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Cambiare abitudini è possibile?

Cambiare abitudini è possibile?

di Daniela Marrocco
Buone o meno buone, le abitudini condizionano e abitano il nostro comportamento. Rappresentano la nostra consuetudine. Ma non solo: veicolano e direzionano il nostro modo di pensare. E hanno persino un luogo tutto loro. Si trovano nella parte basale del nostro cervello (detto Basal Ganglia) che peraltro è proprio la sede degli istinti, ma anche dei sentimenti che attiviamo in modo inconsapevole e primitivo. Certo, ci siamo evoluti. Ed insieme al nostro cervello basale si è – per così dire, ma mica poi tanto – formato un cervello NUOVO, posizionato nella corteccia frontale. In questa parte del nostro cervello esiste la FORZA DI VOLONTA’, ed insieme la disciplina, che da qui hanno origine. Detto così, tutto facile. Basta decidere di cambiare un comportamento e tutto funziona. Lo mettiamo in pratica e tutto bene ciò che finisce bene. Eppure non è così. Se c’è una cosa che difficilmente prendiamo in seria considerazione è la facilità di modifcare i nostri comportamenti. Quei comportamenti sono in noi così radicati che finiamo per dire: che ci posso fare… è più forte di me.

Soprattutto se si tratta di abitudini legate a bisogni: cibo, fumo, sentimenti… Bene. Eccoci al punto. Non è che in noi viva un marziano antropomorfo che genera comportamenti e compie azioni che non dipendono da noi. Eppure così appare talvolta. La chiave è sapere come utilizzare il CERVELLO NUOVO per cooperare e gestire le abitudini del cervello istintuale. La chiave è in quella parola che avete letto di sfuggita: COOPERARE. I due cervelli non sono separati. Appartengono a voi. Per questo per CAMBIARE è fondamentale farli cooperare. Ma è davvero possibile cambiare abitudini? Certo che sì. Diciamolo subito. Ci sono molti modi per verificare come modificare le abitudini. Intendiamoci, i metodi proposti dagli studiosi sono diversi: Charles Duhigg ad esempio si è concentrato sulla conoscenza delle abitudini. Jeremy Dean ugualmente ha scritto un elaborato interessante su “MAKING HABIT BREAKING HABIT”, (ROMPERE LE ABITUDINI PER ABITUDINE). Altri approcci suggeriscono di utilizzare la Consapevolezza (questa grande nominata e grande assente) e l’essere presenti momento per momento al fine di prendere decisioni ponderate e non reattive. Ad esempio, la CBT, ovvero la Control Behaviour Therapy suggerisce di utilizzare una serie di emozioni e sentimenti positivi nell’agire il proprio comportamento e nel fare azioni.

Detto in pratica, si utilizza un sistema premiante delle abitudini positive, rinforzando in modo negativo le vecchie abitudini. Ipnosi e PNL (programmazione neuro linguistica) suggeriscono di attivare l’inconscio per suggerire alternative di comportamento alle abitudini e di elaborare un’immagine della mente dell’abitudine e del comportamento che si intende cambiare e modificarlo con il comportamento desiderato. Tutto al fine di “riprogrammare” la propria mente e i propri sentimenti associati a quella specifica abitudine. Scegliete pure il vostro, ma la verità di base è che PER CAMBIARE ABITUDINE SONO FONDAMENTALI 3 valutazioni di base.

1) VALUTARE IL CAMBIAMENTO: Non si può cambiare nulla senza avere una buona ragione, dove per ragione intendiamo un VALORE reale, percepito e percepibile di GUADAGNO nel modificare l’abitudine. E’ fondamentale immaginare in modo vivido e presente che tipo di persona vuoi diventare dopo il cambiamento. Tutti i tipi di vantaggio che quel cambiamento ci sta portando. Solo in questo modo è possibile instillare una urgenza del cambiamento ed essere proattivi rispetto al voler cambiare. Insomma, per cambiare assicuriamoci che ne valga la “pena”… Non solo oggettivamente, ma SOGGETTIVAMENTE.


2) STRATEGIZZARE IL CAMBIAMENTO: Questo secondo punto rappresenta la parte tecnica del cambiamento. Tutte le abitudini hanno un grilletto, un meccanismo automatico incline a produrre dei vantaggi per noi… Sì, avete ben compreso. Vantaggi!

Vi sembrerà strano ma è esattamente così. Si tratta di un meccanismo che mette in moto un processo interno di cui il comportamento è un risultato. Insomma, siamo portati a ripetere la stessa azione perché in qualche modo in passato ci ha portato un vantaggio.

Pertanto dovremmo cambiare qualcosa, qualche elemento per disattivare i grilletti (ce ne occuperemo nei prossimi articoli).

3) IDENTIFICARSI CON IL CAMBIAMENTO: Un uomo saggio come Ghandi diceva: sii il cambiamento che vuoi vedere accadere nel mondo. Ebbene, per potere modificare le abitudini è necessario identificarci con il TIPO DI PERSONE che DESIDERIAMO DIVENTARE. Ad esempio, qualora volessimo smettere di fumare, dovremo identificarci con quella parte di noi che presta attenzione (c’è anche mentre fumate) a cosa mette nel suo corpo, alle sostanze che ingerisce. In questo modo, aderendo all’immagine di noi che vogliamo essere, avremo la possibilità di INSEGNARE al cervello altre possibilità di azione. E con il tempo e l’impegno nella variazione dei comportamenti, il CAMBIAMENTO sarà sempre più percepibile, misurabile e attivabile. Nei prossimi articoli, ci occuperemo di: come disattivare gli automatismi e su come ottenere obiettivi sfidanti e desiderabili.

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