Costume & Società

Grande Fratello o Grande Flagello? La casa della discordia

Grande Fratello o Grande Flagello? La casa della discordia

di Emanuela Dibattista
“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. E non sono così sicuro per quanto riguarda l’universo” (Albert Einstein). Grande Fratello o Grande Flagello? Casa extra lussuosa disposta su 2000 metri quadrati, con piscina interna, una zona doccia, sauna con pareti di cristallo, una vasca nella quale i concorrenti potranno fare cromoterapia; al secondo piano si estende una grande terrazza coperta, di circa 600 metri quadrati, il tutto incorniciato da un arredamento ultramoderno. Che dire di più? Risulterebbe essere la casa dei sogni, peccato però che gli italiani si accontenterebbero di una casa di soli 70 metri quadrati, dotata di basilari accessori e pochi confort, in quanto solo il fatto di  possederne una, farebbe felici chissà quante famiglie. Mentre i “mitici” concorrenti ogni giorno si dilettano tra litigi e scompigli, sormontati da una generica volgarità, c’è gente che perde il lavoro, pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese e giovani imprenditori che si tolgono la vita.

“Diciassettenne lascia la scuola perché il papà ha perso il lavoro”; “Cinquantenne: la disperazione di restare senza lavoro e con un mare di debiti sulle spalle”; “Ventottenne perde il lavoro ed è costretto ad emigrare”; “Giovane donna disoccupata, finisce a dormire in stazione”, questa è solo una piccolissima parte della cronaca nazionale degli ultimi mesi, accomunata da uno stesso destino; sì, perché la crisi non guarda in faccia a nessuno. “Una fotografia che non lascia spazio all’ottimismo quello scattato dall’Istat, i cui dati 2013 dipingono una situazione tutt’altro che rosea: nel dettaglio, si tratta di 1 milione e 130mila nuclei familiari senza reddito. A soffrire di più, è il Mezzogiorno, con 598mila famiglie, dove coloro che sono forza lavoro risultano tutti disoccupati. Seguono il Nord, che ne ha 343mila, e il Centro, con 189mila”. Lunedì sera, canale Mediaset, ore 21:00 circa, la mitica “musichetta” accompagna un programma televisivo di gossip, i quali concorrenti si divertono a sbaragliare tutti per arrivare ad unico obiettivo, il monte premi di 200 mila euro all’incirca.

Nello stesso momento, una famiglia italiana, sfinita da una lunga giornata, non di lavoro, attenzione, ma caratterizzata da continui ed incessanti pensieri su come poter arrivare a fine mese e mantenere l’integrità familiare, si trova proiettata casualmente e forse erroneamente sul canale del GF. E’ difficile non evincere tutto quel lusso che non si potrà mai avere, quella felicità che ora come ora non si ha, quella spensieratezza che somiglia più ad una pura utopia che a qualsiasi altra cosa; Come pensate che si senta? La domanda è retorica. E’ possibile che per strutturare programmi del genere l’aspetto economico non risulta essere affatto un problema ma, invece, per aiutare le povere famiglie italiane, ormai nella disperazione più totale, non si riesca a far nulla? Basta ai messaggi fuorvianti che queste trasmissioni evocano, basta con questi programmi che portano ad una limitazione della capacità di pensiero, creando uomini prigionieri di un meccanismo ciclico costante, che distrugge le coscienze e la moralità.

Si preferisce investire su trasmissioni di questo tipo, solo per emanare messaggi subliminali all’uomo, che li recepisce, rendendolo così incapace di pensare con la propria mente, in modo da “fabbricare” marionette da tenere sotto controllo. “Basta allo sperpero del denaro pubblico, in quanto, anche se tali programmi sono sponsorizzati da aziende private, la ricaduta del costo è sul prezzo del prodotto e quindi ricade sempre sul cittadino. “Bisogna che si faccia qualcosa concretamente, bisogna rialzare l’Italia economicamente e culturalmente con investimenti mirati e diretti sul fabbisogno quotidiano, così come anche sulla ricerca e sull’arte, visti come motivi di crescita. “L’Italia è una monarchia (la cui carica di capo di stato è esercitata da un’unica classe sociale di”eletti”), fondata sulla disoccupazione e la corruzione“. E’ forse questo quello che dovrebbe recitare l’articolo 1 della Costituzione italiana? Per non cadere ancor più verso un declino fragoroso, tirate i fili che vi rende marionette e opponetevi, solo così si potrà avere un’Italia migliore.

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