Calcio

Champions League 2014, cala il sipario della finale

Champions League 2014, cala il sipario della finale

di Gianpiero Fato
Ci siamo! Questa sera alle 20.45 allo stadio da Luz di Lisbona andrà in scena l’atto conclusivo della Champions League 2013-2014. La finale vedrà così concludersi la stagione calcistica del Vecchio continente, lasciando la staffetta poi al mondiale brasiliano che partirà da Giugno. A sfidarsi nella finalissima della 59esima edizione della maggior competizione calcistica europea, ci saranno Atletico Madrid e Real Madrid. Non una sfida qualunque, non una finale come tante altre viste in passato, ma una stracittadina, la prima in assoluto nella storia del torneo, che vedrà di fronte due rivali eterne. Una finale ricca di confronto e raffronto, di rivalità ma anche rispetto, di ricchezza e povertà. Si, perchè se da un lato ci sono i “Blancos”, o i “Galcticos”, la squadra del Real Madrid, la società con il più alto fatturato in ambito calcistico, ricca di stelle come Cristiano Ronaldo, Bale o Casillas, da un lato ci sono i “Colchoneros” , i materassai dell’ Atletico Madrid, ossia gli operai, la classe “sottopagata”, in rappresentanza del ceto medio, della frangia più povera della capitale spagnola.

Per queste motivazioni la finale assorbe un gusto del tutto diverso mai provato prima, ma anche per tante altre ragioni, come l’ossessione per la “Decima”, ovvero la decima Coppa dei Campioni che il Real Madrid vorrebbe alzare al cielo; ad oggi il palmarès è fermo a 9, l’ultima coppa vinta risale al 2002. Remember il golazo di Zidane?!. Oppure il confronto tra due allenatori molto diversi tra loro, che tra l’altro portano un po’ d’Italia in questi 90 minuti. Da un lato Carlo Ancelotti, navigato ormai nella competizione, con in bacheca già due coppe vinte in rossonero col Milan, dall’altro Diego Simeone, passato interista, ancora a digiuno di vittorie in Champions League (ha però già trionfato in Europa League ed in Supercoppa Europea), ma che quest’anno ha già portato in trionfo l’Atletico nella Liga e ovviamente al miracolo di questa finale che per i biancorossi mancava da 40 anni. Nota dolente, c’è chi in Italia l’ha snobbato come allenatore, valli a capire!! Insomma, la partita sarà decisa dall’acume tattico dei due allenatori, ma anche dalle giocate dei grandi campioni in campo, tanti, meritevoli di giocarsi una partita come questa. Quel che conta però, lo si spera, è lo spettacolo che una partita come questa può regalare; le squadre hanno tutti i connotati per poterlo fare, tra campionato e coppa nazionale se ne son date di santa ragione, quindi a ragion di logica il risultato è aperto, non è dato saperlo, o neanche immaginarlo, aspetteremo questa sera sotto il cielo stellato di Lisbona per vedere quali colori assumeranno le grandi orecchie di questa coppa incantata.

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