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Guarisce da 70 tumori: la storia di Ian Brooks fra sensazionalismo e verità

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Guarisce da 70 tumori: la storia di Ian Brooks fra sensazionalismo e verità
Pierfrancesco Caira

Nell’ultima settimana è rimbalzata in rete la notizia di un uomo magicamente guarito da 70 tumori in pochi mesi, il signor Ian Brooks (47), meccanico di Bolton, una città inglese nella contea del Lancashire; tecnicamente la notizia non è un falso, come potrebbe sembrare a prima vista, ma sull’episodio in molti hanno tentato di fare del sensazionalismo, parlando di “cura definitiva per il cancro” e “farmaci miracolosi”. Il signor Brooks, ricoverato presso il Christie Hospital di Manchester, era affetto da una rara forma di linfoma non-Hodgkin (LNH) che gli venne diagnosticata nel 2001 e, dopo una prima risposta positiva alle cure, si ripresentò nel 2008; nemmeno la seconda fase di trattamenti è risultata efficace, facendo anzi moltiplicare le masse tumorali a tal punto che i medici lo davano ormai per spacciato. Allora il meccanico di Bolton, non avendo più nulla da perdere, ha deciso di sottoporsi ad una terapia in fase di sperimentazione: infatti è stato il primo uomo in Europa ad assumere il farmaco Brentuximab Vedotin, utilizzato esclusivamente negli USA. I miglioramenti sono stai visibili dopo solo 24 ore e, nel giro di 12 settimane, i suoi 70 tumori sono spariti; il Dott. Adam Gibb, uno degli specialisti che operano al Christie Hospital, ha definito quelle di Ian “la più incredibile serie di lastre che abbia mai visto”. Brooks infine è stato dimesso dall’ospedale ed è in fase di remissione totale.

Anzitutto bisogna chiarire che la malattia di cui parliamo è una variante molto rara di un cancro che colpisce il sistema immunitario, è solo una delle numerose forme di tumore conosciute dalla scienza medica e che hanno le origini più disparate, per cui il farmaco, monitorato anche in Italia dal 2012, ha un’efficacia limitata a quella specifica patologia (certo, salvo ulteriore sperimentazione per altri impieghi); vi è da aggiungere che la storia risale al luglio del 2013, come si evince dal sito dell’ospedale (terzo risultato della ricerca), ma i media se ne sono accorti solo ora, inoltre il signor Brooks ha sconfitto il linfoma patendo gravi sofferenze, effetti collaterali del farmaco, non certo assumendo una sorta di pozione guaritrice istantanea anche se, ovviamente, ha dichiarato tutta la sua gratitudine allo staff della struttura ospedaliera e ora il Brentuximab Vedotin è disponibile per i pazienti nel National Health Service (il Servizio sanitario nazionale di Sua Maestà) tramite uno specifico fondo contro il cancro. Il dato incoraggiante che bisogna trarre dalla vicenda è il livello d’avanzamento della ricerca e della sperimentazione, che permettono di sviluppare trattamenti sempre più validi, se esperienze come quella di Ian Brooks torneranno utili per confermare l’efficacia di prodotti sperimentali, le ripercussioni per i malati e per tutti coloro che tentano di salvare vite umane non potranno che risultare positive.

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