux, inoltre hanno forme irregolari e grandezze molto variabili. I contadini, ancora oggi, selezionano manualmente le sementi.

Perchè la “carota di Polignano” è unica?
L’unicità della “carota di Polignano” sta nel fatto che è una varietà autoctona, questo ortaggio quindi cresce, e può crescere, soltanto in quella terra sabbiosa e salmastra a due passi dal mare. Solo 10 ettari del pianeta terra rappresentano la dimora perfetta per la carota di Polignano che deve il suo gusto e la sua specificità proprio al mare. Infatti gli appezzamenti di terra dove vengono messe a dimora queste carote erano (e sono ancora oggi) irrigate con l’acqua pescata all’interno dei pozzi scavati a mano risalenti all’ ‘800. Proprio a causa della vicinanza al mare capirete bene che l’acqua di questi pozzi non è semplice “acqua dolce” ma è il risultato dell’acqua dolce “contaminata” dalle infiltrazioni dell’acqua di mare che riesce a penetrare nella falda. In passato addirittura i tempi dell’irrigazione erano collegati ai tempi delle maree. Ne consegue quindi che anche il gusto del prodotto si discosta da quello della classica carota arancione.

Quando si raccoglie?
Se siete curiosi di gustare questo gioiello della tradizione contadina pugliese e della biodiversità siete ancora in tempo, infatti la raccolta si effettua dalla fine di novembre sino all’inizio di maggio.

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