Cronaca

Braccianti indiani dopati per lavorare 12ore al giorno

Braccianti indiani dopati per lavorare 12ore al giorno

di Teresa Manuzzi
Se questa brutta storia è finita sulla pagine dei giornali è tutto merito della onlus InMigrazione. Proprio questa associazione infatti ha prodotto il dossier che si è poi trasformato nella pietra dello scandalo. InMigrazione ha intervistato alcuni indiani sikh che lavorano come braccianti alle porte di Latina (Lazio), nell’Agro Pontino, durante il periodo della raccolta delle zucchine. Dalle dichiarazioni raccolte si evince che i lavoratori sono costretti ad assumere sostanze chimiche dopanti per sopportare la fatica e non sentire il dolore fisico: ingoiano oppio. I braccianti preferiscono andare contro la loro stessa religione (il Sikhismo appunto), che vieta l’assunzione di droghe, pur di non perdere il lavoro, anche se questo è sfiancante: raccolta manuale, semina e piantumazione di ortaggi.

I sikh sono costretti a lavorare nei campi per 12 ore al giorno, dalle  06:00 del mattino alle 18:00 con la possibilità di fare una sola pausa. Ma i lavoratori non possono rinunciare alla loro sola fonte di reddito. Nel Lazio, e pracisamente nell’Agro Pontino, la CGIL, lo scorso hanno, ha stimato la presenza di 12 mila indiani, anche se, per avvicinarci alla realtà, dovremmo considerare 30 mila presenze, tra regolari e irregolari. Stiamo parlando della seconda comunità sikh più grande d’Italia, giunta nel nostro Paese attorno agli anni ’80, che non è però mai stata in grado di integrarsi, anche a causa delle inesistenti politiche di integrazione messe in atto. Dopo quasi trent’anni hanno ancora seri problemi nel parlare l’italiano.

Il contratto provinciale, firmato dai sindacati e dalle organizzazioni di imprenditori agricoli, prevede per i braccianti un monte ore giornaliero  massino di 6, 5 ore per 6 giorni la settimana. Sempre secondo gli accordi i datori di lavoro dovrebbero corrispndere ai lavoratori agricoli una salario orario lordo di 8.26 euro. Marco Omizzolo, sociologo delle migrazioni, che lo scorso anno ha lavorato alla stesura del rapporto di Amnesty International, spiega: “Si lavora fino alle 10 -11 ore al giorno, anche sette giorni la settimana” […] “La paga va dai 2.5 ai 5 euro l’ora. In pratica vengono pagati la metà per lavorare il doppio del consentito. Se a tutto questo aggiungiamo che i datori di lavoro non solo non pagano con puntualità per il lavoro svolto, mentre, al contrario, non sono affatto avari di vessazioni e percosse. Un inferno conosciuto, denunciato e puntualmente ignorato dai vari attori istituzionali del territorio che mostrano interesse nei confronti degli immigrati solo durante le campagne…elettorali.

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