Economia e Diritto

Spending review: Cottarelli svela il suo piano

Spending review: Cottarelli svela il suo piano
Mariangela Lomastro

cottarellidi Mariangela Lomastro
Dopo un’interminabile serie di speculazioni, ipotesi e finte anticipazioni, sono state finalmente rese note le bozze della spending review 2014, elaborate dal commissario Carlo Cottarelli e presentate qualche giorno fa a Palazzo Chigi al premier Renzi: in totale sono stati proposti tagli per un ammontare di 33-34 miliardi di euro. Sono cinque i diversi capitoli in cui vengono suddivisi gli oltre trenta punti sui quali Cottarelli ritiene si debba intervenire, in alcuni casi riprendendo direttamente il lavoro dei propri predecessori, come ad esempio per quanto riguarda l’illuminazione e il consumo energetico negli spazi pubblici (l’operazione “Cieli bui” di Enrico Bondi); parere nettamente sfavorevole sul decreto sull’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, che li terrebbe comunque in vita sino al 2017 per poi passare a un regime di donazioni volontarie, il supercommissario infatti è del parere che i rimborsi elettorali si debbano abbandonare subito, senza attendere oltre.

Tagli previsti per i dirigenti dello Stato nell’ordine dell’8-12% dei rispettivi stipendi, per un risparmio complessivo che sfiorerebbe i due miliardi, ad essere colpiti non sarebbero solo i dirigenti dei vari ministeri ma altresì i manager di Regioni, Provincie e Comuni, nell’occhio del ciclone dopo i numerosissimi scandali sui rimborsi per le spesse dei gruppi consiliari; sono in totale oltre 100.000 sulla graticola, ovvero coloro che percepiscono uno stipendio annuo superiore agli 80.000 euro lordi. Sotto la scure anche il cumulo delle pensioni da ruolo professionale in ambito pubblico, anche se il vero nodo da sciogliere, confrontandosi con i sindacati, resteranno indubbiamente gli esuberi. Qualora queste indicazioni venissero seguite alla lettera, si tratterebbe della prima volta che un disegno di ridefinizione delle spese statali aggredisce in maniera così diretta sia i partiti che gli organi istituzionali.

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