Cronaca

Scomunicati Martha e Gert Heizer, fondatori di “Noi siamo Chiesa”

Scomunicati Martha e Gert Heizer, fondatori di “Noi siamo Chiesa”
Federica Bartoli

di Federica Bartoli
L’ “International Movement We Are Church” fu fondato nel 1996, sulla scia di un’iniziativa di significativa rilevanza nel mondo cattolico di stampo progressista, ossia la divulgazione di un “Appello al popolo di Dio”, attorno al quale si concentrò un’esorbitante cerchia di sostenitori.
Con oltre due milioni di firme raccolte in tutta Europa (trentacinque mila delle quali provenienti dall’Italia), l’appello promuoveva un profondo rinnovamento della Chiesa cattolica, a partire dall’abolizione dell’obbligo del celibato ecclesiastico, passando per la possibilità di accedere ai sacramenti da parte dei divorziati, approdando ad un atteggiamento più morbido nei confronti degli omosessuali.

Il movimento cattolico, il cui punto nevralgico è situato prevalentemente in Austria, fu quindi introdotto dalla teologa Martha Heizer che istituì “Wird Sind Kirche” (Noi siamo Chiesa) accompagnata dal marito Gert e da Thomas Plankesteiner.
La corrente religiosa, non riconosciuta e priva di approvazione canonica, si è da sempre posta in netta contrapposizione rispetto alla Chiesa cattolica di cui propone un capillare rinnovamento, destando profondo scalpore soprattutto in merito alle controverse prese di posizione assunte dalla Heizer.
Nel 2011, infatti, la donna aveva iniziato a celebrare l’Eucaristia regolarmente all’interno della sua abitazione, insieme col marito e diversi fedeli, ma in assenza di sacerdoti: l’intento della protesta consisteva nella personale sfida lanciata nei confronti del Vaticano in merito alla questione del sacerdozio femminile.
Già nel 2011, la Congregazione per la dottrina della Fede istituì una commissione che, a tre anni di distanza, ha deliberato la scomunica per i coniugi Heizer.
La gravissima pena inflitta ai fondatori di “Noi siamo Chiesa”, confermata da Papa Francesco, deriva dalla profanazione del sacramento dell’Eucaristia perpetrato durante le celebrazioni private svoltesi nell’appartamento di Absam, ed è accordata in questo caso a quello che la Chiesa considera uno dei “Delicta graviora”: si tratta, in sostanza, dei crimini più gravi secondo il diritto canonico, tra i quali è contemplata anche la pedofilia.

Manfred Scheuer, vescovo di Innsbruck, ha personalmente consegnato il decreto agli Heizer i quali però hanno contestato e rifiutato la condanna, dichiarando tutta la loro indignazione per essere stati accostati a criminali ben peggiori e per i quali, come essi stessi sottolineano, non vi è mai stata alcuna scomunica.
Imperterriti, Martha e Gert Heizer hanno proclamato tutta la loro determinazione nel voler proseguire con la campagna di sensibilizzazione finalizzata al rinnovamento della Chiesa.

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