Economia e Diritto

Facebook verso la rivoluzione e-money

Facebook verso la rivoluzione e-money
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio
Forse prenderà il nome di Facebank il nuovo clamoroso colpo di scena avvenuto nel magico mondo di Facebook che, nella sapiente gestione di un successo planetario davvero sorprendente, non si fa sfuggire occasioni di restyling in nessun settore. Facebook potrebbe ora diventare uno strumento di transazioni finanziarie. Per poterlo fare serve però una speciale licenza che secondo i bene informati non tarderà ad arrivare.
L’esperimento di far utilizzare denaro virtuale agli utenti di Facebook è stato già provato qualche anno fa con il lancio dei Credits: monete virtuali usate per la completa fruizioni di tutte le app, in particolare per i giochi. L’esperimento non ha avuto i risultati sperati e per questo motivo col passare del tempo è stato abbandonato, ma stavolta il progetto è decisamente più serio.
Il social network fondato da Mark Zuckerberg potrebbe presto offrire servizi finanziari, come rimesse internazionali e pagamenti elettronici. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal Financial Times, Facebook sarebbe vicina a ottenere l’autorizzazione dalla Banca centrale irlandese. Già Google e Vodafone a modo loro stanno esplorando questo genere di attività. Si apre un nuovo scenario per le grandi piattaforme internettiane che potrebbe avere conseguenze molto rilevanti.

Questo significa che ogni iscritto potrà versare somme di denaro sul proprio profilo che fungerà da conto conrrente. Se il progetto dovesse diventare realtà, immaginate quante pagine fan aziendali si trasformerebbero in veri e propri negozi online. Su Facebook sarà possibile fare la spesa, acquistare regali e prenotare viaggi? E’ appena il caso di ricordare ai lettori che Facebook ottiene già enormi guadagni dalla pubblicità che compare sulle proprie pagine e comunque sta già commerciando le proprie app.
I vertici di Facebook si sono intanto portati avanti col lavoro, prendendo contatto con esperti del settore trasferimenti monetari come TransferWise e Moni Technologies, le quali sono ben ferrate circa i trasferimenti di fondi via smartphone.
Continua dunque ad evolvere l’universo parallelo di Facebook e non è difficile intuire come potranno mutare gli scenari a questo punto. Del resto si sapeva che il futuro del web non poteva essere quello di Community basate solo su chiacchiere in libertà e tentativi di approccio a scopo sentimentale modello chat.
Il fatto che milioni di persone interagiscono tra loro ogni giorno, magari dal proprio telefonino, doveva necessariamente implicare una fruibilità monetaria, la possibilità di muovere somme, un po’ come accade con una banalissima Paypal.

Altro indizio che conferma l’indiscrezione della nascita dell’e-money: negli Stati Uniti Facebook già ha autorizzato l’utilizzo di denaro all’interno del social network per le app interne. Se più indizi fanno una prova, a quanto pare siamo vicini alla nascita di una nuova rivoluzione tecnologica.
Secondo la società di analisi Ovum – specializzata nel digitale – Facebook era data per attiva nel settore dei pagamenti mobili e la sua attenzione sui trasferimenti di denaro ha un senso in quest’ottica. Per gli analisti <<la base di utenti di Facebook nei mercati emergenti sta crescendo rapidamente (circa 200 milioni in Asia nel solo quarto trimestre 2013)>>, ma per quanto riguarda i pagamenti mobili e i servizi finanziari <<Facebook avrà il suo bel da fare: la sfida più grande sarà la fiducia dei consumatori>>. Per Ovum solo l’1% dei consumatori si fida dei social network come gestori di denaro virtuale, contro il 43% nei confronti delle banche e il 13% verso le carte di credito. Vincere questa sfida d’immagine sarà il prossimo passo necessario a Zuckerberg per fare una nuova rivoluzione.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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