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Le strategie comunicative di Renzi

Le strategie comunicative di Renzi
Pasquale Adamo

di Pasquale Adamo
Ma come fa Matteo Renzi a sembrare un “bravo ragazzo”? Come fa a metterti a tuo agio tanto da chiamarlo per nome, anche se non l’hai mai visto di persona? Infine, perchè ispira fiducia e simpatia nonostante casi di comportamento contradditorio (vedi il caso Letta)? Sarà la naturale conformazione del viso? Sarà il colore degli occhi? Oppure, un dono di Madre Natura? Niente di tutto questo. C’è solo una cosa che può farti ottenere questi risultati: una comunicazione strategica! Renzi è uno che “a pelle” ti piace. Ma questo non è un caso e non è lasciato al caso! Ora ti segnalo qualche strategia comunicativa che il buon Renzi mette in atto. A conferma di quanto leggerai, prova a pensare che le stesse strategie vengono adottate anche da altri  leader politici (vedi il Presidente Americano Obama) e l’effetto è sempre lo stesso.

1) MIMICA FACCIALE: Renzi ti ascolta! Quando parli con lui (giornalista, simpatizzante, elettore, spettatore, etc.) hai la sensazione che davvero ti ascolti. Uno degli strumenti che usa è la mimica facciale (non è l’unico). In questo video  puoi notarlo da te. Fin dalla prima domanda del giornalista (minuto: 00.44) Renzi comunica con il suo volto e con la mimica facciale che ti sta seguendo, che è interessato a quello che dici, che ti sta ascoltando. Notalo: non ti sembra presuntuoso (come tanti altri), non ti sembra assente (come tanti altri), non ti sembra distante e distaccato. In questo modo, ottiene 2 risultati: a) tu abbassi le tue difese razionali e finisci per ascoltarlo a tua volta; b) è difficile trovare qualcuno che ti ascolti, che è interessato a quello che hai da dire e quando lo trovi è chiaro che ti sembra di aver trovato un tesoro! Lo fa per tutta la durata del video.

2) TECNICA DELL’AIKIDO: “ma lei parlava ai senatori o ai telespettatori” (minuto 01.29). Questa la domanda del giornalista Floris. Essa potrebbe essere letta come una provocazione, come una battuta. Oppure, potrebbe anche essere letta come un’offesa. Cosa fa, invece, Renzi? Trasforma l’eventuale “energia negativa” della domanda, a proprio vantaggio! Proprio come nell’Aikido fai uso della forza del tuo avversario per superarlo. E’ come se si chiedesse: “In che modo questa domanda può servirmi? In che modo può essere un’opportunità per me”? Ascolta bene come risponde e verifica quanto affermo!

3) ENFASI: per un minuto di tempo, porta la tua attenzione al TONO e al TIMBRO della voce che Renzi usa. Lascia stare i contenuti, perchè possono distrarti. Concentrati solo sul “come” dice le cose. Ti invito a notare come pone l’accento su alcune parole, come gioca con il suono delle parole: soffermandosi su alcune, rimarcandone altre. Il suo tono di voce non è mai monotono. In questo modo, la sensazione per chi ascolta è che Renzi ci crede davvero a quello che dice, è sicuro, è entusiasta ed energico. Ingredienti indispensabili per ottenere consenso.

4) RIFERIMENTI GENERALIZZATI: al minuto 15.50 Renzi usa un riferimento generalizzato “la mamma che si alza e va a correre per portare un bimbo da una parte all’altra…” hai idea di quante mamme esistono in Italia? Quante persone si possono ritrovare in questo esempio? Moltissime! In questo modo, non solo Renzi attira la loro attenzione, ma è come se stesse dicendo: “conosco la vostra situazione e me ne prenderò cura”.

5) METAFORE: i discorsi di Renzi sono pieni di metafore. Queste hanno una potentissima forza comunicativa, perchè superano le resistenze e le diffidenze razionali degli interlocutori e arrivano al cuore di chi ascolta. Pensaci un attimo: quanto ti piaceva ascoltare le fiabe? Quanto tempo hai passato davanti alla televisione guardando i cartoni animati? Hai mai sognato con le pellicole di Walt Disney? Sono tutte metafore Renzi lo sa e ne fa un uso consapevole e strategico. Naturalmente, vi sono tante altre strategie che Renzi adotta per comunicare efficacemente con il suo pubblico. Quelle indicate sono solo alcune, ma l’intento è quello di farti notare come una comunicazione attenta e strategica possa essere utilizzata per raggiungere più facilmente i propri obiettivi. Lo scopo non è criticare o approvare l’uomo politico, ma ricordare il primo assioma della comunicazione: “è impossibile non comunicare” (Watzlawick). Alla luce di tale principio, tutto quello che facciamo (mimica facciale, gestualità, tono della voce, etc.) assumono un significato e una valenza comunicativa che non possiamo più permetterci di trascurare. Soprattutto, in una realtà sempre più comunicativa  e connessa come la nostra.

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